Libri. Alla scoperta delle Cattedrali di Sardegna

Chiesa e cultura. Presentato a Cagliari il libro sull’adeguamento liturgico delle chiese madri nell’Isola

di Giampaolo Atzei

Un lavoro polifonico e sinodale, un libro costruito e fruibile su più livelli, da quello più strettamente culturale a quello culturale e pure turistico. È questo il tratto che contraddistingue il volume “Cattedrali di Sardegna. L’adeguamento liturgico delle chiese madri nella Regione ecclesiastica sarda”, presentato sabato mattina a Cagliari, nella sala Giorgio Pisano de L’Unione Sarda. Moderati dal giornalista Paolo Matta, alla conferenza hanno partecipato mons. Arrigo Miglio, arcivescovo di Cagliari e presidente della Conferenza episcopale sarda, mons. Sebastiano Sanguinetti, vescovo di Tempio Ampurias e delegato CES per il Patrimonio ecclesiastico, don Valerio Pennasso, direttore dell’Ufficio nazionale CEI per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto, e Fabio Ardau, curatore dell’opera.
Mons. Miglio, nel suo saluto d’apertura, ha messo particolarmente in evidenza la “evangelizzazione dinamica” che il libro racconta: la mobilità nella storia delle sedi vescovili sarde è una peculiarità della Chiesa isolana, una radicata attenzione al territorio da leggersi anche alla luce dei tempi d’oggi, quelli di papa Francesco e della “Chiesa in uscita”, con le nostre Chiese locali chiamate a non essere “arroccate nei luoghi storici”. Mons. Sanguinetti ha poi ricordato il cammino fatto dalla Chiesa sarda, un cammino lento e ancora lungi dal compiersi, nell’adeguamento delle cattedrali dell’Isola alle disposizioni conciliari del Vaticano Secondo. “La cattedrale è luogo in cui riconoscersi e in cui costruirsi” ha detto il vescovo di Tempio Ampurias, ricordando l’importanza nella sede vescovile dei punti forti che danno identità alla Chiesa locale: la cattedra e l’altare con la liturgia. “La cattedrale ha un’identità non statica – ha precisato mons. Sanguinetti – è una realtà viva che si incarna nel tempo che viviamo e il nostro tempo è quello post-conciliare”.
Adeguamento liturgico, non modifica dell’arredamento di una chiesa. Lo spazio liturgico viene così riletto tra conservazione e adeguamento, una risposta costruttiva che è segno di fedele adesione al Concilio. Su questo passaggio ci si è soffermati più volte durante la mattina, ribadendo che nel tempio con la cattedra del vescovo non vi è “esclusiva contemplazione della bellezza”, ma un divenire dinamico che – questo è stato l’auspicio sottolineato da mons. Sanguinetti – possa trovare, in un libro come quello presentato sabato scorso, un momento di confronto tra diverse posizioni, tra uomini di Chiesa e di cultura, un tavolo a cui possano sedersi gli attori coinvolti in questi complessi interventi.
Il volume, curato da Fabio Ardau, con il coordinamento della Consulta regionale per il patrimonio ecclesiastico, fa parte della collana “Cattedrali d’Italia”: si tratta del nono di una serie iniziata nel 2002 con le cattedrali del Triveneto. Durante il suo intervento, don Valerio Pennasso è ritornato sul concetto del libro concepito come un “viaggio”, sia alla scoperta del mondo delle chiese madri sarde, sia nella prospettiva degli adeguamenti alle disposizioni conciliari, ancora abbastanza indietro nella nostra regione, tema cui è dedicata la seconda parte dell’opera. Per ora nell’Isola l’unico adeguamento completo è stato quello condotto nella Cattedrale di Santa Chiara a Iglesias, mentre interventi parziali si sono operati a Cagliari e Oristano, ha ricordato il curatore dell’opera Fabio Ardau. Chiude il libro la sezione dedicata alle schede storico-artistiche delle cattedrali sarde, aggiornate con gli ultimi studi, cofirmate dal curatore del volume e dai direttori degli uffici dei beni culturali delle dieci diocesi.
Per tutte le diocesi italiane arriva intanto la nuova opportunità, presentata da don Pennasso, del bando nazionale promosso dalla CEI con i fondi dell’8xmille, che permetterà di finanziare gli adeguamenti con il contributo fino al 75% dell’intervento e una spesa massima ammissibile di 400.000 euro. Le prime manifestazioni di interesse dovranno essere presentate entro il 7 maggio, per il 29 dello stesso mese dovrebbero essere note le candidature accettate.
Al volume, pubblicato da Gangemi, hanno contribuito numerosi autori, tra cui don Valerio Pennasso, mons. Sebastiano Sanguinetti, don Francesco Tamponi, mons. Antioco Piseddu, Andrea Pala, Giorgio Peghin, Laura Donati, Roberto Milleddu, Marco Lutzu, don Raimondo Satta, Aldo Lino, mons. Fabio Trudu e Mauro Quidacciolu. L’apparato fotografico è stato realizzato dai fotografi Antonio Satta e Paolo Lombardi. Il progetto grafico di copertina è di Fabio Ardau e Paolo Lombardi.

Pubblicato su “Sulcis Iglesiente Oggi”, numero 11 del 24 marzo 2019

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