Elezioni comunali, vince la continuità

La pandemia non incide sull’affluenza, molte conferme tra i sindaci uscenti, nelle principali città sarde il Pd fuori dai ballottaggi

di Giampaolo Atzei

Numeri alla mano, almeno nel nostro territorio, l’emergenza sanitaria non sembra avere inciso più di tanto sulla partecipazione alle elezioni amministrative che si sono svolte in Sardegna tra domenica e lunedì. Difatti, alla chiusura delle urne, nell’Isola ha votato il 64,86% degli aventi diritto e anche dove l’affluenza è stata particolarmente bassa, come a Quartu Sant’Elena dove ci si è fermati al 49,76%, il risultato non è troppo lontano dal 52,03% di cinque anni fa. Più che il coronavirus è allora la sfiducia nella politica a tenere lontani i cittadini dalle urne, in una società sempre più liquida dove l’astensionismo sta diventando una vera e propria scelta di campo, un disimpegno assunto con coscienza, e anche il voto fuori dagli schemi che aveva portato agli exploit del Movimento Cinque Stelle appare consegnato definitivamente agli annali. In una situazione così fluida trarre delle conclusioni più generali è sempre complesso e difficile, tuttavia alcuni elementi emergono con forza: nel voto amministrativo, dove forte è il rapporto tra elettori e candidati, pure oltre le appartenenze di partito e di schieramento, il centrodestra al governo della Regione arriva con soddisfazione al ballottaggio nei principali comuni sardi in cui si è votato, da Nuoro a Quartu, mentre il Pd ne rimane fuori, a tutto vantaggio di altri candidati espressione del centrosinistra ma che hanno scelto una via civica, fuori dal passaggio delle primarie e dalle scelte di apparato. Ovunque fuori dai giochi i Cinque Stelle, un vero tracollo pentastellato anche dove erano gli amministratori uscenti. I risultati dei ballottaggi tra due settimane ci diranno se queste soluzioni civiche saranno capaci di essere aggregative di un sentire politico comune oppure se prevarranno le divisioni e le reciproche lontananze.
Nel territorio della diocesi di Iglesias, si è votato solo in sei comuni, tutti sotto i 15.000 abitanti, e già dal tardo pomeriggio di lunedì erano noti i nomi dei nuovi sindaci, in diversi casi si tratta di conferme.

Giba. La sfida tra l’uscente Andrea Pisanu (Giba e Villarios uniti) e l’ex sindaco Learco Fois (Progettiamo il domani – Per Giba e Villarios), si è risolta a favore di Pisanu, che è stato confermato con il 59,42% contro il 40,58% di Fois. L’affluenza ha raggiunto il 67,06%, di poco sotto il 71,48% del 2015.

Musei. Dopo il commissariamento, il nuovo sindaco del paese del Cixerri è Sasha Sais (Musei protagonista) che con il 69,06% si è largamente imposto su Doriano Pisano (Musei per il bene comune) fermo al 30,94%; altissima l’affluenza al 79,00%, leggermente in crescita rispetto al precedente 78,16%.

Piscinas. Per il sindaco uscente Mariano Cogotti (Per Piscinas – Al servizio del cittadino), unico candidato alla guida del comune, era sufficiente raggiungere il quorum per il suo terzo mandato: risultato raggiunto praticamente già domenica notte e confermato dall’affluenza finale del 62,50%, in calo rispetto al 71,50% di cinque anni fa, quando però i candidati sindaco erano due.

Santadi. Nel confronto tra i due assessori uscenti, Massimo Impera (Viviamo Santadi) vince con il 56,89% contro Marco Loi (Crescere Insieme) al 43,11%. Affluenza al 60,20%, stabile rispetto al 60,66% del 2015.

Tratalias. Vince la continuità con la precedente amministrazione, il vicesindaco uscente Emanuele Pes (Tratalias unita) è il nuovo sindaco con il 54,50% contro il 45,50% di Mariano Balia (Rinascita Tratalias); affluenza al 73,69%, poco sotto il 76,31% dello scorso voto.

Villamassargia. Si è risolta con un plebiscito (74,11%) per l’uscente Debora Porrà (Il Paese che vorrei) la sfida tutta al femminile con Rita Caboni (Siamo Villamassargia), staccata al 25,89%. Affluenza al 66,63% sotto Mont’Exi, addirittura in crescita rispetto al 64,61% delle precedenti elezioni comunali.

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