No alle mafie, scuola di lavoro libero

L’esperienza formativa ad Assisi, a fine luglio, col campo estivo del Progetto Policoro promosso da Libera nel progetto “E!state liberi”

di Ilaria Perduca

L’estate è momento di riposo, svago e vacanza, per gli Animatori di Comunità del Progetto Policoro è occasione di conoscenza verso nuovi territori, costruzione di legami e approfondimento di tematiche grazie alle attività dei campi estivi. I campi estivi rappresentano una preziosa occasione per stabilire e/o rinforzare le relazioni con realtà ecclesiali e di ispirazione cristiana riconosciute, in particolare con le Associazioni e le Organizzazioni aderenti alle Filiere del Progetto Policoro.
Da un punto di vista metodologico devono avere una impostazione pratico-esperienziale: gli argomenti trattati devono essere necessariamente collegati ai temi “Giovani” e “Lavoro”. Sono proposti dalle Filiere o dagli Uffici Pastorali in via diretta o in partnership con altre realtà affini. Le Équipe diocesane effettuano la scelta più appropriata del campo per ciascun Animatore, tenendo conto del progetto diocesano.
La situazione pandemica ha costretto lo scorso anno gli Animatori a seguire i campi estivi tramite delle formazioni via web ma quest’anno, con non poca fatica e rispettando tutte le norme sanitarie vigenti, è finalmente stata riproposta la modalità in presenza. Tra le proposte offerte dalle filiere la nostra animatrice in carica Ilaria, ha scelto uno dei campi di lavoro organizzati da Libera con il progetto “E!state liberi” tenutosi ad Assisi dal 19 al 26 luglio con le tematiche di “Economy of Francesco”, movimento nato su invito di Papa Francesco che nel maggio 2019 chiese ai giovani imprenditori ed economisti di incontrarsi ad Assisi per discutere della crisi economica e ambientale. Date simboliche di inizio e fine campo, ricche di significato, il 19 luglio si ricorda la strage di via d’Amelio dove persero la vita il magistrato Paolo Borsellino e la sua scorta e il 26 luglio la morte della testimone di giustizia Rita Atria, che si tolse la vita una settimana dopo la strage di via d’Amelio disperata per la morte di Borsellino con il quale collaborava.
“E!State Liberi! – Campi di impegno e formazione sui beni confiscati” è un progetto finalizzato alla valorizzazione e alla promozione del riutilizzo sociale dei beni confiscati e sequestrati alle mafie, nonché alla formazione dei partecipanti sui temi dell’antimafia sociale e alla conoscenza dei territori coinvolti, attraverso specifici momenti di impegno concreto anche di prossimità e in collaborazione con gli attori sociali della rete di Libera. “E!State Liberi!” si delinea da un lato come un progetto di fondamentale importanza per le realtà che gestiscono beni confiscati e sequestrati, poiché si riesce a indirizzare nei confronti di queste realtà un importante contributo in termini partecipativi e promozionali, dall’altro lato rende protagonisti i tanti giovani e adulti, che ogni estate decidono volontariamente di dedicare una parte delle proprie vacanze ad accompagnare il quotidiano impegno di associazioni e cooperative sociali nelle reti territoriali dell’antimafia sociale. Il campo di Assisi, curato dai formatori di Libera Umbria, è stato squisitamente scandito da mattinate intense di lavoro che ha visto i partecipanti occuparsi della sistemazione dei giardini della Cittadella dell’Ospitalità (struttura ospite del campo) e i pomeriggi e le serate in formazioni sulla situazione delle mafie in Umbria e in Italia, sulle tematiche di “Economy of Francesco” dell’ecologia ambientale e umana che in modo imprescindibile camminano insieme e le toccanti testimonianze delle vittime innocenti delle mafie. L’importanza di fare memoria è apparsa vivida, una fra tutte, nell’incontro al Giardino dei Giusti situato nell’area verde della biblioteca di San Matteo degli Armeni, a Perugia, con Goffredo Locatelli nipote di Marcello Torre sindaco di Pagani ucciso dalla camorra l’11 dicembre 1980, che ha raccontato con dolcezza e gratitudine la figura del nonno venuto a mancare due anni prima della sua nascita che dopo il terremoto in Irpinia del quale fu colpita anche la città di Pagani, si oppose apertamente alle infiltrazioni camorristiche nelle assegnazioni degli appalti. La figura di Torre, come quella di Mario Francese giornalista ucciso da Cosa Nostra, di Giuseppe Francese figlio di Mario che si tolse la vita combattendo perché si facesse chiarezza sulla morte del padre e di Barbara Corvi della quale non si hanno più notizie dal 2009 la quale scomparsa sembra legata all’ndrangheta, sono state approfondite nella giornata dedicata alla memoria delle vittime innocenti delle mafie le quali storie sono state ricostruite e rielaborate dai partecipanti del campo.
Importante anche la formazione tenuta dalla CGIL sulle tematiche del caporalato, dove il reclutamento e lo sfruttamento illegale della mano d’opera purtroppo si abbatte ancora con drammaticità in diverse zone d’Italia, la quale differenza la può fare il semplice cittadino quando fa la spesa ponendo attenzione ai prodotti, diffidando ad esempio in un prezzo eccessivamente basso. Utilizzando una frase famosa del magistrato Giovanni Falcone “segui i soldi e troverai la mafia” in questo caso “segui un prezzo di vendita troppo basso e troverai il caporalato”.
Le mafie quindi esistono e tentano con tutte le forze di persistere, lo prova la quantità importante di beni confiscati, il quale scacco alla mafia non si attua soltanto nel sequestro ma quanto più nella sua rivalutazione e utilizzo per scopi educativi e sociali. Cambiata dalle stragi degli anni ‘90 ad oggi, agisce con diverse modalità, ma con gli stessi intenti. È chiaro che la conoscenza e la lotta alle mafie non si può esaurite in una settimana, ma ha sicuramente come punto di partenza i volti e le menti pulite e intraprendenti dei giovanissimi.

© Riproduzione riservata
Pubblicato su “Sulcis Iglesiente Oggi”, numero 31 del 19 settembre 2021

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