La Quaresima: un cammino attratti dallo sguardo

Nel volto di Cristo, Figlio di Dio e Figlio dell’uomo, il nostro volto, la verità e lo stupore dell’essere uomini!

di Carlo Cani

Il cammino della fede e in particolare il cammino quaresimale è per il credente un cammino dello sguardo, dove, da una parte scopriamo lo sguardo di una Presenza che desta un’attrattiva e porta in sé un mistero, dall’altra parte noi stessi rivolgiamo lo sguardo a questa Presenza amata: la guardiamo e ci lasciamo guardare, e in questo incontro di sguardi, scopriamo il suo volto e il nostro volto;  nel volto di Cristo, Figlio di Dio e Figlio dell’uomo, troviamo il nostro volto, la verità e lo stupore del nostro essere uomini!
In fondo, se proviamo a ripensare al nostro cammino di fede, possiamo rinvenire un’esperienza simile, quella di entrare in contatto con una Presenza, che ha un nome e ha un volto inconfondibili, Gesù di Nazaret, e di avvertire su di noi uno sguardo pieno di tenerezza e di passione, uno sguardo che ci ridesta, che ci attrae e che cambia la direzione del nostro sguardo: mentre talvolta viviamo ripiegati su noi stessi e sui nostri problemi, appesantiti dalla vita, iniziamo a volgere i nostri occhi e il nostro cuore a questa Presenza, a Gesù Signore, percepito e riconosciuto vivo nella fede, e, nel tempo, ci troviamo diversi, accesi da una Presenza, e iniziamo a guardare tutto, avendo negli occhi il volto amante e amato di Cristo!
Mi colpisce come questa esperienza è presente nella vita dei Santi, in vario modo, e come qui si definisca il cuore semplice e profondo della vita cristiana: se facciamo tante cose, anche belle e utili, ma non accade un’esperienza simile, perdiamo il meglio, perdiamo l’essenziale, rischiamo di diventare cristiani senza Cristo, senza dire realmente “Tu” a Gesù come presenza presente, come un amico al quale posso affidare la mia vita.
San Giovanni Paolo II, spesso quando si rivolgeva ai giovani, presentava l’avvenimento cristiano proprio come “una questione di sguardo”, la grazia di incrociare lo sguardo di Cristo sulla propria vita, e in una sua poesia dedicata alla Veronica, così scriveva: «Nacque il tuo nome da ciò che fissavi».
Papa Francesco, nella lunga intervista concessa nel 2013 a padre Antonio Spadaro S.J. ha così riassunto una definizione di sé: «Sono un peccatore al quale il Signore ha guardato. Io sono uno che è guardato dal Signore. Il mio motto Miserando atque eligendo l’ho sentito sempre come molto vero per me». Rievocando poi l’esperienza fondamentale, vissuta a 17 anni, durante una confessione, ricorda così che cosa accadde in lui: «Fu la sorpresa, lo stupore di un incontro, mi resi conto che mi stavano aspettando. Da quel momento, per me Dio è colui che ti “anticipa”. Tu lo stai cercando, ma è Lui a trovarti per primo. Lo vuoi incontrare, ma è Lui che ti viene incontro per primo”.
È dato a noi un tempo di grazia, nel quale poter vivere l’incontro con la misericordia, resa volto umano in Cristo, e riscoprire così la libertà e la gioia di essere amati, perdonati, abbracciati da un Amore inimmaginabile e impensabile, se non si fosse rivelato a noi nella storia d’Israele e nella storia di Gesù, attestata e narrata nelle Sante Scritture, che hanno il loro cuore incandescente nei Vangeli.
Ora, vivere un tale incontro, entrare sempre di più nell’esperienza di questo sguardo a Gesù, suscitato e mosso dalla scoperta dello sguardo che Lui ha su ciascuno di noi, è davvero l’essenziale, così necessario per stare nella realtà, per ricominciare ogni giorno l’avventura del vivere, per affrontare le sfide e le prove del nostro tempo, sapendo incontrare e amare i nostri fratelli, valorizzando ogni frammento di bontà, di bellezza e di verità presente nell’altro, anche se diverso da me.
Un tale incontro non è l’esito delle nostre azioni, né tanto meno dei nostri progetti – anche belli –, è un avvenimento che accade e si ripresenta per l’iniziativa instancabile del Signore risorto e vivente, che ci viene a cercare, che bussa alla porta della nostra libertà.
A noi allora che cosa è chiesto?
Di essere aperti e disponibili a questo incontro, di riconoscerlo ogni volta che si rinnova, di metterci nelle condizioni per lasciarci guardare da Gesù e per guardare Gesù. Ora, se è vero che nella sua libertà Dio ha mille strade per farsi presente nella vita degli uomini, è altrettanto che, in forza dell’evento originario, dell’irruzione di Dio tra noi nella persona di Cristo suo Figlio, ci sono delle vie nelle quali Lui si fa incontro e che, come Chiesa e come singoli credenti, siamo chiamati a percorrere, a riscoprire e a offrire ai nostri fratelli e alle nostre.

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