Carloforte. Nell’isola di San Pietro, ottimismo all’orizzonte

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Fiducia di ristoratori e operatori all’avvio della stagione estiva: l’industria turistica pronta a ripartire con le giuste precauzioni anti coronavirus

di Nicolo Capriata

Carloforte nel mese di marzo era un paese mesto, senza prospettiva turistica sembrava un fiore appassito, pronto a cadere. Nel mese di giugno quel fiore pare invece che stia risbocciando, a sentire tutti gli operatori che lavorano nel settore turistico. “Abbiamo ripreso l’attività solo alla fine di maggio – dice Beppe Leone, titolare del bar “Napoleone” – Avevamo un po’ di timore, tant’è che non avevamo assunto nessuno. Ma quasi subito abbiamo chiamato rinforzi. Nel ponte del 2 giugno mezza Cagliari era a Carloforte. Certo nei week-end viviamo, oltre ai nostri affezionati clienti, dai vacanzieri sardi. Ma penso, anzi sono fiducioso che nel mese di luglio con la ripresa dei voli aerei si vedrà qualcosa di più e agosto andrà ugualmente bene. Sicuramente non sarà come le stagioni passate, ma sono comunque ottimista”. Sulla stessa lunghezza d’onda Secondo Borghero, titolare dello storico ristorante “Al tonno di corsa”. “Ho aperto una settimana fa, ho avuto clienti storici, gente che possiede la seconda casa sulla nostra isola. Ho visto anche qualche faccia nuova. Imprevisti e incertezze su questa stagione ce ne sono tanti. Ma io sono ottimista. Se riprendessero i voli low-cost Carloforte, anche se non sarà come le passate stagioni, potrebbe ricevere un bel numero di turisti”. Andrea Granara, titolare di una casa vacanze: “Il turismo sarà in calo, ma tutto sommato positivo considerando i tempi. Da quando la Regione ha tolto i vincoli per giungere in Sardegna, ho visto tante visite e diverse richieste sulla mia pagina facebook”.
Insomma gli occhi tristi di marzo sono ora diventati se non proprio gioiosi sicuramente più sereni. È un sospiro di sollievo per tutti e non solo per gli operatori turistici. Uno dei principali volani dell’economia isolana è l’industria turistica. Basta qualche cifra per capire quanto questo settore sia importante. A Carloforte nell’ultimo censimento c’erano 47 punti di ristoro tra ristoranti, pizzerie e paninoteche, ora ce n’è qualcuno in più. Sette alberghi, oltre cinquanta tra B&B e casa vacanze (e poi i tanti privati che affittano la loro casa di campagna), 12 bar. Da aggiungere che ci sono 5 cantieri navali per il rimessaggio e la riparazione di imbarcazioni da diporto e 3 porticcioli privati. Con questa connotazione è indubbio che una stagione turistica grama, sarebbe stata una stagione grama per tutta la comunità.
A questi gradevoli segnali fa da contraltare anche qualche timore. L’amministrazione chiede ancora una volta di essere scrupolosi nell’osservare le norme preventive contro il Covid-19. “Se il virus dovesse sbarcare qui – dice Gianfranco Grosso, assessore comunale alla sanità – per le nostre condizioni sanitarie e per la nostra insularità sarebbe un dramma maggiore rispetto ad altre comunità”. Dei sette alberghi isolani solamente due hanno aperto i battenti, gli altri cominceranno l’attività alla fine del mese. “In questa stagione avevamo oltre metà albergo occupato, ora abbiamo impegnate solo tre camere – ha commentato Paola Vitiello, titolare dell’omonimo hotel che gestisce con la famiglia assieme al ristorante 1° Maggio – Turisti che avevano già prenotato hanno disdetto a causa delle incertezze sull’arrivo in Sardegna. Ci hanno lasciato la caparra prenotandosi per il prossimo anno. Comunque speriamo di poter lavorare meglio dalla fine del mese”.
Chi è decisamente ottimista è Cristiano Rosso, che col padre è titolare di due ristoranti, l’ultimo, “Da Andrea al Cavallera”, inaugurato proprio in questi giorni. “Per il momento stiamo lavorando con questo ma spero fra non molto di attivare anche l’Osteria della Tonnara”. Orizzonti non più neri vede anche Luca Poma titolare “del Mago della cucina carlofortina, “dalla fine di giugno noi decolleremo. Non sarà come le stagioni passate, ma non andrà male. Tra l’altro ho la gastronomia e i turisti delle seconde case anziché far file e attese potranno prendersi le pietanze d’asporto”.
Saltata “La sagra del Cascà” e il “Girotonno” che rappresentavano l’anteprima e la inaugurazione della stagione turistica, il Comune si sta adoperando, assieme agli operatori turistici e alle associazioni culturali, per realizzare tanti piccoli eventi e iniziative (là dove sarà permesso farle) per far conoscere meglio l’isola e la sua cultura. “Il mese di giugno – ha informato Tore Puggioni – sarà dedicato ovviamente al tonno, quello di luglio a tutte le attività del mare che ci hanno caratterizzati, il mese di agosto sarà destinato alla conoscenza degli odori e dei profumi della nostra isola. Il mese di settembre lo chiameremo “ritonno” perché saranno perfettamente pronti i derivati del tonno quali uova, cuore, bélu (stomaco) e via dicendo. Infine nel mese di ottobre avremo manifestazioni culinarie dedicate alla nostra permanenza in Tunisia come il cascà (couscous), e alle nostre origini liguri, fainò (farinata) ed altre pietanze”.
In tutto questo a Carloforte, coronavirus a parte, non mancano i problemi, primo fra tutti quello dei traghetti anche se in parte è stato dopo tanto penare finalmente risolto. Domenica sera, quando nessuno se lo aspettava, la Regione ha dato il via, a partire dalla mezzanotte di domenica stessa, al tanto sospirato ripristino di tutte le corse. Rimane tuttavia il problema tariffario. C’è un finanziamento già stanziato per far pagare a tutti durante l’estate il biglietto da residente. I fondi non sono tanti, ma forse sono sufficienti per abbattere le tariffe in tutti i fine-settimana. C’è tutto pronto, si attende solo che l’iter burocratico sia il più veloce possibile, cosa per la quale il Comune ha già più volte sollecitato la Regione.

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