Anno liturgico. Il tempo ordinario itinerario pasquale del discepolo animato dal fuoco dello spirito

Un cammino costante di fede che introduce progressivamente il credente nel mistero della salvezza attraverso le diverse feste e celebrazioni

di Carlo Cani

L’Anno liturgico è la celebrazione e l’attualizzazione del mistero di Cristo nel tempo. È un cammino costante di fede che introduce progressivamente il credente nel mistero della salvezza attraverso le diverse feste e celebrazioni. Noi cristiani veniamo invitati a percorrere la via tracciata da Gesù per realizzare in noi il Suo progetto d’amore: condurre alla salvezza tutti gli uomini, di qualunque Nazione, fede o popolo appartengano, per giungere così alla piena conoscenza della verità (cf 1Tm 2,4).
Nell’anno liturgico il Tempo Ordinario (in latino: per annum) si inserisce tra due grandi appuntamenti: Natale e Pasqua, con i rispettivi tempi di preparazione, l’Avvento e la Quaresima, e prosegue dopo il tempo di Pasqua fino all’Avvento.
Il Tempo Ordinario comincia il lunedì che segue la domenica dopo il 6 gennaio e si protrae fino al martedì prima della Quaresima; riprende poi con il lunedì dopo la Pentecoste per terminare prima dei Vespri della prima domenica d’Avvento” (Norme generali per l’ordinamento dell’anno liturgico e del calendario, n. 44).
Struttura il tempo delle domeniche nelle quali si celebrano i grandi “mirabilia Dei”: la creazione e la redenzione. Ogni domenica riviviamo il mistero della morte e della risurrezione del Signore e pertanto altre celebrazioni, a meno che non siano veramente solennità, non devono prevalere sul giorno della Domenica (cf SC. 106). La Domenica è il Santo Giorno della Ri-Creazione: siamo ricreati come creature nuove ogni volta che partecipiamo alla Divina Liturgia; per questo tutto l’anno liturgico si propone come scuola, dove ogni credente in Cristo impara ad assumere i suoi stessi sentimenti. Il tempo ordinario è l’esercizio alla ferialità; esso non è così ordinario come si potrebbe credere, è piuttosto tempo di fedeltà, in cui il cristiano costruisce e affina la sua relazione con Dio nella comunità radunata nel Suo Nome.
Questo tempo dura 34 settimane in totale: è infatti il tempo della storia e della nostra vita presente, un tempo dato a noi stessi per orientarci consapevolmente al Regno di Cristo. Ogni domenica è per la Chiesa una festa di Pasqua e celebra la risurrezione del Signore. Infatti, la domenica inizia sabato sera con i primi vespri. Il Tempo Ordinario ci sollecita a guardare al quotidiano dei giorni che scorrono; aiuta ad entrare nei percorsi di ogni esperienza personale e familiare, sociale ed ecclesiale. Con l’Incarnazione del Verbo tutto è avvolto dalla Grazia, che trasforma e invita a porre ogni nostra azione, ogni scelta e situazione, fatica, gioia, dolore, speranza nell’abbraccio di Colui che si è fatto Uomo per noi!
Il tempo per annum educa le nostre assemblee ad ascoltare Dio che parla, si comunica a noi nella Santa Eucaristia e si fa percepire in moltissimi altri modi, così come ciascuno di noi può intendere nel profondo; è l’oggi della Chiesa, stimola la carità ecclesiale ad avere rispetto per il tempo, a non “perderlo”, a non svuotarlo in cose inutili ma a viverlo pienamente, perché è l’hodie che prepara il futuro. Il Tempo Ordinario sviluppa il Mistero Pasquale in modo progressivo e profondo. Esso amplia e fa comprendere il mistero della salvezza, seguendo l’esistenza terrena di Gesù attraverso il racconto dei Vangeli. L’alimento di fondamentale importanza che caratterizza ciascuna domenica è la proclamazione della Parola di Dio quale progressiva manifestazione del piano della salvezza incentrato nella Pasqua del Signore; una Mensa riccamente imbandita alla quale i fedeli sono caldamente invitati a parteciparvi come raccomandato dal Concilio. Il ciclo triennale domenicale, a partire dalla III domenica del TO, prevede la proclamazione semicontinua dei Vangeli sinottici; essa segue il successivo svolgersi della vita e della predicazione del Signore secondo l’orientamento dottrinale di ogni Vangelo. Nell’anno convenzionalmente chiamato “A” si proclama il Vangelo di Matteo, nell’anno “B” quello di Marco6e nell’anno “C” quello di Luca, secondo il criterio della lettura semicontinua. “Con una distribuzione così concepita si ottiene una certa si ottiene una certa armonia tra l’impostazione di ciascun Vangelo e lo svolgimento dell’anno liturgico. Infatti dopo l’Epifania si leggono gli inizi della predicazione del Signore che si collegano assai bene con il Battesimo e con le prime manifestazioni di Cristo” (Ordinamento delle letture della Messa, 105).
Il ciclo feriale distribuisce durante tutto il corso dell’anno la lettura del Vangelo di Marco (I-IX settimana), poi di Matteo (X-XI settimana), poi di Luca (XXII-XXXIV settimana). Per la Prima lettura è stato predisposto un ciclo biennale (dispari I e anno pari II) in cui vengono letti in maniera semicontinua, senza alcuna relazione con il Vangelo, libri dell’AT e del NT, a periodi alterni di alcune settimane, secondo la lunghezza dei vari libri. In tal maniera vengono aperti i tesori della Storia della salvezza abilitando ciascun fedele ad avere quella preparazione adeguata per poter partecipare attivamente e consapevolmente alla liturgia domenicale. È importante ricordare che la settimana ordinaria è nata prima della solenne festa annuale della Pasqua. È proprio nella quotidianità che si misura la fedeltà del discepolo. Sarebbe auspicabile che nelle nostre parrocchie, nei piani pastorali, ci fosse maggiore attenzione alla formazione liturgica perché la liturgia “è fonte e culmine di tutta la vita della Chiesa”.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: