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Rete WarFree, un primo passo per la costituzione

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Riunita su Zoom, per Sa Die de sa Sardigna, l’assemblea costituente dell’Associazione che precede l’incontro in presenza di fine maggio

di Davide Lao

Si avvicina la nascita dell’associazione WarFree – Rete Imprenditori, Commercianti e Professionisti per la Pace e la Transizione Ecologica. Nel giorno del popolo sardo, Sa die de sa Sardigna, – data scelta appositamente per l’evento – WarFree ha compiuto “un primo passo verso una Sardegna di pace e un lavoro che rispetti i lavoratori e l’ambiente”. Queste le parole del direttore Antonio Congiu.
Si è tenuta il 28 aprile – su Zoom a causa della zona rossa – la pre-assemblea costituente dell’Associazione. Doveroso il “pre”, in quanto la costituzione vera e propria avverrà in un incontro in presenza. 22, 25 o 26 maggio le date in lizza. Hanno partecipato all’incontro online le imprese aderenti e alcuni degli esperti che collaboreranno con il Progetto.
E proprio le imprese sono state le protagoniste della prima parte dell’incontro: a turno, gli imprenditori si sono presentati, descrivendo in breve la propria azienda ed esponendo considerazioni e sensazioni nell’entrare a far parte di un progetto di economia etica e sostenibile. Evidenti, nei discorsi degli attori del cambiamento, l’emozione e l’entusiasmo di iniziare un percorso rivoluzionario e la gioia di camminare insieme verso una Sardegna di pace. Presenti molte delle imprese fondatrici: DomusAPI, B&B OndeChic, Azienda agricola Sa Laurera, Pegasus Services, Ninetta Rizzo Creazioni, Su Cixiri de Musei, L’Agrumeto, Azienda Vinicola Gennamanna, In Our Garden, Agriturismo Tupei, ASD Gennarta, Cooperativa Terranuova, Terramatta.
Quindi Cinzia Guaita ha presentato lo statuto dell’Associazione, ponendo l’accento su alcune parole chiave, come i concetti di pace, transizione ecologica e ripudio della guerra. Sottolineata anche l’importanza della responsabilità sociale – connessa all’autoverifica – e dell’opera di vigilanza, assistenza e supporto agli associati, per aiutare ogni impresa a conformarsi alla Carta dei Valori. “Talvolta le difficoltà e l’isolamento possono portare a un abbassamento del livello guardia relativamente ai propositi etici e ambientali. Associarsi aiuta le aziende a sopperire alle mancanze. La condivisione è la nostra forza”.
Illustrato lo statuto, è poi toccato al marchio etico-ambientale. Come spiegato da Arnaldo Scarpa, si tratterà di un marchio collettivo UE. Verrà depositato, promosso e tutelato dall’Associazione e andrà a identificare prodotti, servizi e azioni degli associati alla rete. Due i casi previsti per il suo utilizzo da parte dei soci: nella propria comunicazione istituzionale e sui propri prodotti e servizi. Per i soci è previsto il pagamento di una quota associativa annuale – unico costo previsto per il primo anno – più un contributo annuale per l’uso del marchio e un contributo percentuale calcolato sul fatturato a marchio WarFree dell’anno precedente, entrambi coperti dal finanziamento 8 per mille della Chiesa Valdese per il primo anno. I ricavi derivanti dalla gestione del marchio verranno utilizzati per gli scopi dell’Associazione, trasformandosi dunque in servizi per i soci.
Largo poi ai giovani imprenditori WarFree e all’esposizione della cooperativa in procinto di nascere, con l’obiettivo di gestire l’e-commerce, pubblicizzare i prodotti dei fornitori, fornire supporto grafico e tecnologico all’Associazione, perseguire scopi cooperativi di benefit e, in futuro, aprire un negozio fisico in cui vendere i prodotti forniti dalle imprese.  L’attenzione è stata poi rivolta al packaging. Quello esterno, in cartone riciclato, sarà fornito gratuitamente alle aziende, e per riempire i vuoti tra packaging esterno e interno verranno utilizzati trucioli derivanti da stampe sbagliate o fieno di primo taglio, naturale e riciclabile.
Spazio infine allo sportello agile, rete di professionisti pronti a fornire supporto in ogni fase della vita delle imprese. Sono intervenuti il dott. Emanuele Cabras, esperto di microcredito, finanziamenti e reti di imprese, la dott.ssa Lilia Pavone, consulente e formatrice in materia di motivazione aziendale, e la professoressa Giovanna Dore, commercialista e docente di economia aziendale. Competenze diverse per un contributo a 360 gradi.

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