Un ponte tra la terra e il cielo

Vaticano, 1 maggio 2021. Papa Francesco prega il Rosario presso la Madonna del Soccorso, nella Cappella Gregoriana della Basilica Vaticana, per invocare la fine della pandemia da Covid.

Nel mese dedicato alla Madonna anche nelle parrocchie della diocesi si raccoglie l’invito di papa Francesco a recitare il Rosario.

di Valeria Carta

“Per vivo desiderio del Santo Padre”. Con queste parole veniva annunciata a fine aprile la “maratona di preghiera” proposta da Papa Francesco per invocare la fine della Pandemia.

Come un ponte tra la terra e il cielo, il Pontefice ha proposto, infatti, nel mese di maggio, la preghiera del Rosario a tutti i fedeli, affinché si uniscano in preghiera con questa comune intenzione. Un progetto ambizioso, forse, che chiama a raccolta tutto il mondo coinvolgendo trenta diversi santuari mariani. Una vera e propria catena che al grido di “Da tutta la Chiesa saliva incessantemente la preghiera a Dio (At 12,5)” vuole farsi strumento di intercessione per supplicare la fine della pandemia. A turno, da ognuno di questi luoghi di culto viene recitato e trasmesso, quotidianamente, il Rosario, offerto per un’intenzione di preghiera diversa ogni giorno. Per le donne in attesa e i nascituri, per i carcerati, per coloro che garantiscono i servizi essenziali, queste sono solo alcune delle categorie per le quali si pregherà durante tutto il mese. La scelta è ricaduta sui gruppi sociali maggiormente colpiti durante questo anno e mezzo in cui a tenere banco è sempre la questione sanitaria, alla quale si è immancabilmente aggiunta anche quella economica e sociale. Non ci sono prescrizioni particolari per vivere questo mese, solo la volontà di dedicare una parte della propria giornata a Maria.

Papa Francesco ha dato avvio all’evento mondiale lo scorso primo maggio dalla Città del Vaticano, pregando davanti all’icona della Madonna del Soccorso. Il giro del mondo, che prevede tappe dal Sol Levante all’America, passando per il vecchio continente, si concluderà là dove tutto è iniziato, nel piccolo Stato del Vaticano, il 31 di maggio.

A rispondere a questa singolare “chiamata alle armi” anche le parrocchie locali, come quella iglesiente di San Pio X che per tutto il mese in corso invita i fedeli alla recita quotidiana del Rosario comunitario, proponendo due appuntamenti aggiuntivi per il week end, il sabato mattina e la domenica sera, nei quali gruppi liberamente organizzati, potranno riunirsi per pregare insieme. “Anche noi abbiamo accolto l’invito di Papa Francesco” ha ricordato il parroco, don Giorgio Fois, “come comunità – ha proseguito – abbiamo deciso di orientare il Santo Rosario secondo le sue intenzioni”. L’iniziativa in occasione del mese dedicato alla Madonna ha già registrato l’adesione di un buon numero di fedeli, sensibili evidentemente al richiamo mariano. Anche se non è l’affluenza che preoccupa il parroco che si dice convinto che “la gente ha sempre partecipato e parteciperà sempre”.

Nel mese mariano per eccellenza, senza distinzione di lingua o cultura, dalla terra si alza un unico grido di speranza verso il cielo. La maratona di preghiera, che viene trasmessa ogni giorno sui canali ufficiali della Santa Sede, alle ore 18, si propone di unire il mondo intero sotto il manto azzurro della Vergine Maria. Come punti luminosi di una sola grande catena, i santuari mariani vogliono rischiarare una delle notti più oscure dell’umanità.

 

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