La vita prorompente che vigorosa germoglia

 

Riflessioni da un confronto con adolescenti e giovani. Dalla tragica morte di Beatrice a Carbonia al disagio vissuto nella pandemia

di Sr Teresa Forti
Incaricata diocesana per la pastorale giovanile

Ci sconvolge la notizia che riguarda i giovani soprattutto quando accadono eventi nefasti come la morte improvvisa e tragica di Beatrice Orrù, una nostra adolescente, coinvolta nel terribile incidente a Carbonia, nello scontro tra una Ford Focus Station Wagon e una Opel Corsa, in via Costituente. Il corpo dell’adolescente, avvolto dalle fiamme, è stato estratto purtroppo senza vita, alle quattro di mattina del 4 luglio 2021.
Questa morte come la morte di ogni giovane porta con sé una duplice riflessione, costringe a riportarli al centro, a fermare un attimo il tempo per interrogarsi su quanto le nuove generazioni siano davvero il fulcro di preoccupazione e di interesse di una società adulta che dovrebbe puntare sul futuro costruendolo già da ora. Costringe a dedicare una giornata di lutto cittadino per sensibilizzarci su quanto sia grave lo spegnersi di una giovane vita e su quanto, forse, stiamo facendo poco per loro, per coinvolgerli in attività che li salvaguardino da ogni rischio di sprecare la propria vita o di non saperne apprezzare il valore.
Senza ricorrere alla retorica che, inevitabilmente, lascia il tempo che trova, sarebbe bene che adolescenti e giovani fossero davvero sempre il centro delle nostre preoccupazione e proposte anche in altre circostanze, anche quando emergono come campioni, come il portiere Salvatore Sirigu ed il centrocampista Nicolò Barella, oppure quando offrono la loro disponibilità come volontari nei campi estivi, come persone con una visione bella e propositiva sulla società e su come migliorarla. Ma… quante risorse economiche ed umane sono impegnati seriamente per loro? Quanti e quali progetti vengono pensati e realizzati per la formazione, per il loro tempo libero, per consentirgli un’ampia espressione e scoperta del valore che hanno? Quanti e quali luoghi sono appositamente finalizzati per incrociare i loro interessi ed il loro bisogno di sana socializzazione? Soprattutto in questo periodo ma non solo, il bar, è diventato luogo d’incontro poco adeguato, forse, al bisogno di formazione e di costruzione della propria personalità come potrebbe essere invece un oratorio o un ambiente un po’ più a misura della loro età ed indice di una cura di un mondo adulto attento.
I giovani e gli adolescenti rivelano una capacità d’adattamento straordinaria anche nelle circostanze più dure, da statistiche e ricerche si evince come la maggior parte, circa il 45% è riuscito a investire il proprio tempo in modo costruttivo benché dalle nostre interviste, che abbiamo fatto sul territorio per accompagnare ed ascoltare i ragazzi durante questo periodo di pandemia, sicuramente è mancata la spensieratezza, la vicinanza degli amici, la serenità di una vita normale nella libertà di  muoversi.
Dai diversi riscontri emerge che statisticamente i valori più importanti ancora più sentiti durante la pandemia, sono la libertà, l’amicizia, la famiglia, il benessere economico mentre all’ultimo troviamo la religione e la politica come allo stesso modo, purtroppo, si nota che sempre più ragazzi seppur sensibili e altruisti sono sempre meno attirati dalle proposte della comunità cristiana, poco coinvolgente e poco attraente per la loro ricerca di senso e di interpretazione della realtà.

Durante questa pandemia il punto di riferimento non è stata la Fede né la Parrocchia o le figure istituzionali ma la famiglia.

Abbiamo posto delle domande specifiche per coglierne meglio il vissuto:

  1. Come stai vivendo questo tempo?
  2. Cosa ti manca di più?
  3. Sei cambiato/a rispetto a come eri prima?
  4. Quali relazioni hai perso? Quali coltivi ancora?
  5. Che cosa dovrebbe accadere perché tu ti senta davvero amato/a, apprezzato/a, rispettato/a?

Ed ecco delle risposte…

Un adolescente di quindici anni:

  1. Male
  2. Uscire senza preoccupazioni, stare in compagni con gli amici
  3. Mi sento sempre la stessa ma ho capito maggiormente il valore di certe cose (del contatto umano e della quotidianità)
  4. Nessuna relazione persa. Coltivo ancora tutte quelle con i miei amici più cari e il mio fidanzato
  5. Mi sento amata, apprezzata e rispettata quando mi ascoltano e quando non mi giudicano

Giovane di 21 anni:

  1. Questo tempo io lo sto vivendo con molta ansia e tormento e la voglia di dire basta
  2. Mi manca il divertimento e il contatto con gli altri
  3. No, non sono cambiato per nulla anzi ho conosciuto veramente le persone che mi vogliono bene e che mi stimano ed individuato le persone false che parlano alle spalle e che dicono tutto su di te
  4. Non so
  5. Che una persona almeno mi faccia sentire che io valgo per il servizio che faccio per la comunità, che venga calcolato e considerato e almeno ogni tanto anche qualche aiuto e ascolto anche con una semplice domanda: “tutto bene?”. Certe parole ogni tanto fanno la differenza

Adolescente di 17 anni:

  1. Allora sinceramente, considerato che siamo a maggio e quindi per quanto riguarda la scuola, il mese più stressante tra tutti non aiuta per niente non poter uscire la sera con gli amici, il che peggiora psicologicamente molto la situazione.
  2. La cosa che mi manca di più è sicuramente la normalità in generale, dal poter uscire senza mascherina alla libertà di poter fare quello che si vuole quando si vuole senza dover considerare colori delle zone o coprifuochi vari.
  3. Personalmente mi trovo molto cambiata, sicuramente perché è passato ormai un anno e quindi era inevitabile un cambiamento ma comunque credo che mi abbia fatto maturare molto questa situazione e soprattutto mi ha fatto capire quanto davo per scontato e quanto sia importante la libertà.
  4. Non ho perso nessuna relazione. Quelle che sono rimaste solide sono quelle con le mie amiche più care, che si sono dimostrate ancora più speciali e importanti.
  5. Fortunatamente è un periodo della mia vita in cui mi basto da sola per sentirmi amata e apprezzata, ma comunque l’affetto della famiglia e delle mie amiche aiuta da morire.

Adolescente di 16 anni:

  1. Con la paura del virus, cercando di stare attenta a ciò che faccio quando esco.
  2. Mi manca la normalità, uscire con gli amici, andare a cena fuori, andare a scuola, potersi abbracciare senza paura.
  3. Spero di sì
  4. Ho perso i rapporti con alcune persone, ma le più importanti sono ancora con me.
  5. Per sentirmi davvero amata, rispettate e apprezzata ci dev’essere fiducia, reciprocità e dialogo.

Come ti sei sentita/o a dover riflettere e rispondere a queste domande?

In realtà sono riflessioni che faccio spesso quindi avevo le idee abbastanza chiare.

Cosa hai provato nel poterle esprimere a qualcuno?

Un po’ liberatorio.

 

Per seguire ed accompagnare ancora i cammini degli adolescenti e giovani, il Servizio di Pastorale Giovanile Nazionale nell’ottica di una pastorale integrata, si è adoperato con l’Ufficio Catechistico Nazionale e con l’Ufficio di Pastorale Familiare a predisporre uno strumento “Semi di Vento” utile a porsi in modo nuovo accanto agli adolescenti. In questi mesi verrà presentato a ciascuna diocesi per sollecitare un progetto concreto da costruire con gli adolescenti.



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: