La fede non è “timbrare un cartellino”

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La festa della Madonna delle Grazie a Iglesias nella 287a ricorrenza del voto, l’invito a una “devozione vera” non scaramantica

di Valeria Carta
foto di Efisio Vacca

Seconda domenica di luglio a Iglesias è sinonimo di festa della Madonna delle Grazie. E anche quest’anno, il 10 del mese, è stato sciolto il voto alla Vergine Maria che nel 1735 liberò Iglesias e tutto il Sulcis dalla piaga delle locuste.
La comunità francescana del santuario, costituita dalle suore di San Tommaso e dai frati cappuccini, ha curato la preparazione della festa religiosa sin dal 1° luglio, giorno d’inizio della novena affidata a Padre Fabio Serra, ofm del convento di Mores. Un programma intenso fatto di momenti di preghiera distribuiti in tutto l’arco della giornata con altrettante occasioni di riflessione. A queste si sono aggiunte ulteriori momenti di condivisione come, da prima, il Cenacolo Mariano del primo sabato del mese, la distribuzione del pane benedetto e infine l’inno Akathistos eseguito dalla Corale Madonna delle Grazie.
La celebrazione solenne della domenica ha avuto luogo alla presenza del Rev.mo Capitolo della Cattedrale, del vescovo, Monsignor Giovanni Paolo Zedda, e del Sindaco della città. Il Primo Cittadino, a nome della Municipalità e del popolo, ha offerto il cero votivo alla Madonna come promesso 287 anni fa.
A partire dalle 20.30 si è snodata, per le vie della città, la processione con il simulacro della Vergine accompagnato dalle associazioni religiose della città, la banda musicale “Giuseppe Verdi” e i gruppi folk. A conclusione della giornata un momento di riflessione finale del predicatore che ha portato a compimento il percorso mariano già intrapreso durante la novena nella quale hanno trovato spazio temi quali la preghiera, l’importanza della testimonianza e la centralità della vocazione, tutti letti in chiave mariana. “Il vero modello di ogni vocazione è Maria”, questo uno dei nodi maggiormente significativi della predicazione durante la quale Padre Fabio ha sottolineato quanto sia importante non pensare solo alla vocazione alla vita religiosa, ma anche a quella matrimoniale e più in generale a quella di ognuno di noi che “è seguire Gesù Cristo”.
L’edizione numero 287 della festa della Madonna delle Grazie ha visto anche il ritorno parziale dei festeggiamenti civili con il festival della canzone seguito, nel giorno della festa, dai balli in piazza e folk con i “Nemos”.
Come da tradizione consolidata, il lunedì successivo la festa è stato dedicato al ringraziamento prima di tutto a Dio, con una celebrazione eucaristica presieduta da Padre Roberto Sardu, e poi a tutti i fedeli che, anche quest’anno hanno affollato numerosi la piccola chiesa mariana.
“È Dio l’unico che ci fa ogni grazia e i nostri padri si sono affidati a lui per liberarli dalla calamità delle locuste” a queste parole del predicatore hanno fatto eco quelle del vescovo durante la messa serale che ha esordito sottolineando come: “siamo venuti insieme a ringraziare Dio per averci dato la Madre di Grazia”. Maria si configura in questo percorso di riflessione come “mediatrice del popolo di Iglesias”, ha ricordato Padre Fabio, senza dimenticare che “ogni dono che viene dal cielo è un dono del Padre”. Per questo Maria è la via privilegiata per raggiungere Cristo, “è questo che dobbiamo annunciare al mondo”.
Non è mancato tuttavia l’invito prudente a fare attenzione alle insidie che si nascondono dietro queste celebrazioni: “la nostra devozione, fratelli e sorelle, troppo spesso è un mischiare la fede e la scaramanzia. Si partecipa per onorare Maria ma quasi è come timbrare un cartellino per far tacere la nostra coscienza per sentirci a posto perché anche quest’anno ho fatto quello che ho sempre fatto”. Ma Padre Fabio ha anche sottolineato come: “quando la devozione è vera allora si vede e si sperimenta l’essere figli di Maria”. Messi in guardia da “un tradizionalismo sterile”, in cui tutto diventa una semplice rappresentazione di gesti esteriori, anche belli, santi ma che non portano a nulla, i fedeli hanno gremito la chiesa per salutare la Vergine Maria, per innalzare la propria preghiera e presentare a Maria le suppliche chiedendo la sua potente intercessione.

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Pubblicato su “Sulcis Iglesiente Oggi”, numero 26 del 17 luglio 2022

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