“Sedici giorni” contro la violenza sulle donne

La pastora della Chiesa Evangelica Battista del Sulcis Iglesiente presenta il fascicolo per la Giornata mondiale, l’impegno ecumenico delle Chiese

di Elizabeth Green

I “Sedici giorni” è un fascicolo prodotto ogni anno dalla Federazione delle Donne Evangeliche in Italia, associazione di gruppi e di singoli fondata nel 1976. Per ognuno dei 16 giorni che separano il 25 novembre (giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne) dal 10 dicembre (giornata mondiale per i diritti umani), viene proposto un tema di riflessione. Ad ogni tema va abbinato un versetto biblico con breve commento, un film, una preghiera.
Il fascicolo nasce nel 2007 per incoraggiare la riflessione nelle chiese sulla violenza di genere e viene pubblicato da Riforma, settimanale delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi. Nel 2015, anche grazie in parte agli sforzi della FDEI, la violenza contro le donne diventa oggetto di una dichiarazione congiunta da parte delle chiese cattolica, protestanti e ortodosse. Inoltre, essa trova anche una breve menzione nell’ultima enciclica del papa “Fratelli tutti”. Ma che cosa stanno facendo le chiese per eliminare la violenza contro le donne? Il fascicolo in questione è uno strumento prezioso per donne e uomini che vogliono impegnarsi in questo senso.
Questo anno “I Sedici giorni” è ancora più ambizioso in quanto, partendo dalla pandemia che ci ha investita, propone alla nostra attenzione la salute delle donne. “Salute è donna?” si chiede, per rispondere decisamente no, in quanto le donne sono ancora soggetti di serie b all’interno del sistema sanitario, ma anche sì, in quanto le donne vivono più a lungo, superano meglio le malattie e si prodigano in cure degli e degli ammalati. Molti sono i temi proposti per le nostre riflessioni e preghiere: il nesso tra violenza e alcuni disturbi come la depressione o i disturbi alimentari o la relazione tra donne e AIDS, le neoplasie femminili, la menopausa.
L’etica protestante si regge sulla libertà e responsabilità di ciascuna e ciascuna di noi, perciò l’approccio ad alcuni temi centrali alla vita delle donne come la maternità “scelta, destino o obbligo?” o come l’interruzione volontaria della gravidanza “sconfitta evitabile”, non possono che offrire un punto di vista diverso da quello del magistero cattolico. Scritto da donne e uomini, i “Sedici Giorni” offre alle chiese uno strumento per riflettere su un tema che investe tutti, uomini e donne e che le chiese non possono continuare ad ignorare.

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