Vescovi della Sardegna, mese di ascolto e programmazione

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Esercizi spirituali e assemblea ordinaria CES per l’episcopato sardo riunito a Donigala Fenughedu da lunedì 22 a venerdì 26 febbraio

Conclusi gli esercizi spirituali dei vescovi della Sardegna

I Vescovi della Sardegna si sono ritrovati dal 22 al 25 febbraio a Donigala Fenughedu per gli esercizi spirituali nel tempo liturgico della Quaresima. Ospitati nel centro di spiritualità Nostra Signora del Rimedio, i Pastori delle comunità diocesane sarde hanno condiviso quattro intense giornate all’insegna dell’ascolto, della preghiera, della fraternità. È la prima volta che i Vescovi si ritrovano a condividere insieme, come Conferenza Episcopale Sarda, gli esercizi spirituali. “L’idea è nata – spiega il Presidente Antonello Mura, Vescovo di Nuoro e di Lanusei – quando ci siamo chiesti se oltre ai momenti tipici di riflessione, e all’esperienza fraterna in estate che nel 2020 abbiamo vissuto in Ogliastra, fosse necessario anche un forte momento di spiritualità”. A farsi “servo della Parola”, così come lui stesso si è definito, è stato chiamato Francesco Cacucci, Arcivescovo emerito di Bari-Bitonto. “Sono rimasto molto edificato da come i Vescovi della Sardegna abbiano vissuto insieme questi giorni, racconta mons. Cacucci -. Nell’ascolto della Parola, nel silenzio, nella celebrazione dell’Eucaristia e in una comunione profonda. Questi sono i momenti che accompagnano la vita di ogni cristiano e accompagnano anche la vita di un Vescovo. Egli prima che essere pastore e ministro della Chiesa è un discepolo del Signore e in virtù del Battesimo deve ascoltare la Parola di Dio, deve accoglierla, deve rendersi disponibile perché questa accoglienza lo conduca a trovare nell’Eucaristia il culmine e la fonte della sua vita”.
Momenti significativi da un punto di vista personale, gli esercizi spirituali vissuti a Donigala Fenughedu sono stati occasione per sperimentare la vita fraterna in un tempo in cui si avverte grande bisogno di comunità. “In questo modo i Vescovi esercitano il loro magistero come collegio – sottolinea mons. Cacucci, che ha guidato gli esercizi -. È una forma di collegialità e di comunione dei Vescovi che non va solo ricercata quando si incontrano per studiare problemi pastorali o dare indicazioni alle loro comunità. Alla radice di qualsiasi scelta pastorale c’è una esperienza di comunione. È quello che hanno vissuto i discepoli di Emmaus quando si sono incontrati con Gesù e il Signore ha parlato loro delle Scritture, dell’Antico Testamento, ha detto loro come tutto poi refluisce sulla sua persona e infine ha spezzato per loro il pane. Subito dopo i discepoli vanno ad annunciare che Gesù è risorto. Questo è l’essenziale della vita della Chiesa, riguarda tutti e in particolare i discepoli del Signore che hanno ricevuto il mandato di essere pastore e guida nella Chiesa”.

Dopo 20 anni la Sardegna in pellegrinaggio ad Assisi per l’offerta dell’olio

di Mons. Corrado Melis, segretario

A conclusione delle intense giornate di ascolto della Parola di Dio in occasione degli esercizi spirituali guidati da mons. Francesco Cacucci, la Conferenza Episcopale Sarda il 25 e 26 febbraio si è riunita per la programmata assemblea ordinaria. Le due giornate hanno visto i Vescovi condividere inizialmente le problematiche delle rispettive Diocesi in questo tempo, purtroppo ancora sottoposto – nonostante segnali confortanti – all’imprevedibilità della diffusione della pandemia. È emerso il desiderio di contribuire al cammino delle comunità cristiane offrendo segnali e sguardi unitari, che incoraggino i cristiani a guardare con fiducia al futuro, anche attraverso la riformulazione di percorsi di formazione alla fede, adeguati al momento storico che stiamo vivendo, e che coinvolge anche la dimensione sociale ed economica della nostra terra.
Dopo aver esaminato gli aspetti amministrativi riguardanti l’attività ordinaria della Conferenza Episcopale, della Facoltà Teologica e del Seminario Regionale, si è provveduto all’approvazione dei bilanci dei Tribunali ecclesiastici dell’Isola. I Vescovi hanno inoltre rivisto la bozza della Nota sull’Esortazione di papa Francesco Amoris laetitia, aggiungendovi delle integrazioni, con l’obiettivo di promulgarla nei primi mesi del 2021, a cinque anni dalla sua pubblicazione e nell’anno dedicata alla stessa Esortazione. La riflessione ha anche preso in esame il programma generale che vedrà i Vescovi sardi insieme alle chiese locali, protagonisti del pellegrinaggio ad Assisi il 3 e 4 ottobre prossimo, in occasione dell’offerta dell’olio per la lampada che arde presso la tomba di S. Francesco. Dopo vent’anni, spetta infatti alla Sardegna compiere questo gesto, in collaborazione con la Presidenza della Regione, il sindaco del capoluogo e i sindaci rappresentanti dei comuni, insieme ai tanti pellegrini che, se le condizioni sanitarie lo permetteranno, saranno presenti. Tra le comunicazioni dell’incontro, da segnalare l’attenzione posta al tema della Liturgia e della Lingua sarda, percorso che procede, approfondendo in questa fase l’aspetto liturgico e linguistico.
La Conferenza ha preso atto anche dei criteri fatti conoscere dalla CEI per la partecipazione alla 49ma Settimana sociale dei cattolici italiani, prevista nel prossimo mese di ottobre a Taranto. L’indicazione dei delegati di ciascuna Diocesi permetterà, entro il mese di aprile, di programmare un percorso di preparazione diocesana e regionale. La Conferenza inoltre ha ritenuto di condividere l’iniziativa promossa dall’Associazione “La Sardegna verso l’UNESCO” e, in sintonia con il patrocinio già espresso dai massimi Enti amministrativi e culturali regionali, appoggia l’iniziativa volta ad ottenere il riconoscimento dei Monumenti della civiltà nuragica come patrimonio identitario della Sardegna di valore universale. L’assemblea dei Vescovi ha provveduto infine alla nomina di padre Ilario Bianchi del PIME, della diocesi di Sassari, all’Ufficio regionale per le Missioni.
La Conferenza si riunirà prossimamente il 12 e 13 aprile. Durante tale sessione i Vescovi dedicheranno del tempo a continuare il dialogo di conoscenza e di approfondimento della concretezza della vita dell’Isola, grazie all’incontro con le realtà istituzionali e sociali della Sardegna.

 

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