Caritas. A Carbonia intensificate le risposte caritative nell’emergenza

Riorganizzazione del servizio cittadino al Centro di ascolto e al Centro per i viveri di via Lubiana nel contesto dell’emergenza

Il Centro di ascolto interparrocchiale “Madonna del Buon Consiglio”
A Carbonia i servizi della Caritas, a seguito dell’emergenza Covid-19, hanno dovuto ripensare la propria organizzazione, vista anche l’età di diversi volontari. A partire da metà marzo, nel Centro di ascolto zonale “Madonna del Buon Consiglio” sono stati ridotti i giorni di apertura ed attivato un numero telefonico per le urgenze. Con l’istituzione del COC (il Centro Operativo Comunale), la Caritas è stata chiamata a dare un contributo di assistenza attraverso l’ascolto e la preparazione e distribuzione dei pacchi spesa alle famiglie segnalate dallo stesso Centro, la cui condizione è significativamente peggiorata a causa dell’emergenza. Inizialmente, il servizio caritativo maggiormente coinvolto è stato quello del Centro unico di raccolta e distribuzione viveri di via Lubiana, ma attualmente si sta intensificando anche la necessità di ascolto e di interventi immediati nei confronti di tante famiglie in difficoltà. Insostituibile è l’apporto delle Caritas parrocchiali, che in modo capillare hanno anche svolto azione di orientamento verso i servizi disponibili e le opportunità di sostegno, per le quali il Centro di ascolto ha spesso svolto un servizio di consulenza e orientamento su questioni di carattere burocratico. Le Parrocchie, dunque anche in questa emergenza hanno continuato ad essere un punto di riferimento per le tante persone e famiglie bisognose di una parola di conforto e di un aiuto concreto.
Dal 13 marzo (data di attivazione del COC) a fine aprile, nell’ambito della collaborazione con il Comune, sono stati effettuati circa un centinaio di interventi, con l’approvvigionamento di pacchi spesa e bombole, spesso consegnati a domicilio. I richiedenti sono per lo più italiani, ma oltre il 20% è di nazionalità straniera (in particolare senegalese) o di etnia rom. A queste famiglie si aggiungono quelle regolarmente assistite, per le quali sono stati introdotti i buoni spesa, ad integrazione dell’intervento con beni FEAD o altri disponibili, per dare la possibilità di acquistare generi deperibili, non presenti negli interventi fin qui effettuati.
Dalla prima settimana di maggio il Centro di ascolto ha ripreso con i giorni di apertura e gli orari consueti, dal lunedì al giovedì, adottando tutte le precauzioni di distanziamento e di protezione previsti, in modo da far fronte alle richieste di ascolto (che si prevedono in aumento), da parte di famiglie che da anni non si avvicinavano al Centro o che non si erano mai avvicinate, e che spesso vengono segnalate dai Servizi sociali del Comune di Carbonia. Maria Marongiu

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Il Centro unico di raccolta e distribuzione viveri di via Lubiana
Per rafforzare il proprio servizio a Carbonia, nel contesto dell’emergenza sanitaria, la Caritas diocesana ha firmato una convenzione con il Comune che ha coinvolto il Centro d’ascolto “Madonna del Buon Consiglio” di via Satta e il Centro unico di raccolta e distribuzione viveri di via Lubiana, unitamente alla Caritas parrocchiale della Parrocchia Santa Barbara di Bacu Abis. Le tre realtà caritative sono state chiamate a dare un contributo di assistenza attraverso l’ascolto e la distribuzione di beni di prima necessità alle famiglie da loro segnalate. A questo proposito, sia il Centro d’ascolto sia il Centro unico sono stati da subito convocati dal sindaco di Carbonia, Paola Massidda, assieme alla Croce Rossa Italiana e alla Polizia municipale, per un primo incontro da cui sono scaturite le “linee guida” per organizzare gli interventi, soprattutto per la distribuzione dei viveri. A seguito della convenzione è poi proseguita ufficialmente la collaborazione con il Centro Operativo Comunale (COC), che ha permesso la dotazione di risorse finanziarie per l’acquisto di viveri e dei “buoni pasto” da consegnare ai beneficiari. Inoltre, i Servizi sociali del Comune si sono adoperati per elaborare le disposizioni e ricevere le domande per l’ottenimento dei buoni spesa.
Ne è derivato uno sforzo notevole messo in campo da tutti i volontari Caritas e non solo, i quali non si sono tirati indietro, anche con il servizio a domicilio per tutte le persone che di volta in volta ne hanno fatto richiesta. Sono state prese ovviamente tutte le misure di sicurezza consigliate, con la sanificazione continua dei locali e l’uso dei dispositivi di protezione individuale, messi a disposizione anche degli stessi beneficiari. Sono state numerose le donazioni di mascherine confezionate artigianalmente, assai preziose soprattutto nel primissimo periodo, dato che non se ne trovavano facilmente. Il COC ha disposto che nei supermercati e nei centri commerciali si posizionassero dei cosiddetti “carrelli solidali”, con i quali è stato possibile integrare le dotazioni di viveri. Si sono susseguite donazioni di viveri e anche alcune donazioni in danaro, per far fronte alle grandi richieste di aiuto pervenute in questi mesi. I panifici hanno donato in abbondanza i propri prodotti. Alcuni imprenditori si sono fatti carico di acquistare uova di Pasqua e colombe pasquali per tutti i beneficiari.
Non è dunque mancata la solidarietà da parte della collettività, nonostante la difficoltà del momento. È stata assai importante la collaborazione con le varie associazioni di volontariato, ecclesiali e non, presenti nel territorio. Da parte delle Parrocchie, del Centro di ascolto e del Centro unico si è sempre cercato di accompagnare l’aiuto concreto con un sorriso e una buona parola di incoraggiamento, ricevendo l’apprezzamento per il modo di porsi, accogliente e rispettoso nei confronti di tutti. Giovanni Busia

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