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“La vita della Chiesa non si è fermata”

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Alla vigilia di Pentecoste, la Messa Crismale nella cattedrale di Santa Chiara che non si era celebrata il Giovedì santo

di Valeria Carta

È del 17 maggio il comunicato del vescovo, Giovanni Paolo Zedda, che con grande gioia annunciava, per sabato 30 maggio, la Messa Crismale nella cattedrale di Santa Chiara. Infatti, secondo il decreto della Congregazione per il culto divino, la Messa, prevista tradizionalmente per il giovedì santo, è stata posticipata entro la festività di Pentecoste. In accordo con le note norme sanitarie, la diocesi ha previsto il contingentamento degli ingressi, per una celebrazione che, solitamente, richiama un gran numero di fedeli. Prioritario è stato l’invito ai presbiteri, chiamati durante il rito a rinnovare le promesse sacerdotali, ma esteso anche alle rappresentanze di associazioni laicali, equipe degli uffici diocesani e delle comunità religiose, oltre che ai singoli fedeli. Davanti alla prima celebrazione solenne che vede la cattedrale cittadina nuovamente luogo di incontro per clero e fedeli, la comunità iglesiente ha risposto in maniera composta e ordinata. Per tutti coloro che, impossibilitati a partecipare tuttavia non volevano rinunciare all’evento, è stata predisposta anche una diretta facebook sulla pagina della parrocchia Santa Chiara.
Dopo aver attraversato, con non poche fatiche, gran parte del tempo quaresimale e pasquale “segnati dalla paura, dall’insicurezza”, finalmente la Chiesa diocesana si è ritrovata nella sua casa comune per celebrare l’Eucarestia, e non una qualunque, ma proprio quella che, simbolicamente, segna la riunione dei presbiteri della diocesi attorno al proprio Vescovo, e allo stesso tempo accentua l’unità nell’esercizio ministeriale. “Sappiamo bene”, ha esordito monsignor Giovanni Paolo Zedda, “che la vita della Chiesa non si è fermata”. Infatti, nonostante lo stop alle celebrazioni, possiamo senz’altro dire che la liturgia comunitaria “si è spostata nelle nostre famiglie”, ha proseguito. E questo grazie soprattutto all’impegno costante dei sacerdoti che hanno continuato a celebrare l’Eucarestia per tutta la Chiesa. I fedeli, infatti, non sono stati lasciati soli, ma anzi, sono stati seguiti spiritualmente fin dentro le loro case.
In quella che è considerata la giornata sacerdotale per eccellenza, i presbiteri hanno rinnovato le loro promesse nella consapevolezza che quella prima chiamata debba essere rinnovata quotidianamente, nella scelta di spendersi per la comunità. L’invito del vescovo ai fedeli, è stato quello di pregare incessantemente per i seminaristi e per tutti i chiamati vita consacrata, perché “sappiano rispondere con generosità e fedeltà” a Cristo. “Il Signore rafforzi la nostra fede e accresca, anche nella sofferenza, la nostra disponibilità a dare la vita per il bene della comunità”. Questo l’augurio del patriarca iglesiente per la Chiesa che è chiamato a guidare. Monsignor Zedda ha espresso tutto il suo desiderio affinché questo momento sia vissuto come un’occasione di crescita in Colui che “ci ha chiamati ad essere suoi discepoli”.
La messa crismale giunge in un momento di ripartenza per tutti e si pone come nuova spinta a rafforzare gli impegni di ascolto dello Spirito di Dio, dono del Risorto alla sua Chiesa. Nella vigilia di Pentecoste, come figli di Maria nel cenacolo, il popolo di Dio si prepara anche con questa celebrazione, a ricevere la forza che viene dalla Spirito Santo, e i “doni e carismi offerti a noi gratuitamente”. Il vescovo ha rinnovato l’impegno di preghiera di tutta la diocesi nei confronti dei diaconi, dei ministri e dei battezzati della Chiesa di Dio, in particolare per tutti coloro che, nonostante il desiderio nel cuore, non hanno potuto prendere parte alla celebrazione.
Nella Messa in cui vengono consacrati gli Oli Santi, il Crisma, l’Olio dei Catecumeni e l’Olio degli Infermi, tra norme sanitarie e distanziamento sociale, ancora una volta la vita della Chiesa si fa concreta, procedendo nel suo ministero e preparandosi ad accogliere il dono dello Spirito che fa nuove tutte le cose.
Al termine della celebrazione, il vescovo ha ricordato tre importanti anniversari per alcuni sacerdoti della nostra diocesi nel corso del 2020: don Marco Angius celebrerà il prossimo 30 settembre 25 anni di ordinazione presbiterale; 50 anni è invece il traguardo che raggiungerà mons. Francesco Rosso, da tempo a Roma, il 21 dicembre; don Giovanni Cauli festeggerà invece ben 70 anni di sacerdozio il prossimo 30 luglio.

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