Ales-Terralba e Oristano unite nello stesso vescovo

Riorganizzazione delle diocesi sarde, dopo Nuoro e Lanusei, nuova unione “in persona episcopi”, nella persona del vescovo padre Roberto Carboni,

di Mario Girau

L’arcidiocesi di Oristano e la diocesi di Ales-Terralba sono state unificate “in persona episcopi”, cioè nella persona del vescovo padre Roberto Carboni. Le due circoscrizioni ecclesiastiche rimangono separate e indipendenti, e come tali dovranno essere governate, ma unite nel ministero episcopale del presule arborense. Papa Francesco sabato 3 luglio ha aggiunto un’altra tessera nel mosaico della riorganizzazione della Chiesa italiana.  “Questa nomina stimola tutti noi a realizzare – ha scritto padre Roberto Carboni in un messaggio ai fedeli delle due diocesi – un più intenso percorso unitario di formazione del clero e del laicato e di interscambio nello stesso esercizio del ministero presbiterale. Alcuni passi di collaborazione già sono stati fatti altri si potranno progettare insieme”. In questi due anni, monsignor Carboni ha lavorato, in punta di piedi e senza accelerazioni e forzature, per avviare più forti contatti tra il clero arborense e quello alerese e favorire iniziative  comuni tra le aggregazioni cattoliche. Nel volgere di 24 mesi, monsignor Roberto Carboni è passato dal governo di una diocesi relativamente piccola come quella di Ales Terralba – 1.494 kmq, 95 mila abitanti, 39 comuni e 57 parrocchie – a un’altra che con Oristano si estenderà per quasi 5000 kmq e avrà giurisdizione su 142 parrocchie abitate da circa 250 mila persone e coordinerà il lavoro di quasi 150 sacerdoti. Una nomina attesa da quasi 2 anni. Promosso il 4 maggio 2019 al vertice della Chiesa arborense, Carboni era stato nominato dal Papa anche Amministratore Apostolico  della diocesi di Ales-Terralba – dove aveva  iniziato il cammino episcopale il 17 aprile 2016 – col preciso mandato del Nunzio apostolico in Italia: preparare il terreno in vista della graduale unificazione delle due  Chiese ormai sorelle. Una “mission” che padre Roberto aveva confidato esplicitamente ai componenti del Capitolo della cattedrale alerese e ai vicari episcopali convocati per comunicare la sua promozione al vertice della Chiesa arborense, dove ha fatto l’ingresso il 7 luglio  del 2019. Allora apparve chiaro che la piccola diocesi compresa tra Medio Campidano e Marmilla (95 mila abitanti) era stata inserita tra le chiese locali destinate, per espresso desiderio papale, all’unificazione. Un progetto che in Sardegna ha già interessato le diocesi di Nuoro e Lanusei, dal 9 aprile 2020 unite nella persona del vescovo barbaricino don Antonello Mura, e nei prossimi mesi dovrebbe coinvolgere anche Ozieri e Tempio-Ampurias. Un progetto che non prevedeva ripensamenti, neppure per le diocesi con forte identità e tradizioni come quella  di Ales-Terralba. Il nunzio apostolico in Italia, mons. Emil Paul Tscherrig, il 1° novembre a Oristano per imporre il pallio all’arcivescovo Roberto Carboni era stato chiaro . “Se il Papa chiede di unire le diocesi ha diverse motivazioni. Il motivo principale – disse il Nunzio intervistato da L’Arborense – è unire le forze vive delle comunità per rilanciare  il processo di evangelizzazione. Il Papa ha deciso che questo processo si attua in tre fasi. In primo luogo, l’unione o, meglio, l’avvicinamento di due diocesi nominando il vescovo residente di una e Amministratore dell’altra. La seconda fase che avverrà dopo un po’ di tempo sarà l’unificazione delle due “in persona episcopi”, cioè che diventa l’unione di due diocesi sotto la figura del vescovo. La terza fase, di cui non sappiamo ancora i tempi che potrebbero essere quantificati in una decina d’anni, prevede l’unificazione definitiva delle due diocesi”. “Ringrazio di cuore il Santo Padre  – ha detto padre Roberto – per la fiducia che continua a manifestarmi e per la sollecitudine nei confronti delle nostre due Diocesi. Ringrazio i presbiteri, i diaconi, le religiose e i religiosi, i seminaristi e tutto il popolo di Dio nelle sue molteplici vocazioni, per la testimonianza di vita cristiana, la collaborazione e la disponibilità con cui vorranno accogliere questo nuovo percorso che la Provvidenza del Signore ha voluto indicare”. “L’unificazione ormai prevista può dare molti risultati – dice don Nico Massa, parroco della parrocchia San Nicolò di Guspini, vicario diocesano per la pastorale e la comunicazione – perché clero e laici delle due Chiese porteranno il meglio delle loro identità. Alcuni programmi possono partire in breve tempo: pastorale vocazionale, formazione e aggiornamento del clero e dei laici, pastorale giovanile. Ognuno porterà in dote la propria sensibilità, noi di Ales-Terralba metteremo, tra l’altro, il radicamento nel sociale e la pastorale del lavoro maturata in molti decenni di vicinanza agli operai impegnati in lunghi processi di trasformazione e crisi industriali, che hanno avuto gravi ripercussioni sulla vita delle famiglie”. Roberto Carboni è il 37° vescovo  della storia della diocesi di Ales-Terralba, iniziata  nel 1503 , ma col primo vescovo, don Giovanni Sanna parroco di san Gavino, a partire dal 1506. Tra i suoi predecessori diversi presuli attenti al sociale. Nel 1638-1643 il vescovo Michele Beltran cercò di porre rimedio al grave problema dell’usura creando un istituto considerato il precursore dei monti frumentari. Mons. Giuseppe Maria Pilo (1761-1786) istituì “scuolette” in quasi tutti i paesi e l’apertura della scuola del seminario agli studenti poveri. Dal 1948 al 1982 mons. Antonio Tedde aprì le scuole vescovili – elementari, medie e istituto magistrale – colonie, orfanotrofi e oratori e abolì il regime tariffario per le celebrazioni religiose. Anche se con qualche resistenza, il programma di Papa Francesco di  ridurre il numero delle diocesi italiane (226, di cui 25 territoriali più l’Ordinariato militare) procede a buon passo col metodo dell’unificazione di due Chiese “in persona episcopi”. È stato fatto  nel 1986  per  Bosa e Alghero, nel 1989 per  Cuneo e Fossano e recentemente  Modena-Nonantola e Carpi, Tivoli e Palestrina, Camerino-San Severino Marche con Fabriano-Matelica, Alife-Caiazzo con Teano-Calvi, Lanusei e Nuoro, Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino con Foligno e ora Oristano con Ales-Terralba.

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