Distanti ma uniti nel cuore di Maria

La testimonianza di due sorelle francescane del Santuario della Madonna delle Grazie a Iglesias, bloccate in India dalla pandemia Covid-19

di Valeria Carta

L’India è il secondo paese al mondo per popolazione, con più di 1,3 miliardi di abitanti. Lo stato asiatico sta vivendo un momento di grande difficoltà nell’affrontare la pandemia da Covid-19 ancora in corso. Il virus esploso in Cina, ormai nel dicembre 2019, continua la sua avanzata mondiale, colpendo soprattutto Europa e Stati Uniti. L’India, nonostante gli oltre 4.000 chilometri di confine che la congiungono alla Cina, è stata risparmiata rispetto a nazioni ben più lontane come l’Italia e la Spagna, anche se parlare di “immunità” con una pandemia in corso sembra utopico.005 4263 Covid India (1)
A raccontarci direttamente dello stato di salute del paese sono suor Freeda e suor Pravine, sorelle francescane di San Tommaso, che “normalmente” risiedono nel Santuario della Madonna delle Grazie. Le due religiose si trovavano infatti in India, quando, a causa delle misure restrittive mondiali, in procinto di rientrare in Sardegna, hanno dovuto rinunciarvi. Oggi si trovano nella loro terra natale, nello stato del Tamilnadu e nella città di Tiruchirapalli. La comunità è letteralmente “chiusa in convento”, dal quale affermano “non possiamo uscire per niente”.
Lo slogan locale “Stay at home. Save lives” ha un non so che di familiare ormai a livello globale. Anche l’India ha diffuso il suo vademecum personale per evitare e prevenire il contagio da covid19. Tra frequenti lavaggi di mani, fazzoletti monouso, distanza di un metro e isolamento volontario, ci scopriamo ancora una volta “distanti ma uniti”.
Suor Freeda e Suor Pravina trascorrono le loro giornate dedicandosi ai bambini del loro orfanotrofio: “facciamo i quiz sulla Bibbia, scopriamo tanti giochi fa da te, e insegniamo canzoni”. Già al loro arrivo i bambini si erano dimostrati molto curiosi nel voler conoscere la vita che le sorelle trascorrevano in Italia. Cultura, lingua, cibo sono solo alcuni degli interessi dimostrati dai piccoli che hanno presto imparato anche alcune delle canzoni della tradizione religiosa italiana.
Non manca di certo il tempo per la formazione personale, gli studi, la lettura e la preghiera. “Noi (Suor Freeda e Suon Pravina) recitiamo tutti giorni il rosario in italiano” mentre “nel nostro convento, una volta alla settimana, recitano mille volte l’Ave Maria”.
Il “Thousand decades of Rosary” è un’iniziativa grazie alla quale le consorelle indiane hanno imparato la preghiera anche in italiano. L’apprendimento veloce di tutte oggi rende possibile la recita della supplica mariana in ben tre lingue: italiano, inglese e tamil.005 4263 Covid India (2)
Sembra scorrere velocemente il tempo per chi crede che pur “essendo fragili siamo in buone mani”, quelle di un Dio che non ci abbandona. La situazione non appare confortante per una nazione anch’essa caduta nel baratro di un’incertezza generalizzata che si riflette tra la popolazione. “Tutte le persone con cui ho parlato e che ho sentito erano preoccupate per il virus”, ha specificato suor Freeda. Ma non possiamo dimenticare che alle paure sanitarie si affiancano anche quelle legate alla fame, alla disoccupazione alla violenza che il Covid non sembra aver messo in quarantena. La preoccupazione delle sorelle è tutta rivolta a una società che implora: “Dio non lasciarci soli”. Per dare ascolto a tutte queste paure la congregazione ha deciso di dare il proprio contributo, ad esempio, regalando mascherine, guanti, prodotti per la sanificazione, ma anche cibo e bevande per i poveri.
È un cuore di madre quello che batte dall’India, preoccupato non solo per la propria terra ma anche per la loro città di adozione, Iglesias. “Ci manca moltissimo la nostra amata Madonna, mamma Maria”. Traspare chiaro il desiderio di ritornare nel santuario per riabbracciare tutti. In primis le due consorelle che hanno lasciato qui a prendersi cura della chiesa della Madonna delle Grazie, ma che è comunque doloroso poter vedere solo in videochiamata. Ma il pensiero va anche ai frati, agli amici e ai fedeli tutti con i quali ormai condividevano la loro quotidianità. “Preghiamo per tutti loro che stanno soffrendo”.
È un messaggio di gioia, ma soprattutto di speranza quello che arriva dall’India. È uno sguardo di fede che ci invita a guardare oltre con l’auspicio per tutti che nel mese mariano, ormai alle porte, “la Madonna ci riportino tutti da lei!”.

 

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