Carloforte e solidarietà: 1000 kg di tonno per la comunità

I gestori della tonnara dell’isola Piana in questo tempo di emergenza hanno donato generosamente al Comune 1000 kg di tonno

di Nicolo Capriata

È sicuramente una strana stagione questa del coronavirus, dove paure e preoccupazioni, non sempre razionali, e attese a volte illusorie, dove avvenimenti tristi si alternano in un susseguirsi senza logica a notizie liete e spesso commoventi. Così è per ogni singolo, così è per ogni collettività. E Carloforte ovviamente non è dammeno. Intanto le belle novità. La Società “Carloforte Tonnare PIAM srl” che gestisce la tonnara dell’isola Piana, in questo clima di emergenza sanitaria e di bisogni per tante famiglie, ha donato generosamente al Comune 1000 kg. di tonno. Una donazione particolarmente apprezzata quanto gradita dagli amministratori e dagli isolani dove il tonno è un piatto prelibato che loro sanno cucinare in mille modi e con mille salse. Naturalmente il Comune a sua volta donerà alla cittadinanza, questa tonnellata di tonno. “Abbiamo deciso – ha detto il Sindaco in uno dei suoi comunicati – di distribuire gratuitamente un simbolico quantitativo di tonno per ogni nucleo familiare, per poter soddisfare un cospicuo nucleo di famiglie partendo dai nostri anziani dove i capifamiglia hanno compiuto i 75 anni”. Da lunedì (1 giugno) è iniziata la distribuzione dei ticket agli aventi diritto e in seguito verrà distribuito il tonno che ora giace nelle celle frigorifere. Ultimata questa fase si procederà alla consegna del tonno al resto della cittadinanza. “Con modalità – ha aggiunto il Sindaco – che saranno comunicate con un successivo avviso”. A questa gradevole (è il caso di dire) novella ce n’è da aggiungerne un’altra. I primi 450 test sierologici che sono stati effettuati nei soggetti che in tutto questo periodo hanno avuto contatti con una fetta importante della popolazione sono risultati negativi. Il che fa ben sperare perché il test rappresenta una casistica di gran rilevanza perché va al di là dei 450 test eseguiti. Sembra che il Covid-19 a Carloforte non sia mai “sbarcato”. Ma se ciò da una parte genera contentezza, dall’altra crea preoccupazione. E questa è la nota negativa. Nei prossimi giorni approderanno tanti, ma tanti turisti provenienti dal milanese e dal Piemonte oltreché da altre località italiane. Basti pensare che sull’isola ci sono 5000 seconde case, delle quali un migliaio sono proprietà di continentali, che aperte le “frontiere” giungeranno in massa. Giusto quindi il timore dei carlofortini che pur avendo ottimi rapporti con questi amanti di Carloforte temono che con loro sbarchi anche il maledetto e micidiale virus. Una preoccupazione più che giustificata. Speriamo che tutto vada per il meglio.

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