Mezzo secolo di storia e la pandemia nel convegno regionale Caritas

Un’incontro in streaming offerto alle Caritas parrocchiali attraverso la diretta sul proprio canale YouTube, segno di vicinanza e di attenzione

di Raffaele Callia

Se per ragioni di sicurezza lo scorso anno si era deciso di annullare il preventivato XI Convegno regionale, che avrebbe dovuto celebrarsi sabato 23 maggio 2020, quest’anno la Delegazione regionale Caritas della Sardegna ha deciso di proporre per lo meno la soluzione di un convegno in streaming, attraverso la diretta sul proprio canale YuoTube.
È così che, di comune accordo con tutte e dieci le Caritas diocesane della Sardegna e con il Vescovo delegato, si è voluto offrire alle Caritas parrocchiali un segno di vicinanza e di attenzione, rendendole partecipi, attraverso il canale YouTube, dei temi proposti nel Convegno di sabato 22 maggio 2021 dal titolo “Sfida globale, carità capillare. Verso i 50 anni della Caritas in Italia nel solco di uno straordinario cambiamento d’epoca”. Il canale YouTube non ha certamente sostituito il tradizionale Convegno, per tutto ciò che tradizionalmente lo connota: la gioia del ritrovarsi da varie parti della Sardegna, la bellezza di un saluto, di un abbraccio e di una chiacchiera amichevole, la ricchezza di un confronto personale e immediato per quanto viene offerto dai vari contributi. Si è trattato di una sorta di “surrogato”, ma almeno così è stato possibile non perdere l’opportunità di riflettere sul cinquantesimo di Caritas Italiana, come occasione di verifica rispetto al proprio operato di Caritas nelle parrocchie dell’Isola, e allo stesso tempo interrogarsi sui temi della pastorale della salute come parte integrante della testimonianza della carità.
Ecco perché si è pensato di non saltare anche quest’anno l’appuntamento, dando testimonianza di vicinanza alle nostre Caritas in un momento di prolungata prova (come la pandemia) e di straordinaria occasione celebrativa (il 50° di Caritas Italiana). Anzi proprio questi due aspetti, il 50° e la pandemia, hanno rappresentato degli elementi importanti di riflessione, sviluppati sapientemente dai relatori durante il Convegno, al quale hanno preso parte da remoto alcune centinaia di persone.
L’approfondimento sul primo dei due temi, dopo un momento di preghiera iniziale a cura del vescovo delegato, mons. Giovanni Paolo Zedda, è stato affidato a don Francesco Soddu, direttore della Caritas Italiana, con una relazione dal titolo “Verso quale Caritas per la Chiesa e la società in Italia, dopo mezzo secolo di storia”. Nell’intervento di don Francesco è emersa la necessità di un cambiamento comunitario del nostro stare insieme, che parta proprio da quegli “anticorpi della solidarietà” che in questi mesi hanno lasciato intravedere diverse potenzialità in favore di una cittadinanza attiva e responsabile.
L’esame del secondo tema, sempre sotto il profilo pastorale, è stato affidato a don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Conferenza Episcopale Italiana, per mezzo di una relazione dal titolo “La testimonianza della carità nella cura integrale della salute della persona e le sfide della pandemia”; una relazione che ha permesso di insistere sul tema della testimonianza della carità nella cura integrale della salute della persona: un aspetto di grande rilevanza, visto che, proprio durante la pandemia, è stata soprattutto la dimensione relazionale ad essere messa a dura prova.
Il protagonismo delle Caritas parrocchiali ha avuto un momento significativo nello spazio a loro dedicato, con la testimonianza di alcune realtà di Caritas individuate dalla diocesi di Tempio-Ampurias (Caritas parrocchiale Nostra Signora delle Grazie di Palau), Cagliari (Caritas parrocchiali Madonna delle Grazie di Decimoputzu, Santa Vittoria di Sarroch, Spirito Santo di Cagliari, Santa Maria di Siurgus Donigala) e Bitti (Caritas parrocchiali San Giorgio Martire e Santissimo Salvatore). Proprio quest’ultima realtà, attraverso un video e le parole del parroco, don Tottoni Cossu, ha permesso di fare memoria della tragedia determinata dall’alluvione del novembre scorso, con il suo bilancio di morte e distruzione ma anche con i segni luminosi e carichi di speranza cristiana manifestati con tanti gesti concreti di vicinanza e solidarietà, anche grazie all’impegno delle Caritas della Sardegna.

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