Catechesi e adulti, pensando al futuro della Chiesa

Teneramente insiemE 2021. Tre giorni di formazione nel campus dell’Ufficio catechistico svoltosi a inizio luglio nell’oratorio Sacro Cuore a Iglesias

di Valeria Carta

Dal 6 all’8 luglio si è svolto, nei locali dell’oratorio Sacro Cuore di Iglesias, il campus formativo organizzato dall’ufficio catechistico diocesano. Circa una trentina i partecipanti tra nuove leve e veterani, che da anni seguono le attività formative proposte dalla diocesi. Ad aprire i lavori, come da tradizione, il Vescovo, monsignor Giovanni Paolo Zedda, che ogni anno interviene alla prima delle tre giornate d’incontro.
“Teneramente insieme” è il titolo scelto per questa serie di incontri che arrivano ad un anno dalla precedente esperienza sempre affidata alle cure di don Giorgio Bezze, formatore della diocesi di Padova dalla lunga esperienza sul campo. Essere formatori, come ha ricordato lo stesso don Giorgio, significa “aiutare a ritrovare quella forma che è presente in ogni persona e che tante volte non siamo consapevoli di avere”. Un compito non semplice quello di tirar fuori quella ricchezza e bellezza che è propria di ognuno e che don Giorgio è convinto anche negli adulti ci sia il bisogno di portare alla luce perché possano vivere “liberi e felici, ossia realizzati”. L’obbiettivo è insomma quello di “mettere al centro l’adulto e così facendo anche pensare al futuro della Chiesa”, ha sottolineato il formatore, precisando come questo non sia una novità ma faccia parte di un cammino ormai intrapreso e che porterà senza dubbio a esiti diversi da quelli a cui siamo abituati.
Dopo essersi concentrati lo scorso anno sulla formazione prevalentemente di giovani e bambini, quest’anno il tema del momento di formazione ha interessato gli adulti. Scoprire la struttura mentale dell’adulto, i metodi di apprendimento, sono solo alcuni degli aspetti trattati che hanno visto mettersi in gioco in maniera diretta i partecipanti. Mamme, papà, catechisti, formatori e più in generale tutti coloro che si occupano di iniziazione cristiana, che hanno deciso di buttarsi in questa esperienza formativa i cui esiti verranno messi in campo già a breve con quelle che anche don Maurizio Mirai, direttore dell’Ufficio catechistico diocesano, chiama “piccole sperimentazioni”. “Risvegliare la fede degli adulti” è questo uno degli obbiettivi che si pongono incontri di questo tipo, nella fiducia che una fede vissuta è quella che ha maggiore possibilità di essere trasmessa.
L’evento è stato organizzato dall’equipe dell’Ufficio catechistico diocesano, guidato proprio da don Maurizio e da un gruppo coeso e giovane di persone che si spendono non solo nelle loro parrocchie d’origine ma anche per la diocesi intera. Tra queste Rita, che oltre ad essere membro dell’equipe è anche una mamma e una catechista della parrocchia San Pio X di Iglesias. “Il tema non era certamente semplice da trattare”, ha esordito, “ma era troppa l’esigenza di ripartire dalle famiglie per riuscire a portare avanti un progetto di Chiesa che genera, che non è ferma, e che si risveglia dopo la pandemia”. Si legge l’entusiasmo sul volto di chi è ben consapevole che “è tempo di ripartire, e ripartire dalle famiglie”. Anche Claudia non ha dubbi: “abbiamo pensato intensamente a questo incontro perché volevamo offrire a quelli che noi consideriamo “i nostri amici” qualcosa di veramente bello”. Tra le iniziative anche quella di donare ad ognuno dei partecipanti una scatola di confetti per rendere ancora più dolce il benvenuto all’evento. Che non è stato solo formativo, ma anche ricco di momenti di condivisione e accoglienza reciproca. Positivamente colpito proprio da quest’ultimo aspetto e dagli incontri anche Daniele, catechista nella parrocchia di Fluminimaggiore e insegnante di religione, che per la prima ha partecipato al campus formativo. “Sono certo che questo campus mi aiuterà tantissimo nella vita concreta di cristiano soprattutto nel tentativo di coinvolgere coloro che sono più lontani”. Tanto è stato l’interesse che già si attende la replica dell’evento. Carta vincente la metodologia seguita, non fatta più solo di “didattica frontale”, di passivo assorbimento dei contenuti, ma di partecipazione attiva, da veri protagonisti. Anche per i suoi contenuti esperienziali, il campus quest’anno non è stato trasmesso live sui social, anche se non è mancata la conseguente campagna di informazione, tra cui le videointerviste disponibili sul canale YouTube di Sulcis Iglesiente Oggi.
“Ristabilire i contatti”, questa una delle finalità principali espresse da don Maurizio: “da soli non possiamo fare nulla, è importante il coinvolgimento delle famiglie”, ha precisato. Positiva anche la ricezione da parte degli adulti di questo incontro di tre giorni: “con molta curiosità hanno chiesto come poter coinvolgere le famiglie”, ha ricordato Don Maurizio sottolineando la passione e le motivazioni dei tanti presenti. “Abbiamo veramente l’entusiasmo di mettere in pratica tutto ciò che abbiamo appreso”, ha proseguito Claudia che, ben consapevole dei limiti imposti dalla pandemia, non perde la speranza e si prepara a fare del suo meglio per portare avanti questo progetto di educazione alla fede.

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