L’abbraccio di Calasetta per don Francesco

Domenica 1 agosto l’ingresso del nuovo parroco nella chiesa di San Maurizio, il ringraziamento della comunità per don Giovanni Cauli

di Giampaolo Atzei
foto di Efisio Vacca

Tempo di novità e avvicendamenti nelle parrocchie della nostra diocesi. Domenica 1 agosto, don Francesco Lai ha fatto il suo ingresso nella parrocchia di San Maurizio a Calasetta, trasferendosi dalla parrocchia di Santa Barbara in Nebida, dove domenica 5 settembre arriverà don Marco Olianas. Nel Sulcis, altra novità è la nomina nella parrocchia della Vergine della Neve in Piscinas di don Gianni Cannas, mentre don Giulio Demontis entrerà ufficialmente a Santadi nella serata di sabato 7 agosto, assumendo la guida delle parrocchie di S. Nicolò, di B.V. di Fatima e di S. Maria di Montefracca e S. Giovanni Bosco in Terresoli, al momento rette in amministrazione parrocchiale da don Maurizio Mirai dopo la prematura scomparsa di don Gian Piero Marongiu. A Portoscuso domenica 22 agosto farà invece il suo ingresso don Antonio Mura, che da poco ha terminato il mandato di rettore del Seminario regionale, chiamato alla guida delle due parrocchie del paese, Vergine d’Itria e San Giovanni Battista.
Sul far della sera di una domenica finalmente mitigata dal maestrale, don Francesco Lai ha così ricevuto l’abbraccio della comunità di Calasetta. La chiesa era gremita, in prima fila la famiglia, le autorità militari, la sindaca del paese. Una grande festa di popolo, per quanto limitata dalla perdurante pandemia, segnata dall’accoglienza per il nuovo pastore e il grazie commosso, sottolineato da scroscianti applausi, don Giovanni Cauli, parroco di San Maurizio per oltre mezzo secolo, classe 1924, settantuno anni di ordinazione sacerdotale, una vera istituzione per tutta la comunità calasettana.
Grande l’emozione per don Francesco al suo ingresso nella chiesa, accompagnato dai numerosi sacerdoti confratelli che hanno voluto essere presenti in questo importante momento. Don Francesco ritorna nell’isola di Sant’Antioco, dove è nato quarantacinque anni fa e dove è stato ordinato presbitero il primo settembre del 2001, però nel suo angolo che volge verso l’isola di San Pietro. Trova una comunità dalla forte identità tabarchina, sotto la protezione di San Maurizio e della Vergine delle Grazie, “da far vibrare come un’orchestra nello spartito del Vangelo”, per citare le parole di benvenuto del calasettano don Giampaolo Cincotti, accompagnate all’omaggio di una bacchetta da direttore d’orchestra: don Francesco è musicista per davvero, essendo diplomato al Conservatorio. Nel suo saluto, il nuovo parroco ha ringraziato la famiglia, la comunità calasettana, il suo predecessore don Cauli, la comunità di Nebida, rivolgendo un pensiero speciale a quanti vivono nella malattia, nella difficoltà, ai giovani. “Non siamo soli, non perdiamoci mai d’animo” ha esclamato, auspicando un comune cammino sulla via della sinodalità, della formazione e della corresponsabilità.
Un cammino da compiere insieme, con tutta la comunità, per scoprire il segno di Dio nella storia, come ha evocato mons. Zedda nella sua omelia. “Non cercate il pane che non dura ma il cibo che rimane per la vita eterna” ha ricordato il vescovo, invitando a saper cercare sempre il vero cibo, Gesù, leggendo la presenza di Dio nella nostra vita comunitaria. “Viviamo un cammino di fede” ha aggiunto mons. Zedda, invitando ad accogliere tutto ciò che avviene come segno dell’amore di Dio, per collaborare in Lui: in questa esperienza alla luce del Vangelo, vi è anche la particolare esperienza dell’arrivo di un nuovo parroco, incaricato di offrire al popolo la possibilità di crescere in Gesù, mettendo l’Eucaristia al centro della comunità. “Dio ci salva per l’attenzione a costruire comunità vive, nell’accoglienza reciproca, nella carità” ha poi aggiunto il vescovo Giovanni Paolo. Continuità e novità camminano insieme, ha concluso mons. Zedda, esortando a non fare confronti con il passato e le attese del presente: il vero confronto è con il Signore, alla fine ciò che davvero “conta è la presenza del Signore nella nostra comunità”.

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