Iglesias. Presentato il libro “Il giorno perfetto per un delitto” di Barbara Sessini

di Giulia Loi

“Vi ringrazio di avermi invitato, perché è proprio qui alla biblioteca di Iglesias che è nata la mia passione per la lettura, che mi ha poi portato alla scrittura”. Ha salutato così il suo pubblico la scrittrice Barbara Sessini, di origini iglesienti ma che vive ormai da tempo in Piemonte, tornata in terra natia per presentare il suo nuovo libro “Il giorno perfetto per un delitto”, edito dalla casa editrice Newton. Un successo annunciato, seguito di “Un posto tranquillo per un delitto”, romanzo giallo del 2015. L’autrice è stata intervistata da Clara Congia presso la sala conferenze della biblioteca comunale di Iglesias il 28 febbraio, in un evento organizzato in collaborazione con la libreria Simona.

“Il giorno perfetto per un delitto” pur essendo un seguito può essere letto anche indipendentemente; coesistono vecchi personaggi del precedente romanzo insieme a nuovi. Presentato per la prima volta in Sardegna, vi è anche ambientato, a differenza del primo, che narra la storia in Piemonte.

Si è parlato nel corso della serata anche di strategie editoriali, di come il titolo sia stato consigliato dall’editore e di come spesso il romanzo venga notevolmente “cambiato”. I tagli al romanzo che allo scrittore provocano sempre una prima, iniziale, dolorosa ferita. Ma l’autrice stessa ha riconosciuto – nonostante ci sia stata la necessità di eliminare completamente due personaggi – che il libro ci ha guadagnato, alleggerito del superfluo.

Le città nominate hanno nomi di fantasia, ma contengono inevitabilmente tratti dell’iglesiente, come il mare e il passato minerario. L’autrice ha rivelato, nel corso della serata, che il progetto iniziale era scrivere un unico romanzo. Risultando troppo lungo, è stato diviso in due volumi. La scelta di scrivere della Sardegna è arrivata in un secondo momento. “Ho preferito parlare prima del Piemonte” ha spiegato “perché è un luogo che sono riuscita a raccontare con una certa obiettività, senza che il lato sentimentale mi coinvolgesse come poteva accadere per la Sardegna”. Tale meccanismo ha consentito all’autrice di diventare padrona di strategie di scrittura applicabili poi nel secondo romanzo, permettendole di assumere punti di vista di diversi personaggi: non solo quello di coloro che in Sardegna ci sono nati ma anche di chi la vede per la prima volta e l’ha appena conosciuta. Anche dopo più di dieci anni a Torino quindi, la Sardegna, come accade per tantissimi autori, non poteva che essere presente.

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