La Regina del Sulcis accolta dal suo popolo

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Dopo le limitazioni per il Covid, si rinnova la secolare Peregrinatio Mariae dal borgo di Tratalias alla cattedrale di Iglesias

di Tito Siddi
foto di Efisio Vacca

Giovedì 26 maggio, a tarda sera in una serata uggiosa e piovosa il simulacro della Madonna di Monserrato, avvolto nella sua veste azzurra, ha fatto il suo ingresso nella piazza della cattedrale romanica nel vecchio borgo medievale di Tratalias. Annunciata dal rombo del motore del trattore, che trasportava l’imponente statua da Iglesias, si è rinnovato come avviene da centinaia d’anni il rito antico e commovente in onore della Regina del Sulcis che ritorna a casa a trovare i sui figli. Come avviene infatti da più di cinquecento anni la Peregrinatio Mariae, un rito di devozione e di festa per tutta la comunità sulcitana, che celebra la traslazione del simulacro della Madonna di Monserrato, patrona di Tratalias e Regina del Sulcis, dalla cattedrale di Iglesias a quella del piccolo paese del basso Sulcis. A scortare l’ingresso del simulacro in piazza del vecchio borgo è stata una breve processione con le bambine vestite di bianco, il gruppo folk di Tratalias ed un suonatore di launeddas che ha sostituito egregiamente la banda musicale. A rendere onore alla Patrona, le autorità civili religiose e militari e diversi sindaci dei paesi sulcitani. All’arrivo in piazza la Vergine è stata salutata da una cascata pirotecnica di fuochi artificiali accesa, come tradizione, nella scalinata del sagrato dell’antica cattedrale in stile romanico e da una breve omelia. Ad attenderla al suo arrivo nella piazza del vecchio borgo, con un cielo imbronciato dalle nuvole cariche d’acqua che minacciavano pioggia, tanti fedeli che dopo due anni di restrizioni, dovute alla pandemia, non sono voluti mancare all’appuntamento con la mamma celeste, che ogni anno ritorna a trovarli. È stata una cerimonia breve che ha anticipato il trasporto del simulacro nella chiesa parrocchiale del paese nuovo, dove è rimasta esposta per tutta la durata della festa e dove quest’anno si sono svolte le celebrazioni religiose e civili della sagra organizzata dall’amministrazione comunale dopo un lungo e difficile iter, viste le restrizioni che ancora sussistono per il Covid-19, per stilare un programma nel pieno rispetto della sicurezza. Nei giorni seguenti le funzioni religiose sono state celebrate venerdì 27 e sabato 28 alle ore 19, domenica 29 alle 9.30 e poi alle 19.00. Il lunedì dopo l’Ascensione, come da tradizione, la giornata clou della sagra con la messa al mattino e quella solenne concelebrata la sera dal vescovo di Iglesias Monsignor Giovanni Paolo Zedda, che non è voluto mancare all’appuntamento. Funzione celebrata  con i sacerdoti del Capitolo, con l’attuale responsabile della parrocchia e con molti sacerdoti del territorio. La celebrazione Eucaristica, al cospetto di tanti fedeli che hanno gremito la chiesa, è stata arricchita dai canti in limba della polifonica del paese Maria Munserrada. Nell’omelia il vescovo ha ricordato che facciamo parte di un grande disegno, che Dio ha riservato al popolo del Sulcis, a cui chiede di essere capaci di dare testimonianza viva per superare con la fede le difficoltà. Poi  la processione solenne. Ad accompagnare  il simulacro della Vergine, nella sua veste azzurra con in braccio il bambino Gesù, adornata da ori e monili, il sacerdote amministratore della parrocchia in sostituzione del parroco Don Emanuele Tiddia che, per problemi di salute, da mesi è lontano dalla sua parrocchia. Con lui il sindaco del paese e diversi altri sindaci del territorio, autorità civili e militari e molti sacerdoti della diocesi. Il corteo, accompagnato dalla banda musicale di San Giovanni Suergiu, dalle launeddas, da numerosi gruppi folk, cavalieri e amazzoni, ha attraversato  tutte  le vie principali del centro sulcitano che è stato come sempre gremito di fedeli provenienti da tutto il territorio che hanno atteso il passaggio del simulacro della Vergine ai bordi delle strade sino al ritorno in parrocchia all’imbrunire, con il sagrato e la chiesa sfavillanti di luci multicolori come non mai. La festa si è conclusa, come sempre martedì, con il rientro l’indomani, in cattedrale ad Iglesias, del simulacro che ha percorso in senso inverso i centri di San Giovanni Suergiu, Carbonia, Flumentepido e Gonnesa. Paese dove il simulacro è stato ospitato per la notte di martedì 31 maggio nella chiesa parrocchiale, rinnovando altri festeggiamenti in suo onore, prima di riprendere il cammino verso la cattedrale ad Iglesias da dove il prossimo anno si rinnoverà la tradizionale traslazione. Un rito antico e carico di devozione che si ripete pressoché immutato dal 1503 quando la Diocesi, con sede a Tratalias, venne trasferita ad Iglesias al riparo dai pericoli delle continue incursioni nelle coste del sud ovest sardo dei pirati saraceni che in quegli anni con raid improvvisi sbarcavano sulle coste del Sulcis portando distruzione, dolore e malattie.

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Pubblicato su “Sulcis Iglesiente Oggi”, numero 20 del 5 giugno 2022

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