Referendum costituzionale. Chiara vittoria del Sì anche nel Sulcis Iglesiente

Con un risultato in linea con il resto d’Italia, anche la Sardegna si è espressa favorevolmente sul taglio dei parlamentari. Pochi punti distanziano infatti il dato nazionale da quello regionale. Mentre complessivamente in tutta Italia il Sì ha vinto con il 69,64% contro il 30,36% dei No, in Sardegna i contrari alla riforma hanno raggiunto il 33,16% contro il 66,84% dei favorevoli. In termini percentuali sono poco meno di tre punti, ben poca cosa per chi pensava che il taglio di rappresentanti nelle due camere avrebbe portato il No ad un esito ben diverso. Evidentemente il sentimento “anti casta” (per quanto un’espressione del genere oggi abbia ancora un reale significato) ha prevalso sulla perdita secca per la nostra Isola di nove parlamentari. Difatti, mentre la Camera dei Deputati passerà complessivamente da 630 a 400 componenti, i senatori diminuiranno da 315 a 200, per un totale di 600 parlamentari eletti dal popolo. In Sardegna si passerà invece da 17 a 11 deputati e da 8 a 5 senatori, con una sensibile diminuzione della rappresentanza. Il voto popolare però è stato chiaro, per circa 7 elettori su 10 la rappresentanza è più una questione di qualità che di quantità, almeno questo è negli auspici di una riforma che adesso dovrà essere accompagnata da una nuova legge elettorale. Nel dettaglio delle singole realtà locali sarde, solo l’area metropolitana di Cagliari ha registrato un maggiore equilibrio tra Sì e No, considerato che i contrari sono arrivati sino al 38,17%. Tra i comuni del Sulcis Iglesiente un dato coerente con la media regionale: a Carbonia il Sì ha vinto con il 65,39%, a Iglesias 65,15%, a Sant’Antioco 66,68%.
Più distinto il valore dell’affluenza. In Sardegna si è registrato il 35,71% contro il dato nazionale del 53,84%: peggio della nostra isola ha fatto solo la Sicilia, sebbene vada osservato che in Sardegna, a differenza del resto d’Italia, non si votava contemporaneamente per le regionali e amministrative, ragion per cui – considerato che si trattava di un referendum e del primo voto in tempo di pandemia con tutte le precauzioni anti Covid – il risultato non è stato comunque negativo. Tra le province sarde, la meno presente alle urne è stata quella di Oristano con il 34,16%. Nel Sulcis Iglesiente, come per l’esito dello scrutinio, anche l’affluenza è stata in coerenza con il dato generale: 34,08% a Carbonia, 33,44% a Iglesias, 33,11% a Sant’Antioco.
Prossimo appuntamento elettorale in Sardegna per il 25 e 26 ottobre, quando si andrà al rinnovo di sindaco e consigli in 160 comuni. Nell’ambito diocesano le urne saranno aperte a Giba (2.120 abitanti), Musei (1.522), Piscinas (872), Santadi (3.570), Tratalias (1.107) e Villamassargia (3.655).

 

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