La speranza nello sguardo di Maria

La solenne celebrazione per Sa Festa Manna presieduta dal vescovo al santuario della Beata Vergine del Buon Cammino di Iglesias

di Valeria Carta
foto di Efisio Vacca

Il mese di ottobre ormai volge al termine e, come da tradizione, l’ultima domenica si festeggia la Madonna del Buon Cammino. Conosciuta affettuosamente come “Sa Festa Manna”, l’evento è di grande rilievo non solo per la comunità religiosa ma per l’intera città. Il 25 ottobre la liturgia eucaristica delle 16.30 e stata presieduta da mons. Giovanni Paolo Zedda, vescovo di Iglesias, che ha celebrato nel sagrato della chiesa davanti a un nutrito gruppo di fedeli. Gli irriducibili, i fedeli della Madonna del Buon Cammino, non hanno rinunciato al pellegrinaggio, anche se individuale, al colle.
Le riflessioni del patriarca sulcitano sono partite dalle letture giornaliere, con un invito rivolto a tutti a tenere presenti le indicazioni di San Paolo che ci mostra come vivere in una comunità. “Siamo chiamati ad accogliere la parola sull’esempio del Signore e di chi c’è lo annunzia in mezzo a grandi prove nella vita sociale e quotidiana”. Nelle parole del vescovo il desiderio di chiedere “la gioia dello Spirito Santo” che è l’unico frutto della Sua presenza. “La gioia nutre la nostra vita anche in mezzo alle difficoltà” ha sottolineato monsignor Zedda, preoccupato perché nella preghiera possiamo tenere a mente il bisogno di convertirci dagli idoli a Dio, mettendo da parte ogni tornaconto personale che sia finalizzato alla gloria individuale piuttosto che a quella
divina.
Troppo spesso, infatti, anche chi si dice cristiano, serve prima i suoi interessi piuttosto che Dio vivo e vero. “Possiamo accoglierLo solo se ci poniamo in un atteggiamento di attesa”, ha continuato, perché “solo in Lui c’è la risposta a tutte le nostre difficoltà”. L’invito per i suoi fedeli è quello a sfruttare la difficoltà e cogliere l’occasione per testimoniare ogni giorno. “Non ci si può accontentare di quello fatto ieri”, ha insistito il vescovo, “dobbiamo essere pronti ad amare Dio continuamente”.
Al termine della celebrazione, il rettore del Santuario, don Carlo Cani ha condotto l’assemblea nella supplica corale alla Madonna, dove anche il vescovo, come pellegrino, ha reso omaggio alla statua della Vergine sulle note del Totus Tuus. Ad animare la celebrazione le suore clarisse che quest’anno compiono 20 anni dal giorno del loro primo arrivo. Come ha ricordato il rettore del santuario “le nostre sorelle sono qui a ricordare il cuore materno di Chiara d’Assisi, patrona della nostra città”.
A conclusione della celebrazione, nel ringraziare le autorità presenti, don Carlo ha ricordato che “Maria rivolge lo sguardo di benedizione su tutti noi, su Iglesias, sulla diocesi e sul mondo intero, uno sguardo che dona speranza”. Nel ricordare che questa è “la nostra festa, la festa degli iglesienti”, ha inoltre precisato che, nonostante quest’anno la ricorrenza abbia un colore diverso, non è un colore sbiadito. “È diverso ma sempre è colore, un colore che ci invita alla fiducia, al futuro, a non farci scoraggiare”. Un messaggio di speranza quello che viene dal colle che vigila sulla città, e un impegno per i presenti “portate l’abbraccio di Maria a tutti”.

 

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