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“Mi chiamo Nino”, i bambini raccontano Gramsci

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La classe I E dell’istituto comprensivo “Nivola” di Iglesias vince il concorso “Immaginando Gramsci” con il cortometraggio “Mi chiamo Nino”

di Giulia Loi 

Si intitola “Mi chiamo Nino. Vita di Antonio Gramsci” il video che ha vinto il concorso “Immaginando Gramsci”, una biografia delicata e attenta del pensatore di Ales, narrata dai bambini della I E dell’Istituto Nivola di via Tenente Cacciarru a Iglesias, sotto la guida degli insegnanti coordinatori Cecilia Solina e Christian Castangia, che ha anche curato la regia del cortometraggio. Nel video, dove Fabio Monni di cinque anni interpreta un Antonio Gramsci ancora bambino, gli studenti ne hanno raccontato la vita, dalla nascita all’infanzia, proseguendo per il percorso politico e la prigionia, fino alla morte, sottolineando l’importanza del suo pensiero e della sua attività politica, mettendo in particolare l’accento sull’importanza dello studiare. Il concorso, pensato appositamente per le scuole sarde, giunge quest’anno alla nona edizione, e fa parte delle celebrazioni per il 130° anniversario della nascita di Antonio Gramsci che le associazioni sarde stanno organizzando in collaborazione con le altre associazioni gramsciane che operano a livello nazionale e internazionale. Gli scopi dell’iniziativa sono quello di portare la figura di Antonio Gramsci all’interno delle aule scolastiche e di “fare interagire i suoi scritti con le conoscenze e le aspettative delle studentesse e degli studenti di ogni ordine e grado in modo da offrire loro una griglia interpretativa di comprensione del presente e del passato”, come si legge sul sito ufficiale del concorso. Il video, che è stato girato per le strade di Iglesias e si è servito di alcuni luoghi in particolare come, ad esempio, della scuola di Miniera di Monteponi, per richiamare gli anni di studio del piccolo Gramsci, ha compreso anche immagini di Ales e i piccoli monologhi degli studenti che hanno raccontato la vita del filosofo. Il filmato è stato ispirato dalla lettura dei libri “Lettere dal carcere” e “L’albero del riccio”; è stato anche di fondamentale importanza il percorso formativo frequentato dai bambini con l’esperta formatrice Alessandra Marchi, membro del GramsciLab dell’Università di Cagliari. Il concorso è stato promosso dall’ Associazione Casa Natale A. Gramsci di Ales, l’Istituto Gramsci della Sardegna e l’Associazione per Antonio Gramsci di Ghilarza, con il supporto scientifico del GramsciLab – Centro di studi interdipartimentale dell’Università di Cagliari.

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