Mons. Pillolla compie 90 anni, una vita per la Chiesa

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Il vescovo emerito di Iglesias compie 90 anni, l’affetto e gli auguri dalla diocesi, nel 2000 fondò “Sulcis Iglesiente Oggi”

Buon 90° compleanno mons. Pillolla! Dalla redazione del settimanale diocesano “Sulcis Iglesiente Oggi”, sorto giusto vent’anni fa grazie alla sua volontà ed iniziativa, un rinnovato grazie per l’affetto, il sostegno e l’impegno che ha dedicato a Sulcis Iglesiente Oggi negli anni della sua fondazione e crescita. Sono stati anni importanti per tutti, con la sua testimonianza e presenza, siamo cresciuti nel nostro lavoro, nel cammino della comunicazione, al servizio della verità e nel rispetto dei nostri lettori, della nostra Chiesa diocesana. Abbiamo fatto tesoro del suo insegnamento e della sua ispirazione, confortati dal suo affetto e dalla sua attenzione che non ci sono mancati anche quando è divenuto vescovo emerito.
Ricambiamo con affetto la sua vicinanza, auguri Eccellenza!

Giampaolo, Giusy, Simona e tutti i collaboratori di Sulcis Iglesiente Oggi

Iglesias La madonna di Monserrat si prepara a raggiungere Tratalias foto Mauri
Miniera di Nuraxi Figus. Mons Pillolla in visita alla Carbosulcis. Foto di Adriano Mauri

di Mario Girau

Sessantasei dei suoi novant’anni, monsignor Tarcisio Pillolla li ha vissuti nella prima linea della Chiesa sarda. Sempre in punta di piedi. Senza cercare luci della ribalta, primi posti e visibilità, ma sguardo rivolto soprattutto ai fatti. Il criterio della concretezza il vescovo emerito di Iglesias lo usa ancora oggi per misurare e ringraziare il buon Dio per questa lunga stagione di vita. “Penso – dice il presule – alle tante grazie ricevute da nostro Signore (sacerdozio, episcopato, insegnamento, attività in parrocchia, nei vari momenti e campi del mio ministero sacerdotale) – e alle cose da me fatte e alle tante che avrei potuto fare per corrispondere alla Sua generosità. Non mi resta che pregare e affidarmi alla misericordia divina”.
La preghiera, ritmata dalla liturgia delle ore, scandisce la giornata di monsignor Pillolla: ufficio delle letture, lodi, ora media, vespri, compieta, Messa, rosario. Fino a poche settimane fa celebrazione eucaristica domenicale nella vicina chiesa dei SS. Pietro e Paolo. “Da qualche tempo il fisico non mi consente di stare a lungo in piedi, e mi dispiace perché l’incontro con la comunità dei fedeli è sempre ricco di senso per un sacerdote”.
Senza nostalgia per il passato il vescovo sulcitano ricorda alcune tappe della sua vita. Nato a Pimentel l’11 luglio 1930, cagliaritano d’adozione, compie nel capoluogo quasi tutto il suo curriculum: dopo due anni (1942-1944) nel seminario minore diocesano trasferito a Dolianova a causa degli eventi bellici. Dal 1945 al 1947 ginnasio in città, quindi Liceo, Teologia e laurea in Dogmatica a Cuglieri. Dopo l’ordinazione nella Basilica di Bonaria –  4 luglio 1954 – sempre all’ombra della cattedrale in sintonia speciale con l’arcivescovo Paolo Botto. “È stato il vescovo che mi ha conferito il sacerdozio e accompagnato in momenti importanti del ministero”. L’arcivescovo talent scout nel 1958 affida al giovane don Tarcisio Pillolla (28 anni) la direzione di “Orientamenti”, la testata diocesana, fondata all’indomani della chiusura del “Quotidiano sardo” e all’inizio del pontificato di Giovanni XXIII. Quindici anni di direzione “spezzando” per i lettori del mondo ecclesiale cagliaritano e sulcitano le prime rivoluzionarie novità del Vaticano II. Il dialogo, imprevisto e dagli sviluppi imprevedibili, di don Pillolla con la Chiesa iglesiente inizia proprio negli anni ‘60. Le diocesi di Cagliari e Iglesias pubblicano in contemporanea “Orientamenti” e “Il Corriere del Sulcis”, entrambi diretti dal sacerdote cagliaritano. Le due testate adottano la regola della condivisione: delle sei pagine complessive, seconda e quarta e quinta sono comuni, le altre specifiche delle due diocesi, redattore e anima del “Corriere del Sulcis” era don Nazareno Mocellin. La frontiera giornalistica non esaurisce gli impegni del futuro vescovo: insegnante di religione, vice parroco a San Lucifero, assistente dei maestri di Azione Cattolica, cappellano in alcune case di cura sono gli altri ambiti dell’unico impegno sacerdotale. Del pianeta sanità conosce le storie di maggiore sofferenza quando per alcuni anni è cappellano – il primo della serie – all’ospedale oncologico.
Sempre tra i collaboratori principali degli arcivescovi che negli ultimi sessant’anni si sono succeduti alla guida della Chiesa cagliaritana: con il cardinale Sebastiano Baggio continua la direzione di “Orientamenti”, con monsignor Giuseppe Bonfiglioli è cancelliere arcivescovile. Monsignor Giovanni Canestri lo vuole come vicario generale e dopo pochi mesi (primi giorni di maggio 1986) lo propone a Giovanni Paolo II come vescovo ausiliare. L’episcopato non compariva nel radar personale di monsignor Pillolla. “Diventare vescovo significa – scherza ma non troppo il presule – avere la vocazione al martirio”. “Ma il vescovo che accetta questo ministero – aggiunge mons. Pillolla –  sa e si consola al pensiero che Gesù Cristo ha scelto i suoi apostoli non tra i laureati dell’Università di Gerusalemme, ma tra operai, pescatori, persone apparentemente non all’altezza della grande missione che li attendeva. La consapevolezza di questa insufficienza rispetto alla grandiosità del mandato, costringe il vescovo a stringersi più fortemente a Cristo”.
L’8 giugno 1986, nella basilica di N.S. di Bonaria, viene ordinato vescovo. “Tottu in domu”, commenterà Pillolla, con una battuta in “limba”, la solenne liturgia presieduta da mons. Giovanni Canestri, arcivescovo di Cagliari, concelebrata da mons. Piergiuliano Tiddia, arcivescovo di Oristano e mons. Giuseppe Bonfiglioli, arcivescovo emerito di Cagliari. Lapidaria e solenne la raccomandazione di monsignor Canestri al neo vescovo: “Sii forte come un diamante, sii dolce come una mamma”.
Nel 1999 la nomina a vescovo di Iglesias, dove entra il 5 settembre e rimarrà sino all’estate 2007. L’anno seguente rinasce con lui un periodico nella diocesi sulcitana con la fondazione del settimanale Sulcis Iglesiente Oggi. Vescovo-giornalista o vescovo e giornalista? In politica si aprirebbe una lunga discussione sul trattino tra le due parole. Fare il giornalista gli è sempre piaciuto, qualche volta anche polemizzare in punta di penna.  Nel maggio 2004 in occasione delle elezioni regionali anticipa le possibili derive della campagna elettorale: “L’esperienza mi dice – scrive nell’editoriale del numero 20 di “Sulcis Iglesiente Oggi” – che in occasione di ogni campagna elettorale si fa circolare la voce che ci siano candidati sponsorizzati dai Vescovi.  A scanso di equivoci dichiaro pubblicamente che il Vescovo di Iglesias non ha suoi candidati, ma nella sua azione pastorale si limita semplicemente a indicare alcuni criteri di carattere generale in modo che la scelta dell’elettore sia libera da ogni influenza esterna, ma anche coerente e responsabile”.
La lettura del giornale dopo la recita di “lodi” è l’impegno insostituibile del vescovo e giornalista. Il metro cristiano per giudicare ogni articolo l’ha scritto nel suo stemma episcopale: In veritate e charitate. “Sono due virtù che anche nel lavoro giornalistico devono tenersi per mano”.


