Parco geominerario, verso un nuovo commissariamento

Dal dibattito in Consiglio regionale sull’interpellanza dell’on. Ennas la conferma della procedura avviata per il consorzio presieduto da Tarcisio Agus

di Miriam Cappa

Al Parco geominerario della Sardegna tornerà un commissario: il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani lo ha scritto a Regione e altri ministeri di riferimento dell’ente in una lettera di 24 pagine.
La conferma ufficiale è avvenuta il 6 luglio in Consiglio regionale durante la discussione sull’interpellanza che Michele Ennas (Lega) aveva presentato dal 2019. Anita Pili, assessore all’Industria, ha ripreso le parole di Cingolani che traggono le conclusioni dall’ispezione del ministero dell’Economia e finanza a Villa Pertusola nel 2018. “Secondo quanto riportato dall’assessore  – spiega Ennas – gli ispettori del Ministero hanno rilevato gravi carenze programmatiche e gestionali, verificato alcune violazioni amministrative e constatato l’inerzia sulla programmazione”. Per Ennas è la riprova dell’incapacità del Parco di esercitare il suo ruolo già manifestata nell’esclusione dalla rete Unesco, comunicata a settembre 2019, “che già di per sé meritava una lunga e seria riflessione sullo stato di salute dell’ente e sulle dinamiche interne che ne hanno precluso il corretto sviluppo. Conflitti tra i vari organi del Parco, con precise responsabilità politiche, inerzia nell’azione congiunta, tutte circostanze che hanno vanificato i propositivi intenti di costruzione di alcuni a favore dell’azione distruttiva di altri. Ma ciò che maggiormente mi preme ora è rivendicare la valenza di questa istituzione. Per il Parco questa non deve essere la fine ma un nuovo inizio improntato su un necessario rinnovamento e una revisione profonda”.
Il Direttivo del Parco resiste a oltranza. Dall’inizio del 2019 è privo di tre consiglieri che si sono dimessi per divergenze manifeste: due delegati della Regione (Luciano Ottelli, Giovanni Pilia), uno del ministero dell’Ambiente, Simone Deplano. Presidente e consiglieri superstiti in una nota comunicano di non essere stati informati della lettera del ministro, di avergli scritto per chiarimenti il 30 giugno e “ il 2 luglio, abbiamo sottolineato alcuni primi aspetti, perché crediamo sia questa una decisione – sul commissariamento – maturata più dalla non condivisibile interrogazione presentata dal parlamentare Cappellacci, che non dalle risultanze della Relazione ispettiva del Mef e di quella della Corte dei conti, presentata ai due rami del Parlamento, per la prima volta in venti anni!”.
Il Direttivo rimanda a ministeri e Regione le accuse di mala gestio che hanno sempre approvato il bilancio dell’ente; dichiara di essersi insediato solo a metà maggio 2018 e aver trovato una situazione non agevole: carenza di personale (alla maggior parte dei dipendenti assunti con i concorsi il Parco ha concesso la mobilità in altri enti) o revisori dei conti in scadenza e nominati con un anno di ritardo. Il gruppo è convinto di essere riuscito a “garantire il reinserimento lavorativo di 100 lavoratori ex Ati-Ifras, promosso dalla Regione”. Elenca tutti quelli che ritiene i risultati portati a casa: Distretto agroalimentare di qualità della Sardegna (“consentendo ad un centinaio di imprenditori agricoli del Parco di partecipare ai finanziamenti europei”),” i bandi di Invitalia, per lo sviluppo del Sud, partecipando con il progetto dal titolo TouRemin, con investimenti pari a 67.462.500 di euro. Mentre sono state 34 le proposte dei privati, per investimenti pari a 61. 019 di euro, Just Transition Fund”.
È convinto di aver “dato avvio ad una programmazione di ampio respiro, proprio in questi giorni stava avviando il secondo ed importante obiettivo programmatico, con i progetti di recupero di importanti strutture minerarie, come le direzioni e le foresterie ex minerarie, per realizzarvi le Foresterie del Parco, con i centri visita, spazi espositivi e culturali e servizi di accoglienza del Parco. Molto dipenderà dalla disponibilità del personale che potrà essere integrato con interventi del ministero vigilante e della Regione Sardegna. Nel contempo, con accordi già in essere con i comuni di Guspini, Arbus, Villasalto, Gadoni, Orani e Lula sono avviate le procedure per la gestione turistica dei siti, in parte già attivi ed in parte da attivare, entro la prossima primavera. Se porre ordine all’istituzione del Parco, così come si evince dalle parole del Ministro, vuole dire “mandare a casa Consiglio e Presidente” e non sostenere, condividere, vigilare l’azione propulsiva del Parco, allora riteniamo che non sia questa la soluzione per l’Ente così come abbiamo scritto al Ministro e che ben altri siano gli obiettivi che muovono la decisione di procedere al commissariamento del Parco Geominerario.

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