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Carloforte. Il turismo nautico non teme la crisi

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Parola agli operatori del porto: il turismo nautico decolla nell’isola, oltre 1.300 barche e yacht pronti a solcare il mare

di Nicolo Capriata

Il porto turistico di Carloforte durante l’estate ospita quotidianamente oltre 1.300 natanti da diporto, procurando tanto lavoro alle aziende che operano nel settore nautico e creando un indotto non indifferente a tutte le attività produttive isolane, da quelle commerciali a quelle artigianali. Va da sé che con queste prospettive la nautica occupa uno dei posti preminenti nell’industria turistica isolana e pertanto a marzo c’era più di un timore per come sarebbe stata la stagione diportistica. Diciamo subito che oggi le aspettative sono ottimistiche e quasi senza alcuna riserva. Salvatore Luxoro, titolare della Marinatur, che ha la disponibilità di ricoverare 400/450 imbarcazioni anche di grosse dimensioni, è perentorio: “Questa stagione non sarà come le altre, ma poco ci manca. Tanti diportisti che hanno lasciato la loro barca a “svernare” sull’isola mi stanno chiedendo da diversi giorni, di rimetterla in sesto, pronta a solcare il mare quando loro metteranno piede a Carloforte. Confesso che sono oberato di lavoro e spesso non riesco ad accudire a tutte le richieste, così certe operazioni sono costretto a trasferirle ad altri”. E questo è un indiscutibile segnale positivo sul movimento che avrà quest’estate il porto carlofortino. Non cambia di una virgola l’opinione di Aldo Siffredi, titolare della MarineSifredi, 450/500 posti barca e gestore del porticciolo pescatori. “Di tutti i miei diportisti solo due, un francese e un tedesco, mi hanno manifestato che non sarebbero “scesi” per una certa paura. Ma bisogna capirli, sono molto anziani e si devono salvaguardare dal Covid19. Per il resto sono piuttosto ottimista. Anzi…”.DSC09577

Il turismo nautico carolino ormai da diversi anni ha preso le ali e il porticciolo ha acquistato una buona nomea. A sostarci gli yacht di illustri finanzieri (Luca Cordero di Montezemolo, la famiglia Berlusconi, Carlo De Benedetti ormai un habitué), di politici “di lungo corso” come Massimo D’Alema o di imprenditori affermati nel campo della moda come Dolce&Gabbana. “Ma i personaggi famosi che hanno frequentato o che ancora frequentano il nostro porto ormai non si contano più”, hanno detto quasi all’unisono Salvatore Luxoro e Aldo Sifredi.
A Carloforte oltre a loro ospitano natanti anche la Marine Service e la sezione locale della Lega Italiana Navale e una buona parte di queste imbarcazioni (si parla di oltre 300 yacht) stazionano nel porticciolo carlofortino anche durante l’inverno. Se si considera che queste strutture offrono anche un servizio di noleggio di barche e motoscafi e di riparazione di scafi e motori affiancati in questo da due cantieri navali, appare un quadro florido e in continua crescita. Ma, purtroppo, non è tutto oro quel che luccica. Anche in questo settore esistono difficoltà e problemi. Primo fra tutti l’insufficienza di spazio. “Se avessi la possibilità di realizzare capannoni più ampi potrei assumere più gente – aggiunge Salvatore Luxoro con una punta di polemica che da sempre lo contraddistingue – ma è da trent’anni che attendo dal Comune un provvedimento concreto e definitivo”. E poi esiste, tra tante piccole e inevitabili difficoltà, un problema non marginale e che si trascina da lungo tempo: il rifornimento di carburante. L’unico distributore per natanti si trova all’interno del porticciolo turistico che ha il fondale poco alto e per giunta con le mareggiate si riempie di alghe morte, complicando ulteriormente il passaggio. “Ho fatto fare carotaggi, ho fatto studiare le alghe e altro ancora – dice in proposito Aldo Sifredi, concessionario dello specchio acqueo – attendo ora il consenso per poter azionare delle pompe che ripulirebbero il fondo rendendo più agevole il transito”. Sarebbe come risolvere, almeno momentaneamente, una situazione che da sempre attanaglia questa struttura.

il porto

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