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Un anno da raccontare, accompagnando e lasciandosi accompagnare

4 minuti di lettura

Si è svolto in modalità online il 38° Corso di Formazione Nazionale per gli Animatori di Comunità del Progetto Policoro

di Ilaria Perduca
Animatrice di Comunità PP

Una stanza vuota con al centro una tavola ancora imbandita, le sedie rovesciate in terra, il cibo lasciato intonso, solo una pagnotta divisa a metà. Sembrerebbe lo scenario di una fuga rocambolesca avvenuta in fretta e furia. Sono i discepoli diretti a Emmaus (Lc 24, 13-35), hanno appena riconosciuto Gesù nello spezzare il pane e corrono immediatamente ad avvisare gli apostoli. Non avevano ancora capito chi fosse, fino a quel momento inconfondibile. Eppure qualcosa diceva loro che quell’uomo non era come tutti gli altri, il loro cuore bruciava mentre li accompagnava mettendosi in ascolto delle loro delusioni.
Quell’affiancamento raccontato nel Vangelo dei discepoli di Emmaus, fa breccia oggi nei cuori degli Animatori di Comunità del Progetto Policoro che dal 25 novembre 2020 al 27 gennaio 2021 hanno seguito il 38° Corso di Formazione Nazionale svolto in modalità online. Tema e fulcro di quest’anno l’Accompagnamento in tutte le sue forme, parola ben conosciuta al Progetto che fa dell’accompagnamento ai giovani, in primis proprio gli Animatori, la sua bandiera. Prezioso nello svolgimento dei lavori, l’intervento del professor Silvano Petrosino, docente di Filosofia Teoretica presso la Facoltà di Scienze Linguistiche e Letterature Straniere all’Università Cattolica del Sacro Cuore, sull’importanza di trasformare gli incroci della vita in incontri, nel sapere leggere la storia per ascoltare gli ultimi e mettersi in cammino tenendo il passo dell’altro e la testimonianza dell’onorevole Rosy Bindi, sulla figura di Tina Anselmi partigiana, sindacalista e prima donna a diventare Ministro del Governo della Repubblica. Figura scelta per quest’anno dal Progetto Policoro della quale, la Bindi, fa un ritratto dell’impegno civile e politico in particolar modo delle scelte decisive che la videro già nell’adolescenza fare parte della resistenza. La quale storia è stata regalata ad ogni Animatore nell’autobiografia “Storia di una passione politica” di Tina Anselmi e Anna Vinci.
La modalità a distanza non ha impedito, inoltre, lo svolgimento dei laboratori che ha visto gli Animatori dividersi in gruppi per confrontarsi nelle esperienze di animazione digitale al servizio dell’accompagnamento e i luoghi e non-luoghi della fragilità umana per essere buoni compagni di strada in questo periodo di difficoltà sanitaria ed economica.
Non è mancata la parte burocratica, come gli aspetti legislativi sul tema della Sicurezza e della Prevenzione sui Luoghi di lavoro a cura dell’Alpha Safety. La cornice giuridica e amministrativa, cui si realizza il servizio dell’Animatore, che ha visto l’assegnazione della borsa di studio 2021 per gli Animatori di I anno e il contratto Co.co.co. per gli Animatori di II e III anno a cura di Inecoop e Felsa Cisl. Inoltre la presentazione e utilizzo dell’area web riservata e dei webinar dove gli Animatori di I anno si incontreranno mensilmente con i vari relatori.
L’importanza di “esserci” quindi come amava dire la Anselmi e come è stato ripetuto da don Bruno Bignami direttore dell’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e lavoro e responsabile del Progetto Policoro, nell’ultima serata di lavori il 27 gennaio, Giornata della Memoria. La strada per Emmaus è la strada di tutti i territori delle diocesi dove gli Animatori sono invitati a essere compagni di cammino con ascolto, discrezione, rispetto.

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