Carloforte abbraccia il nuovo parroco

Emozione per l’ingresso di don Andrea Zucca nella parrocchia di San Carlo Borromeo, il saluto in tabarchino alla comunità riunita

di Nicolo Capriata

Carloforte ha un nuovo parroco. O meglio la parrocchia di San Carlo Borromeo ha un nuovo pastore. Don Andrea Zucca è stato chiamato a sostituire don Gianni Cannas che a distanza di cinque anni ha lasciato “per rinuncia” la parrocchia carolina. Che don Andrea Zucca fosse la nuova guida spirituale era stato lo stesso vescovo di Iglesias, Mons. Giovanni Paolo Zedda, ad averne annunciato la nomina alcune settimane fa. E subito i carlofortini, da sempre molto attenti sui sacerdoti chiamati a “governare” le parrocchie che li hanno sempre visti oltre che come riferimento spirituale anche come guida civile, sono rimasti subito contenti della nomina, già ben conoscendolo come parroco di San Ponziano a Carbonia. Il “possesso” della parrocchia, i primi contatti ufficiali con la comunità, don Andrea ha iniziato ad averli la sera della scorsa domenica durante una messa solenne celebrata da Mons. Zedda. L’ingresso di don Andrea nella chiesa di San Carlo è stata proceduto da una piccola processione (dall’oratorio della Madonna dello Schiavo alla parrocchiale) accompagnata dal suono delle campane. Durante la funzione religiosa, presenti il sindaco e tutte le autorità civili e militari cittadine, è stata letta la nomina ufficiale del vescovo. E ci sono stati diversi auguri di benvenuto tra i quali quelli del sindaco Tore Puggioni: “Porto i saluti di una comunità sempre in movimento, sempre in evoluzione, una comunità che ha 282 anni di storia che vissuto tanti momenti difficili e tanti lutti ma che è riuscita sempre a sollevarsi e migliorare grazie anche all’apporto di tanti sacerdoti. Ecco don Andrea, la comunità le chiede la guida spirituale ma anche il suo apporto civile che sicuramente sarà per la cittadina un valore aggiunto”. Poi è stata la volta di don Andrea: “Seppure con un poco di trepidazione e di apprensione sono felice di essere a Carloforte – ha esordito -. Come San Pietro prende il largo cercherò di navigare insieme a voi per ascoltare le parole di Gesù. Le letture di questi giorni ci dicono di essere una comunità di misericordia e di perdono che non lascia spazio a rabbia e mormorazioni, dobbiamo quindi raggiungere la capacità d’amare come ci ha insegnato Gesù”. Don Andrea ha continuato il suo intervento avendo parole di ringraziamento un po’ per tutti, dal vescovo al sindaco, dagli ex parroci alla sua famiglia che sedeva tra i banchi della chiesa. Un inciso. I fedeli erano contingentati ma quasi tutti i carlofortini hanno potuto seguire la cerimonia attraverso TeleMaristella. E sicuramente saranno stati piacevolmente sorpresi, come i fedeli in chiesa, quando don Andrea al termine dei ringraziamenti ha detto una frase quasi tra se stesso – “Ora ci provo” – e ha continuato il suo discorso per diversi minuti in tabarchino tra gli applausi contenti e scroscianti degli stessi fedeli. Il suo tabarchino è stato perfetto e senza inflessioni e per la gioia di tutti ha concluso con un comune modo di dire, utilizzato quando qualcuno deve affrontare una nuova impresa: “Che u Segnun u n’acumpagne e ch’a Madonna a n’asciste” (Che Dio ci accompagni e la Madonna ci assista). È stato un gesto molto apprezzato ed anche molto significativo, perché evidenzia quanto il giovane sacerdote abbia desiderio di integrarsi con la sua nuova comunità. Forza e coraggio don Andrea, sei già entrato nel cuore degli isolani.

 

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