Energia pulita dalle onde del mare

Accordo siglato tra Politecnico di Torino e Comune di Carloforte per lo sviluppo sostenibile e il superamento del divario digitale

di Nicolo Capriata

Il futuro che prevede soluzioni innovative, prima ancora che moderne, per una energia sostenibile, ecologicamente pulita, per un’agricoltura intelligente e soprattutto “sana”, parte anche da Carloforte. Nei giorni scorsi con grande soddisfazione delle parti è stato siglato un accordo tra il Comune di Carloforte e il Politecnico di Torino con l’obbiettivo di promuovere studi, ricerche e progetti per una sostenibilità ambientale dell’isola di San Pietro attraverso i più recenti ritrovati della tecnica e della scienza. La collaborazione tra i due enti che prevede anche progetti sulle telecomunicazioni come l’abbattimento del divario digitale (in certi punti dell’isola, per esempio, attualmente è impossibile ogni forma di comunicazione telefonica e via internet) avrà la durata di cinque anni, naturalmente rinnovabili. Per ogni progetto si costituirà un comitato scientifico, e naturalmente dovrà essere sottoposto al vaglio del Comune. E di un progetto anche se allo stato embrionale già si sta parlando. Si tratta di ricavare energia elettrica pulita dal moto delle onde marine. A detta dei tecnici quella che viene dal mare è la più grande fonte energetica rinnovabile al mondo. E a Carloforte secondo gli studiosi torinesi il moto delle onde (non cavalloni, beninteso) prodotto dai venti di maestrale presentano una potenza e una potenzialità per produrre energia che in Sardegna si trova solo lungo la costa algherese. Si diceva che il progetto è stato appena abbozzato ma c’è quasi la certezza che vada speditamente avanti non fosse altro perché il Politecnico torinese alla fine di settembre di quest’anno ha inaugurato con la collaborazione dell’Eni un laboratorio di ricerca sulla “Energia del Mare”. Come mai Carloforte è arrivato all’attenzione dell’ateneo torinese? Si potrebbe dire per puro caso. Lo scorso anno alcuni tecnici del Politecnico hanno soggiornato per un po’ a Carloforte, chiamati dai proprietari delle due cantine esistenti sull’isola “Tanca gioia” e “A vigna du Bertin” per essere assistiti nel giusto uso dei fitofarmaci e l’utilizzopulito” dell’acqua. Da cosa nasce cosa: la particolare posizione geografica del luogo accompagnata da un’altrettanta particolare situazione ambientale nonché l’amenità del posto li hanno invogliati a scrivere in Comune per proporre diverse ricerche sull’isola. “Abbiamo subito accettato con entusiasmo” ha detto l’assessore Stefano Rombi, che nel frattempo ha stretto rapporti di amicizia con gli studiosi universitari. Il tempo di discuterne e programmare il tutto con interesse e entusiasmo in Rettorato e si è giunti all’accordo. “C’e fervore e siamo entusiasti entrambi ha commentato – Stefano Rombi – da parte nostra perché conosciamo bene il prestigio del Politecnico in Europa e delle tante risorse che può mettere a disposizione. Ricordo che nell’isola di Pantelleria ha risolto lo stesso problema che abbiamo noi sulle telecomunicazioni”.

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