Iglesias. Archivio Storico e Biblioteca, lavoratori a casa

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Il Consiglio Comunale si è riunito al Centro Culturale, all’ordine del giorno il nuovo appalto per biblioteca e archivio comunale

di Miriam Cappa

008 archivio (1)Il 18 maggio riapriranno musei e biblioteche e Iglesias si trova una bella gatta da pelare: l’affidamento dell’appalto di biblioteca e archivio comunale è scaduto a marzo, o per meglio dire, si è consumata la sua massima possibilità di proroga perché il contratto era già esaurito a dicembre. E prima che venga bandita una selezione ci vorrà del tempo, anche se il Consiglio comunale ha affidato l’incarico alla sua società in house, Iglesias servizi, alla ripresa dei suoi lavori post blocco Covid il 23 aprile. La dice lunga per un’amministrazione che, in tutti i programmi elettorali dei candidati a sindaco e ribadito nelle attuali linee di mandato, ha la cultura come base.
L’assessore Claudia Sanna e il sindaco Mauro Usai hanno parlato del nuovo appalto che continuerà a contenere anche quello per l’addetto alle sale pubbliche. “C’è una modifica nelle ore dei servizi – ha chiarito la Sanna – l’archivio avrà 28 ore e la biblioteca 30. L’aumento permetterà alla biblioteca di chiudere più tardi alla sera e all’archivio di aprire anche sabato e domenica in previsione dell’attività del museo e delle relative visite guidate”. A chiedere spiegazioni sul futuro del personale che ha terminato il contratto, sei professioniste altamente formate ora disoccupate, è stato Alberto Cacciarru (Iglesias in Comune). Lapidario Usai: “È avviata la scadenza contrattuale, saluto e ringrazio il personale per ciò che ha fatto: non c’è nessuna possibilità di stabilizzazione diretta anche se lo meriterebbe”. Iglesias servizi si occuperà di fare una nuova selezione, i vincitori avranno un contratto a tempo indeterminato.
Al Centro culturale, dove i consiglieri stavano a distanza di sicurezza e con mascherina come hanno tenuto a immortalarsi su Facebook, si è discusso anche del Compluvio ovest, il sistema fognario che dovrebbe separare le acque bianche dalle nere fra Palmari e Monteponi. Questa volta a rallentare l’iter sono gli espropri. Contrariato persino l’assessore ai Lavori Pubblici Vito Didaci per il quale la faccenda è sempre stata un impegno nella lunga carriera da consigliere. “Non è che lo sopporti molto bene, si tratta di un’ulteriore modifica al tracciato e alla posizione del vincolo perché è necessario aggirare il cavidotto la cui esistenza avevo già segnalato in passato ad Abbanoa”.
Per il resto maggioranza e opposizione riflettono su se stesse. Valentina Pistis (Riformatori sardi) ha risposto alle voci che indicano dissapori coi colleghi di coalizione: “Ognuno è libero – ha ribadito – di praticare la sua attività politica come meglio crede, la minoranza è unica anche se fatta di tanti partiti dove ciascuno è libero”. La cordata Usai sembra accontentare i dissidenti Udc e Carlo Murru. Con una concessione dell’opposizione (uscita dall’aula), un benestare “strategico” secondo Luigi Biggio (FI) per ottenere uno scambio equivalente in futuro, la maggioranza ha approvato la mozione firmata da Nora Deidda, Ignazio Mocci e l’ex rivale del primo cittadino. Da lavoratori diretti o legati al settore per via familiare, come ha ricordato la stessa Deidda, la loro proposta incarica il sindaco di chiedere alla Regione un aumento di stipendio per i lavoratori della Sanità, “eroi” dell’emergenza Covid 19. “Noi che siamo stati eletti per rappresentare e dare voce al popolo dobbiamo fare di più e lo dobbiamo fare utilizzando gli strumenti di cui siamo dotati”. Cioè un’operazione gratis per il Comune: creare un fondo in parte regionale e per il resto finanziato da una raccolta di fondi da destinare “all’indennità giornaliera a favore degli operatori sottoposti ai rischi del Covid”.

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