In viaggio nella Storia con Gianluca Medas

“Percorsi di Identità” a Villamassargia, con quattro appuntamenti sui partiti di massa per la Scuola Civica di Politica “Caput Aquae”

Prosegue il viaggio nella Storia con i “Percorsi di Identità” proposti dall’attore e regista Gianluca Medas a Villamassargia: focus sulla genesi dei partiti di massa nell’Italia del Novecento in quattro “capitoli”, quattro “narrazioni” – a partire dallo scorso venerdì 18 giugno – dedicate rispettivamente alla nascita del Partito Popolare, del Partito Comunista, del Partito Sardo d’Azione e del Partito Fascista, che si inseriscono nel progetto della Scuola Civica di Politica “Caput Aquae” (dall’antica denominazione del territorio) promossa dal Comune di Villamassargia. Dopo il successo del primo incontro intitolato “Liberi e Forti” e dedicato al Partito Popolare di don Luigi Sturzo, venerdì 2 luglio alle 19 sarà la volta de “Lo Strappo”, ovvero la nascita del Partito Comunista d’Italia nel gennaio 1921 nel corso del XVII Congresso del PSI, per iniziativa della corrente di sinistra guidata da Bordiga e Gramsci.
“Percorsi di Identità è un esperimento culturale in cui la storia incontra il presente, attraverso l’intervento di ospiti a sorpresa tra il pubblico, tra cui rappresentanti politico- istituzionali, icone sociali che oggi interpretano con il proprio servizio i valori espressi nella narrazione” spiega Sara Cambula, assessora alla Cultura, Pubblica Istruzione e Patrimonio di Villamassargia.
La narrazione di Gianluca Medas accompagnerà in un viaggio nella storia della Sardegna e dell’Europa per una ricostruzione puntuale degli eventi e delle profonde trasformazioni sociali, economiche e culturali tra XIX e XX secolo che hanno favorito l’avvento di nuove forme di rappresentanza politica: un vivido affresco del Belpaese e dell’Isola in cui si pongono le premesse per la creazione di partiti meglio rispondenti alle istanze delle classi lavoratrici.
Nella temperie politica e culturale dell’Europa del primo ventennio del Novecento – segnata dalla catastrofe della prima guerra mondiale – maturò una nuova coscienza sociale e politica da cui scaturisce una moderna idea di democrazia estesa alle classi lavoratrici. L’Italia si inserisce appieno nelle correnti filosofiche e politiche dell’epoca, con il sorgere di movimenti e di veri e propri partiti politici capaci di dare voce alle varie parti sociali, e in particolare alle larghe masse di operai e contadini, con le loro rivendicazioni di fronte ai privilegi e al potere delle classi dominanti. Nel 1919 vede la luce il Partito Popolare Italiano di don Luigi Sturzo ispirato alla dottrina sociale della Chiesa, che segna il ritorno dei cattolici nella vita politica, dopo il non expedit sancito dalla Santa Sede. Un partito interconfessionale e interclassista che sosteneva tra l’altro, oltre all’integrità della famiglia, il voto alle donne, la libertà di insegnamento, lo svolgimento dell’attività sindacale, accanto a temi squisitamente politici e amministrativi – come la legislazione sociale nazionale ed internazionale, l’autonomia degli enti pubblici ed il decentramento amministrativo, il ricorso all’imposta progressiva e il sistema elettorale proporzionale – anche la necessità del disarmo universale. Il Partito Comunista Italiano nasce nel gennaio del 1921, animato da uno spirito fortemente rivoluzionario, in contrasto con la tendenza più moderata e riformista del Partito Socialista, verso una “dittatura del proletariato” capace di scardinare le fondamenta della cultura borghese attraverso l’educazione politica e l’istituzione di una “democrazia operaia”. Nell’aprile del 1921 viene fondato il Partito Sardo d’Azione, che mette al centro quattro punti programmatici: la sovranità popolare, l’autonomia amministrativa, l’autonomia doganale e la questione sociale, ancora cruciali per il presente e il futuro dell’Isola ma dopo il primo successo elettorale deve fare i conti con i crescenti consensi ottenuti – anche in Sardegna – dal PNF. Il Partito Nazionale Fascista nasce nel novembre del 1921, dopo lo scioglimento dei Fasci Italiani di Combattimento voluti da Benito Mussolini e dopo la “marcia su Roma” e il primo governo Mussolini, continua la sua ascesa al potere abbandonando progressivamente le spinte rivoluzionarie per una svolta reazionaria fino all’avvento della dittatura.
Dopo l’appuntamento del 2 luglio, sarà la volta di “Semos Sardos (nascita del partito sardo d’azione)” in programma venerdì 9 luglio, e poi la conclusione con “La vittoria mutilata (nascita del partito fascista)”, in data ancora da definire.

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