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Memoria e gratitudine

di don Carlo Cani

Un autore contemporaneo descrive il cammino della vita come un itinerario ritmato da appuntamenti. Alcuni si ripropongono con regolarità, altri ci sorprendono perché non previsti… ma ogni appuntamento è sempre un evento che ci svela il mistero dell’esistenza… che ci riempie di stupore e di meraviglia!
“Insegnaci a contare i nostri giorni”, così prega il salmista.
Contare i nostri giorni non è un’abilità contabile. Nella Bibbia, contare è raccontare. È tornare su quanto abbiamo vissuto per inserire i singoli eventi in una mappa di senso, in una trama di eventi, che ci colloca nell’orizzonte più ampio di una storia.
Sabato 11 luglio Mons. Tarcisio Pillolla, nostro Vescovo emerito, compie 90 anni…un traguardo straordinario… Una vita a servizio di Dio e dei fratelli, nella semplicità del quotidiano accolto e vissuto nella disponibilità e nella gratitudine. Ripercorrere questa lunga storia significa riconoscere la presenza di Dio, scorgere le orme di chi ci ha accompagnato per ritrovare quello sguardo riconoscente che apre al ringraziamento, alla celebrazione della vita.
Questo lungo cammino è segnato da alcune tappe fondamentali: la chiamata alla vita l’11 luglio 1930, il dono del sacerdozio il 4 luglio 1954, eletto alla Chiesa Titolare di Cartenna e nominato Ausiliare di Cagliari il 3 maggio 1986, ordinato l’8 giugno, trasferito a Iglesias il 3 luglio 1999, nel giugno 2007 conclude il suo mandato.
Vita e vocazione: è un amalgama fatto di scelte, di relazioni, di amicizia sincera, di disponibilità, di pazienza, di impegno solerte, soprattutto di presenza significativa nella Chiesa Diocesana, interlocutore attento e stimato. È intreccio di storie, un’esistenza vissuta con amore e per amore. Dopo 90 primavere il patrimonio di vita è grande! Anche nei limiti dell’età che non ha minimamente scalfito lo sguardo sorridente e pieno di umorismo, il salmo 92,15 ci ricorda “nella vecchiaia daranno frutti”!
Il motto episcopale “in veritate et charitate” è una bella sintesi del cammino di Mons. Pillolla: l’annuncio della verità nello spazio della carità e della gratuità!
Grazie Eccellenza per questa testimonianza e per quanto oggi porta nel segreto del suo cuore!
Nella preghiera di ringraziamento ci sentiamo uniti a Lei e chiediamo al Datore di ogni bene “la sapienza del cuore”.
E infine un augurio che attingo dal grande Agostino: “Un fatto è ora limpido e chiaro: né futuro né passato esistono. È inesatto dire che i tempi sono tre: passato, presente e futuro. Forse sarebbe esatto dire che i tempi sono tre: presente del passato, presente del presente, presente del futuro. Queste tre specie di tempi esistono in qualche modo nell’animo e non le vedo altrove: il presente del passato è la memoria, il presente del presente la visione, il presente del futuro l’attesa”.

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