La collezione Manunta acquistata dal Parco Geominerario

Un patrimonio unico nel territorio, migliaia di minerali tra cui tanti pezzi unici non verranno dispersi, risultato raggiunto con perseveranza

Un risultato atteso, costruito nel tempo con attenzione e perseveranza. Venerdì 5 marzo, con l’approvazione della relazione tecnico scientifica di congruità redatta dal dott. Roberto Rizzo, il consiglio direttivo del Consorzio del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna ha definitivamente deliberato l’acquisto della collezione mineralogica “Antonio Manunta”. Con questo importante passaggio, un patrimonio ormai unico nel territorio, dopo la dispersione di altre celebri collezioni mineralogiche, rimarrà nella disponibilità di questo territorio e di tutta la Sardegna mineraria: i 4621 esemplari, tutelati dal vincolo ministeriale del gennaio 2020, potranno diventare il cuore del rinnovato Museo mineralogico allestito nell’Istituto Minerario di Iglesias, permettendo allo stesso tempo di istituire la rete dei musei periferici nelle altre aree minerari della Sardegna, dall’Arburese al Sarrabus, portando nelle aree di pertinenza i campioni identitari utili alla narrazione dei luoghi
Il percorso per l’acquisizione è stato lungo e tortuoso, con la prima proposta di cessione al Parco datata 12 novembre 2014. “L’allora commissario Prof. Gian Luigi Pillola, comprendendo l’importanza della collezione, incaricò gli uffici con il Dott. Rizzo e il Dott. Sernagiotto a catalogare e documentare la raccolta, nonché  avviare una trattativa col il proprietario che avanzava una proposta economica di tutto rispetto” afferma il presidente del Parco Geominerario, Tarcisio Agus, in una nota trasmessa alla stampa, precisando che Pillola riuscì “a ridimensionare l’offerta stabilendone il valore in 573.000 euro e tale è rimasta sino ad oggi quale quota per la transazione, ma nonostante il merito di aver avviato la negoziazione, l’operazione rimase incompiuta”.
“Nel frattempo si sono avvicendati tre commissari – continua Agus ed il Parco, con l’attuale gestione, su questo tema veniva attaccata di insensibilità e di non curanza del patrimonio minerario affidatogli. Per portare a compimento la volontà del Parco di acquistare una collezione privata non certificata, l’Ente Pubblico non può avventurarsi in transazioni dirette in circostanze non protette, pur riconoscendo già da allora la grande valenza scientifica e storico culturale della collezione”.
L’Associazione Mineraria Sarda – con una nota diffusa domenica sera – si felicita per questa “nuova importante tappa di un cammino iniziato diversi anni fa, a partire dall’esperienza che vide l’associazione impegnata nel 2016 con il Fai Sardegna, all’epoca presieduto dalla prof.ssa Maria Antonietta Mongiu, per la campagna dei Luoghi del Cuore, con cui si portò all’attenzione nazionale il valore identitario della Scuola Mineraria di Iglesias e la battaglia per evitare la dispersione della collezione ora acquisita”. Lo storico istituto iglesiente, che quest’anno compie 150 anni dalla fondazione del 1871, si classificò al 35° posto del Censimento 2016 dei Luoghi del Cuore con 8.652 voti e il tema della salvaguardia della collezione fu oggetto di numerosi servizi giornalistici sulle testate nazionali e locali, coinvolgendo sin da allora associazioni ed amministrazioni comunali operanti nel Sulcis Iglesiente e animando, anche negli anni seguenti, un movimento di pressione, in testa l’Associazione Mineraria Sarda, che ha condotto finalmente all’acquisizione da parte del Parco.
“È un successo delle tante associazioni della Sardegna – ha commentato il presidente dell’Associazione Mineraria Sarda, l’ing. Giampaolo Orrù – che assieme al nostro sodalizio si sono riunite il 18 dicembre 2018 nell’aula magna dell’Istituto Minerario per il rilancio del Museo Sardo di Mineralogia attraverso l’acquisizione della Collezione Manunta e portare l’attenzione sulla tutela dei beni mineralogici che sono dei beni identitari di un territorio e come tali appartengono al patrimonio storico culturale da valorizzare”.
L’Associazione Mineraria Sarda, precisa infine la nota stampa, quale “parte attiva dal 1896 nel panorama industriale della Sardegna e riconosciuta per il suo ruolo ben oltre i confini dell’Isola”, rinnova “il proprio impegno per la difesa e la valorizzazione del patrimonio minerario isolano, testimonianza storica del progresso tecnico, economico e sociale legato allo sviluppo dell’attività estrattiva, e per la valorizzazione delle odierne opportunità nella lavorazione delle materie prime, dello sviluppo sostenibile e dell’economia circolare”.

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