La montagna di Hauswirth, “poeta della carta”

Premio per la scrittrice carlofortina Lorenza Garbarino al concorso letterario “Pradzalà: una montagna da vivere” indetto dal Comune di Pragelato

di Nicolo Capriata

Chi fosse Jean Jacques Hauswirth, un povero e montanaro vissuto nell’Ottocento (morì nel 1871) in pochi, davvero in pochi, lo sapevano. Ora grazie a Lorenza Garbarino, una scrittrice carlofortina che con le sue opere non finisce mai di stupire e di far gioire della loro lettura, lo sanno sicuramente molti di più. Perche la vita, in un certo senso straordinaria di questo solitario montagnolo è stata scoperta e riportata alla conoscenza, sarebbe meglio dire all’attenzione, tanta è stata la curiosità che ha suscitato nel pubblico, attraverso il libro “Hauswirth della montagna” della Garbarino. Hauswirt era un uomo dal fisico possente, analfabeta e molto povero, che durante l’inverno peregrinava tra valli e montagne alla ricerca di qualche baita, dove qualche famiglia gli poteva offrire un giaciglio per la notte, magari nel fienile. Tutto questo in cambio della sistemazione della legna e di altri piccoli lavori. La mattina (Jean Jacques non dormiva più di una sera nello stesso chalet) donava agli anfitrioni uno dei suoi magnifici ritagli sulla carta. In questo fu un vero artista come sottolinea il sottotitolo “storia di un poeta della carta” e come ci sono ancora tanti, che al giorno d’oggi, conservano i suoi ritagli.
Ma il libro di Lorenza Garbarino non è una biografia su Jean Jacques Hauswirt, è piuttosto un libro che descrive oltre alla vita del solitario montanaro, la montagna di una volta con i suoi aspetti reconditi, con fine e delicata poesia, che solo un animo sensibile come la poetessa-scrittrice Lorenza Garbarino poteva raccontare. Non per altro, il suo breve romanzo si è aggiudicato il secondo premio del concorso letterario “Pradzalà: una montagna da vivere” indetto dal Comune di Pragelato con il patrocinio del Comune di Torino. Una giuria popolare ha esaminato una trentina di libri vagliando quelli a suo giudizio migliori, per poi passarli ad una giuria ristretta e più qualificata. Ma il fatto, che ha dello straordinario, e come la sensibilità di Lorenza Garbarino, abituata a vivere circondata dai flussi marini, sia riuscita a penetrare, ad immedesimarsi in un mondo tanto distante dal suo vissuto: la montagna. “Lo stile della Garbarino – si legge nella motivazione del premio – è dolcezza, è poesia, è eleganza. Con l’autrice abbiamo riscoperto la vita della montagna che appartiene anche a noi e che frequentiamo”. Naturalmente, il libro edito dalla Fusta e che si avvale delle illustrazioni di Oriana Bassani, va a ruba. Come fioccano all’autrice tanti inviti di presentazione, soprattutto nei paesi alpini e in Svizzera. Purtroppo il coronavirus, “bestia” infinitamente piccola quanto infinitamente devastante, impedisce l’organizzazione di questi incontri culturali. Ma tutto, è stato detto, verrà rinviato (speriamo quanto prima) quando la “bestia” sarà domata. E poi anche tante recensioni sui quotidiani (La Repubblica, il Corriere della Sera ecc.). Ma che dice Lorenza Garbarino di tutto questo successo? Che tra l’altro non è il primo, il precedente romanzo “Sui passi di Melania” aveva ricevuto numerosi consensi. Sicuramente tutto quanto è uno sprono a continuare a scrivere. “Ma soprattutto – ci ha detto – mi ha dato la spinta a conoscere e far conoscere di più la storia di Hauswirt”, il solitario montagnolo, inventore dell’arte della carta ritagliata.

 

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