Gianni e Maurizio, insieme per servire chi chiede aiuto

Gianluigi Saba e Maurizio Santus

Caritas diocesana. Il progetto dell’Emporio della Solidarietà operativo dal 2016 nella città di Iglesias, la testimonianza diretta di due operatori

interviste a cura di Emanuela Frau

Il progetto dell’Emporio della Solidarietà, promosso dalla Caritas diocesana di Iglesias e reso possibile grazie alla collaborazione tutta iglesiente con le Caritas parrocchiali, il Volontariato Vincenziano, Sodalitas e il Terz’ordine francescano, prevede il conferimento di prodotti alimentari (confezionati e freschi) distribuiti non con pacchi già predisposti. Sono i beneficiari, infatti, dopo esser stati ascoltati dagli operatori dei Centri di almeno una delle realtà aderenti al progetto, a scegliere secondo le proprie necessità, come in un vero negozio. Non si paga con denaro ma attraverso una carta personale che contiene dei crediti, attribuiti in base a diversi parametri, fra cui l’ampiezza del nucleo familiare; la tipologia, l’intensità e la durata del disagio; l’ISEE e altri indicatori. La carta magnetica è personale ed è identificata attraverso un codice. I dati raccolti dai Centri della rete del Coordinamento confluiscono in un database che permette immediatamente di capire chi si è rivolto ai vari servizi territoriali, compreso l’Emporio, evitando duplicazioni di interventi e, in prospettiva, promuovendo un percorso di liberazione dal bisogno.

In questa occasione il giornale diocesano dà voce ai due operatori che fin dal principio, insieme al coordinatore dell’Emporio, Luciano Cuccu, rendono possibile un servizio così prezioso per la città di Iglesias.

Maurizio Santus. Ho scoperto un nuovo e interessante progetto promosso dalla Caritas di Iglesias in un momento particolare della mia vita. Si trattava dell’Emporio della Solidarietà, di cui mi parlarono gli operatori della Caritas diocesana, nel 2015, in maniera molto dettagliata; anche per sondare la mia eventuale disponibilità a collaborare. L’idea progettuale mi sembrò fin da subito un’ottima opportunità per me, in quanto potevo dare una mano alle persone in difficoltà. Essendo un vincenziano della chiesa di Nostra Signora di Valverde, mi ritrovavo a realizzare il desiderio di sostegno concreto agli altri. Dal punto di vista pratico ho iniziato a svolgere un’attività del tutto nuova: il coordinatore di magazzino. Ho acquisito specifiche competenze informatiche, come ad esempio inserire sulla piattaforma nazionale della Caritas, denominata “Ospoweb”, la merce acquistata (anche se non pagata in denaro), assegnare i crediti a ciascun alimento, caricare nelle tessere i punti assegnati a singoli o nuclei familiari segnalati dai Centri d’ascolto, stampare nuove tessere, assegnare la spesa ai richiedenti il servizio viveri, seguire gli adempimenti burocratici legati anche alla distribuzione dei prodotti AGEA/FEAD (Agenzia per l’erogazione delle Eccedenze in Agricoltura). Nei tre giorni di apertura del servizio, oltre a me e a Gianluigi Saba, l’Emporio della Solidarietà vede impegnati anche dieci volontari che, coordinati dal referente Luciano Cuccu, si alternano nella distribuzione e nell’accompagnamento delle persone che fanno richiesta di viveri. Mi rendo conto che consegnare gli alimenti rappresenta un grande aiuto, però non è abbastanza senza un ascolto discreto e approfondito delle persone, cui mi permetto di suggerire di rivolgersi sempre al Centro di ascolto ogni volta che percepisco in loro inquietudine e sconforto. L’obiettivo a lungo temine è soprattutto quello di educare le persone a un uso parsimonioso delle risorse di cui dispongono, in questo caso dei punti nella tessera, affinché acquisiscano la capacità nel fare degli acquisti mirati e responsabili.

Gianluigi Saba. Anzitutto mi preme sottolineare che ho dovuto affrontare un periodo molto difficile della mia vita in cui, a seguito della perdita del lavoro, sono stato accolto dagli operatori della Caritas diocesana di Iglesias. Hanno saputo ascoltarmi e mi hanno dato la possibilità di ritrovare un po’ di serenità attraverso un servizio che, seppur nuovo in città, mi riportava indietro nel tempo, a quando stavo quotidianamente a contatto col pubblico; per 25 anni, infatti, sono stato barista ad Iglesias e rivivere un’esperienza, certamente diversa, ma con la possibilità di stare con gli altri, rendendo un servizio utile, mi ha aiutato a stare meglio. Mi sono rivisto in molte delle persone che accogliamo all’Emporio; ho capito che il necessario passaggio al Centro di ascolto aveva rappresentato un’occasione per raccontare il proprio vissuto, mettendo a nudo le fragilità nascoste per rialzarsi e riprendere il cammino, sentendosi meno soli. Spesso noto che le persone che vengono all’Emporio sono a proprio agio con me, quasi sentendosi a casa loro; continuano ad avere con me delle buone relazioni. Capita che mi confidino i loro problemi, non solo economici ma anche familiari, e si vogliano intrattenere a parlare. Ricordo ancora il giorno dell’inaugurazione del servizio: il 13 giugno 2016; qualche mese prima, con don Roberto Sciolla, sono stato nella Caritas di Savona per vedere da vicino un esempio di Emporio già operativo e un metodo di distribuzione viveri e accoglienza delle persone che avremmo poi cercato, in qualche modo, di proporre ad Iglesias. In quattro anni circa sono cambiate tante cose e ci sono stati dei notevoli miglioramenti; primo fra tutti la consegna dei prodotti freschi (salumi e formaggi). Sono davvero soddisfatto di poter dare una mano a molte persone, così come l’ho ricevuta io. In ciò che faccio e nel modo in cui lo porto avanti c’è il mio quotidiano grazie a chi ha saputo credere in me.

 

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