Risorti con Cristo testimoni di una vita nuova

 

Lo Spirito Santo è il dono del Signore Risorto, il Dono dei doni, da accogliere e celebrare nel vissuto quotidiano

di Carlo Cani

Il tempo pasquale è gioiosa attesa di colui che il Padre ha promesso: “Riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra” (At.1,8). In questi cinquanta giorni la Chiesa pone uno speciale impegno perché i risorti con Cristo vivano secondo la nuova vita inaugurata dal Signore Gesù con la sua Risurrezione dai morti e iniziata per mezzo del Battesimo.
Questa vita nuova si caratterizza dal fatto che è una vita nello Spirito e secondo lo Spirito . Lo Spirito Santo è il dono del Signore Risorto, il Dono dei doni, dal quale tutti gli altri derivano. Dono gratuito, che tuttavia, deve essere accolto e celebrato nel vissuto quotidiano soprattutto “con una degna condotta di vita”. Tutti i credenti quali testimoni della Risurrezione e della speranza cristiana sono inviati nel mondo con la stessa missione con la quale furono inviati i primi discepoli del Signore che dopo la discesa dello Spirito Santo andarono in tutto il mondo ad annunciare le grandi meraviglie compiute da Gesù di Nazareth. Solo persone nuove possono celebrare la Pasqua nuova, perché, ricolme della pienezza di Dio, si radunano, pregano, cantano, con cuore nuovo.
Per alimentare e mantenere la vita nuova del risorto con Cristo fin dal principio i discepoli del Signore ebbero come forte punto di riferimento la celebrazione della Domenica, il giorno del Signore che è il signore dei Giorni. Esso divenne subito il giorno della comunità per vivere l’esperienza dell’incontro con il Signore e con tutti i fratelli e porre in comune la vita vissuta nel corso della settimana e prendere forza per continuare a vivere da cristiani durante la nuova settimana che inizia. Gli antichi abitanti di Abitene dicevano: “Senza la domenica non possiamo vivere!” Non sono concepibili, infatti, una parrocchia o una comunità cristiana che non pongano la domenica al centro della propria vita come giorno principale: giorno del Signore, giorno della famiglia, giorno della comunità cristiana, giorno dedicato a un maggior approfondimento spirituale, giorno del riposo, giorno riservato all’esercizio più generoso della carità verso i sofferenti, gli ammalati e i poveri, giorno dedicato al servizio gratuito tanto ecclesiale quanto civile. Dal mistero celebrato il cristiano attinge nuova forza e coraggio per essere autentico testimone di Cristo Risorto diffondendo in ogni ambiente i doni dello Spirito: “Amore, Gioia, Pace, Pazienza, Benevolenza, Bontà, Fedeltà, Mitezza e Dominio di sé.” (Gal.5,22). Siamo chiamati a essere più docili allo Spirito Santo e a ricevere da lui fortezza e pace per perseverare nella testimonianza del Risorto. Rimane sempre il comandamento di Gesù: «Voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto”.
“La missione, la “Chiesa in uscita”, la fortezza dei martiri, la sapienza dei maestri, la perseveranza non sono frutto di un volontarismo più tenace, di un gusto più temerario per affrontare le sfide. Piuttosto la missione in tutte le sue forme è frutto della docilità allo Spirito…Per portare a compimento la nostra vocazione, infatti, abbiamo bisogno non di una forza che ci garantisce risultati, ma di una conformazione allo stile di Gesù, della fortezza nella coerenza, della fedeltà fino alla fine” (Mario Delpini, Arcivescovo di Milano). È necessario crescere nella consapevolezza che la nostra vita è una vocazione e che abbiamo la responsabilità di scelte di vita e di coerenza per dare compimento alla vocazione di tutti a «essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità» (Ef.1,4). Vivere la vita come una vocazione significa infatti compiere le proprie scelte in obbedienza al Signore che chiama, che manda sempre. Per vivere la gioia della Pasqua e della vita nuova in Cristo dobbiamo lasciarsi toccare il cuore dalla Parola che chiama a conversione.
C’è un’esultanza nel canto dell’alleluia pasquale che ha un’intensità unica.
“È la gioia che viene da Dio: alleluia!La morte è stata vinta, Gesù è risorto! Alleluia!Viviamo di una vita che non finisce, la vita di Dio! Alleluia! La morte in croce di Gesù ha rivelato il compimento dell’amore e la potenza di Dio che ha irradiato la sua gloria per riempire tutta la terra! Alleluia! Con il battesimo siamo introdotti nel popolo santo di Dio! Alleluia! La vita nuova che ci è donata è principio del popolo nuovo, Chiesa dalle genti, che percorre la terra per annunciare la speranza: Alleluia! I nostri peccati sono stati perdonati! Alleluia! L’amore che viene da Dio ci rende fratelli e sorelle con legami d’amore che ci rendono un cuore solo e un’anima sola: Alleluia!” (Mario Delpini, Arcivescovo di Milano).

 

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