Un anno per innamorarci della Famiglia, come san Giuseppe

Il 19 marzo la Chiesa ha celebrato la pubblicazione dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia sulla bellezza e la gioia dell’amore familiare

di Carlo Cani

Il 19 marzo 2021 la Chiesa celebra cinque anni dalla pubblicazione dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia sulla bellezza e la gioia dell’amore familiare. In questo stesso giorno Papa Francesco inaugura l’Anno “Famiglia Amoris Laetitia”, annunciato nella recita dell’Angelus domenica 27 dicembre 2020, che si concluderà il 26 giugno 2022 in occasione del X Incontro Mondiale delle Famiglie a Roma con il Santo Padre. Papa Francesco “intende rivolgersi a tutte le comunità ecclesiali nel mondo esortando ogni persona a essere testimone dell’amore familiare”. Attraverso le diverse iniziative a carattere spirituale, pastorale e culturale il Dicastero per la famiglia metterà a disposizione delle parrocchie, delle diocesi, delle università, dei movimenti ecclesiali e delle associazioni familiari, “strumenti di spiritualità familiare, di formazione e azione pastorale sulla preparazione al matrimonio, l’educazione all’affettività dei giovani, sulla santità degli sposi e delle famiglie che vivono la grazia del sacramento nella loro vita quotidiana”. Ecco gli obiettivi che questo anno speciale si propone: Il primo è “far sperimentare che il Vangelo della famiglia è gioia che riempie il cuore e la vita intera”; un secondo obiettivo è annunciare il valore prezioso del sacramento del matrimonio che “ha in sé una forza trasformante dell’amore umano”. E ancora: “rendere le famiglie protagoniste della pastorale familiare” e i giovani “consapevoli dell’importanza della formazione alla verità dell’amore e al dono di sé”. Infine, si lancia l’invito ad ampliare, nel corso dell’Anno, lo sguardo e l’azione della pastorale familiare affinché divenga trasversale, così da includere tutti i componenti la famiglia.
Un aspetto particolare che emerge nel contesto dell’Anno “Famiglia Amorie Laetitia” è la volontà di un maggiore coinvolgimento delle coppie di sposi nelle strutture diocesane e parrocchiali per impostare la pastorale familiare e di un approfondimento della formazione degli operatori pastorali, dei seminaristi e dei presbiteri perché, collaborando con le famiglie, siano all’altezza delle sfide del mondo di oggi. È particolarmente significativo che l’Anno “Famiglia Amorie Laetitia” inizi nella solennità di san Giuseppe “Uomo giusto e saggio”, lo ha definito Papa Francesco all’udienza di mercoledì 17 u.s.; un Padre amato accogliente e nell’ombra, un Padre dal coraggio creativo” (Patris Corde, Lettera apostolica). In attesa dell’Incontro mondiale delle Famiglie in programma per il 2022, durante questo tempo di preoccupazione e sofferenza per l’emergenza sanitaria, si rivela provvidenziale vivere questo anno, perché le famiglie acquistino maggiore protagonismo nell’azione pastorale e nella società. Il Cardinale Kevin Farrell Prefetto del Dicastero per la famiglia, nella conferenza stampa di presentazione ha sottolineato che “le famiglie hanno bisogno di cura pastorale, di dedizione, mediante uno stile di maggiore collaborazione tra queste e i pastori. Bisogna investire sulla formazione dei formatori e soprattutto è necessario attuare un cambio di mentalità: pensarle non come ‘oggetto’ ma come ‘soggetto’ della pastorale ordinaria”. Nelle parole del cardinale Farrell c’è l’invito “all’accompagnamento delle coppie e delle famiglie in crisi, al sostegno a chi è rimasto solo, alle famiglie povere, disgregate” e ancora “Bisogna “dare maggiore spazio alle famiglie. La loro stessa vita è un messaggio di speranza per il mondo intero e soprattutto per i giovani”. Si richiede una “conversione pastorale” afferma Gabriella Gambino sotto-segretario del medesimo Dicastero “nella consapevolezza che linguaggi, orari, stili ecclesiali forse non sono più adatti alla vita concreta delle famiglie… bisogna passare da una pastorale dei fallimenti a una che sappia ‘rinvigorire la bellezza del sacramento del matrimonio e delle famiglie cristiane’ rendendola percepibile agli occhi dei giovani e attrattiva. C’è un grande desiderio di famiglia, ma tanto timore di fronte alla scelta del matrimonio”.
È necessario accogliere le sfide dell’amore coniugale nella consapevolezza dell’importanza di parole e gesti apparentemente semplici per esprimere rispetto, pazienza, fiducia e perdono reciprocamente ogni giorno, come spesso ha invitato a fare Papa Francesco.  Che questo Anno speciale sia anzitutto un tempo propizio per coltivare buone relazioni coniugali e familiari. Nella speranza che la famiglia possa essere valorizzata maggiormente nella società: promuovere la dimensione sociale della famiglia, la sua capacità di educare i figli, di animare i luoghi e le comunità con valori positivi e generativi. Non si dovranno trascurare le famiglie fragili, quelle che hanno bisogno di essere sostenute e incoraggiate e a cui siamo chiamati a farci prossimi, affinché sentano la presenza di Cristo anche nelle difficoltà. Dobbiamo incoraggiare tutti a “innamorarsi della famiglia, proprio come fece San Giuseppe, che si prese cura della sua famiglia con dedizione, tenerezza e amore” (Gambino).

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