Sa “Festa Manna” della rinascita

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Celebrata la 663a edizione della festa di Sant’Antioco Martire, la ripresa con grande afflusso popolare dopo gli anni del Covid

di Tito Siddi

Le basse volte, scavate nella roccia delle catacombe e la basilica del V secolo dedicata al patrono di Sant’Antioco e della Sardegna: Sant’Antioco Martire, per due anni sono state le silenziose testimoni di una festa che da 663 anni è nel cuore dei sardi. La festa più antica della Sardegna è tornata in presenza dopo lo stop legato alla pandemia, da venerdì 29 aprile a lunedì 2 maggio: il vento è cambiato e le tessere di un puzzle che per un biennio ha tormentato i cuori e la mente dei fedeli hanno ripreso il loro posto segnato da secoli di fede e devozione. Sant’Antioco ha così salutato con il cuore gonfio di nuove speranze le celebrazioni in onore del Patrono della Sardegna. In città è cresciuta l’attesa per il gradito ritorno dei festeggiamenti “di piazza”, sempre nel rispetto delle norme anti Covid-19 e delle indicazioni della Conferenza Episcopale Italiana. Per ben due anni, infatti, il simulacro del Santo e le sue reliquie sono rimasti all’interno della Basilica, sia per “sa Festa Manna”, che come da tradizione si tiene quindici giorni dopo Pasqua, sia per la festa d’estate, in programma il primo agosto di ogni anno quando nell’isola sulcitana, e non solo, ritorna chi è emigrato lavoro e chi intende immergersi in una breve vacanza di fede e speranza nell’isola.
“Adesso si torna alla normalità – aveva commentato il sindaco Ignazio Locci – abbiamo ardentemente sperato di riuscire ad organizzare una serie di celebrazioni degne del nostro amato Patrono: la Festa di Sant’Antioco Martire si farà. Non è stato semplice ma ce l’abbiamo fatta. Il Comune di Sant’Antioco ha garantito la collaborazione alla Parrocchia, grazie alla volontà del Rettore della Basilica e del Vescovo della Diocesi di Iglesias, Monsignor Giovanni Paolo Zedda, assumendosi anche l’onere e la responsabilità dell’organizzazione delle processioni. La Festa è per la Comunità un momento fondamentale che ci consente di lasciarci alle spalle questa brutta pagina. Ringrazio tutti coloro che a vario titolo hanno lavorato per predisporre al meglio sa Festa Manna”.
Ricco e intimamente legato alla tradizione il programma di festeggiamenti che hanno preso il via venerdì 29 aprile con l’inaugurazione della mostra “Abiti e vestiti della tradizione” presso il Palazzo del Capitolo, in Piazza De Gasperi che rimarrà in esposizione fino al 6 maggio. Nella sala dei congressi per la prima volta sarà possibile ammirare una serie di abiti e gioielli provenienti da collezioni private. “Abbiamo atteso tanto – commenta l’Assessore al Turismo Roberta Serrenti – e oggi possiamo ristringere le maglie della nostra Comunità accanto a Sant’Antioco, tra Fede e Devozione. Uno sforzo tra Comune e Chiesa che ha garantito un ricco carnet di appuntamenti. Dopo la mostra di venerdì, sabato è stato il turno della sfilata de Is Coccois e dell’inaugurazione di Sulkinfiera, musica, tradizione e folclore dalla Sardegna. E ancora domenica è stata allestita l’infiorata dedicata al Patrono in Piazza Umberto e alla sera alla seconda edizione della sfilata delle Traccas provenienti dalla Sardegna. Quest’ultimo evento ha voluto rappresentare idealmente il pellegrinaggio dei fedeli che, provenienti da ogni angolo della Sardegna, compivano un tempo per giungere a Sant’Antioco a bordo delle traccas al fine di venerare il Patrono massimo in occasione della Festa.
Lunedì, poi, come da tradizione è stato il giorno de Sa Festa Manna. La giornata è stata un susseguirsi di celebrazioni. Trasmessa in diretta da una tv regionale, alle 17.30, nella basilica, arricchita dai canti al coro della parrocchia Sant’Antioco Martire, la Santa Messa è stata celebrata da mons. Carlo Cani, arciprete del Capitolo e direttore dell’Ufficio diocesano per i beni culturali ecclesiastici, e diversi sacerdoti della diocesi; non era presente in Basilica per motivi di salute il vescovo di Iglesias mons. Giovanni Paolo Zedda. Nell’omelia mons. Carlo Cani ha posto l’attenzione di una grande giornata e come, attraversando la città in processione, per il martire sulcitano era come un rincontrare il suo popolo ed entrare nuovamente nelle case, per dare un attuale conforto in questo terribile periodo in cui viviamo ed imprimere nuova gioia e nuove speranze. “I tre verbi che papa Francesco ha indicato nell’ultimo incontro in piazza San Pietro a Roma: Riprendere, ricominciare, ripartire – ha detto mons. Cani – sono da intendersi come un proclama della bellezza di una vita nuova; come le tre direttici, i tre punti cardinali su cui devono sorreggersi i cristiani. Affidiamo a Sant’Antioco Martire la nostra gente – ha concluso il prelato – affidando la comunità che lo onora alla gioia e alla speranza. La giornata di lunedì sia come ritornare alle radici, alle origini della Grazia che dà ancora bellezza al nostro quotidiano percorso che, come insegna Sant’Antioco, è come percorrere insieme ponendo in Dio tutte le sue certezze”.
Dopo la solenne celebrazione ha preso avvio la processione per le vie del centro cittadino. Il simulacro del Martire è stato accompagnato da una trentina di gruppi folcloristici, una sessantina di cavalieri, amazzoni, e dalla banda musicale città di Sant’Antioco; i gonfaloni delle città che hanno il Martire come patrono, autorità civili e militari, i sindaci di numerose città non solo del territorio hanno sfilato insieme al sindaco Ignazio Locci e la giunta cittadina, con una corona di folla imponente che ha gremito i marciapiedi e le piazza. Sono stati così ripercorsi i vecchi sentieri, oggi strade e vie moderne, dove duemila anni Antioco fa predicava curando i corpi e le anime nella nuova fede in Cristo.
A fine serata poi una novità di questa edizione ha fatto accorre migliaia di persone al lungomare per lo stop ai classici fuochi di artificio con i botti per fuochi d’artificio musicali. “Sappiamo bene quanto gli spettacoli pirotecnici tradizionali disturbino gli animali d’affezione e non soltanto. Questa nuova modalità musicale, invece – ha spiegato il sindaco – li rende particolarmente belli, luminosi, spettacolari, senza arrecare disturbo ad alcuno”. Martedì infine i clamori della festa Manna si sono attutiti nel silenzio delle catacombe dove il martire Antioco secondo la tradizione, ha trovato la morte, con la celebrazione di diverse sante messe in suo onore. Ad attrus annus.

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Pubblicato su “Sulcis Iglesiente Oggi”, numero 16 dell’8 maggio 2022

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