Senza confronto non si costruisce il futuro

Si avvicina la Settimana Sociale, ma dove sono il confronto e il dibattito su bene comune uniti alla partecipazione politica?

di Giampaolo Atzei

La necessità di un dibattito, del confronto per il futuro di un territorio, è alla base della vita politica di una
comunità. Non la politica che spesso immaginiamo della corsa alle poltrone, della gara per il potere. La
politica del servizio, quella che vede la buona volontà dei cittadini spesa per il benessere comune. Perché
senza il dibattito non si condividono le scelte degli amministratori, senza il dibattito le politiche adottate sono
il parto esclusivo di chi decide e comanda, gli altri seguono.
Alla stampa libera spetta la propria parte in questa dimensione di servizio: costruire, offrire occasioni di
confronto, proporre al lettore strumenti critici per contribuire al dibattito. Specialmente quando questi temi
sono cruciali per gli anni a venire. Ecco perché apriamo questo numero con due importanti riflessioni sulla
strada che stiamo percorrendo verso l’uscita da questa difficile crisi, resa ancor più acuta dalla pandemia,
con l’invito che il confronto si faccia concreto e vivo, ricevendo altri futuri contributi da amministratori, politici,
persone di cultura e quanti avvertono la sensibilità per un contributo costruttivo.
Come cattolici, per quanti sono impegnati socialmente, per tutti, è il momento di tenere alto lo sguardo. Quel
“basta fare come gli struzzi” esclamato da papa Francesco contro la piaga degli abusi è un’esortazione per
tutti, in ogni ambito. Il cristiano si mette in discussione, non gira lo sguardo dall’altra parte. Un’occasione
importante sarà la prossima Settimana Sociale dei cattolici italiani, che si svolgerà a Taranto dal 21 al 24
ottobre. L’impegno (e l’auspicio) è che questo appuntamento sia marcato dal segno della concretezza, non
sia solo un simposio di buone parole.
In questa direzione, merita di essere segnalato il progetto che l’Ucsi ha attivato con la Facoltà di Scienze
della comunicazione sociale dell’Università Pontificia Salesiana per una ricerca sulla percezione dei temi
dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile, soprattutto nei giovani, dei 17 obiettivi previsti dall’Agenda 2030:
un programma d’azione da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni nella lotta alla povertà, l’eliminazione
della fame, il contrasto al cambiamento climatico, la parità di genere, e l’istruzione di qualità. I primi risultati
raccontano di una grande difficoltà nel raccontare questi temi ma la strada da percorrere è proprio questa:
insistere, non demordere, informare per crescere e ragionare insieme, puntare sui giovani, scommettere sul
loro talento. È una scelta importante da farsi ora, perché questo è il momento delle scelte. E dalla Chiesa
italiana arriva un segno da sottolineare e incoraggiare: tanti delegati diocesani alla prossima Settimana
Sociale saranno giovani, ragazze e ragazzi spesso provenienti dal Progetto Policoro ora chiamati ad essere
costruttori di futuro, il loro (e il nostro futuro).

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