Il dramma del Basso Sulcis sott’acqua

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La testimonianza di don Pietro Piras, parroco di Sant’Anna Arresi, paese che piange una vittima e ingenti danni alle campagne

Servizio a cura di Giampaolo Atzei, Roberto Pinna e Tito Siddi

Tra il 13 e il 14 novembre, il Basso Sulcis ha vissuto ore di profonda preoccupazione per le pesanti piogge che hanno flagellato il Sud-Ovest della Sardegna. Un film già visto dove, all’intemperanze della natura che si manifesta con eventi meteo sempre più dirompenti e improvvisi, si somma l’incuria dell’uomo e una cura del suolo che presenta sempre più spesso il prezzo dei suoi drammatici limiti. I Comuni di Santadi, Piscinas, Masainas, Sant’Anna Arresi e Teulada hanno deliberato lo stato di calamità naturale ed hanno invitato tutte le persone interessate ad avviare una stima presentando documentazione fotografica, ma è stato proprio la comunità di Sant’Anna Arresi a pagare il tributo più pesante, con la morte di Antonio Cinus, un pensionato ottantenne dato prima per disperso e poi ritrovato più tardi, travolto dalla furia dell’acqua. Per il 16 novembre, in concomitanza con la celebrazione dei funerali, in paese è stato proclamato il lutto cittadino.
La tragedia di una comunità. Raggiunto telefonicamente, don Pietro Piras, parroco di Sant’Anna Arresi, ci racconta di “un paese ferito per la morte di un fratello e per il futuro a rischio di tante famiglie”. Sono i dolori profondi di una comunità con “l’economia mandata a zero”. “Qui ci sono grandi perdite – dice don Pietro – ho visitato le serre distrutte dove erano state piantate due mesi fa 45.000 piantine di peperoni e tutti gli investimenti sono andati in fumo”. Le spese per lavorare il terreno, tre mesi di duro lavoro, tutto è andato perduto, anche le carciofaie sono finite sott’acqua. “Ci sono danni stimati per circa 70.000 euro – precisa ancora il parroco – con aziende che stanno ancora aspettando gli indennizzi del 2017, la gente è scoraggiata con questi ritardi e si perde fiducia nelle Istituzioni”. “Ci sono persone che hanno perso tutto, hanno licenziato operai ed è stato tolto lo stipendio a famiglie intere, ma va anche detto che il Creato non viene sempre rispettato, le cunette erano piene di ogni ben di Dio, si è dato il permesso di costruire dappertutto e il passaggio per l’acqua è rimasto troppo ristretto” denuncia don Pietro. “La forza del nostro paese sono i coltivatori, l’agricoltura è tramortita e sarebbe bello un segno di speranza per il futuro, c’è bisogno di aiuto, di un gesto di solidarietà per questa gente” ci confida il parroco, ricordando il grande spavento di domenica mattina, quando ha preferito non celebrare la messa dei bambini e ha rimandato tutti a casa: “Abbiamo avvisato le famiglie, la pioggia aumentava con il rischio di rimanere isolati, avessimo atteso ancora saremmo rimasti intrappolati”.
Is Cattas isolata. Momenti davvero critici sono stati vissuti nel primo pomeriggio di domenica 14, erano appena passate le 14.30 quando un ponte lungo la SP 70, che collega Santadi a Teulada, nei pressi della frazione di Is Cattas è crollato a causa di una violenta ondata di piena del Rio Murteras che nasce dalle montagne più meridionali del Sulcis. La buona sorte ha voluto che l’ultima autovettura fosse passata appena dieci minuti prima l’acqua iniziasse a erodere il basamento in terra battuta su poggiava la carreggiata. Alcuni automobilisti di passaggio hanno immediatamente avvisato le Forze dell’Ordine del pericolo che a loro volta hanno allertato la Protezione Civile di Santadi che ha provveduto a transennare la strada. Sicuramente si è trattato di un evento raro, tanto che nemmeno i più anziani ricordano un’ondata di piena così devastante del Rio Murteras: basti pensare che in una stazione metereologica amatoriale situata a Barrua, dunque già in pianura, sono stati registrati 100mm di pioggia in appena 16 ore (da sabato sera a domenica mattina) quando la media annuale delle precipitazioni annuali sulle vette più del Sulcis si aggira attorno ai 1000mm. Oltre al crollo del ponte sono stati segnalati alcuni smottamenti nelle montagne di Pantaleo e numerosi allegamenti e danni conseguenti ad alcuni orti, vigneti ed uliveti. Al momento la problematica più grande riguarda proprio il ponte crollato: infatti i quaranta residenti della frazione di Is Cattas per raggiungere Santadi sono costretti ad arrivare fino a Teulada e da lì tornare indietro lungo la SS 195 e la SS 293 allungando il tragitto di oltre 30 km e a questo si aggiunge il disagio di alcuni allevatori e agricoltori che per raggiungere le loro proprietà sono costretti a praticare delle vecchie strade sterrate percorribili con notevoli difficoltà solamente con dei SUV. Sempre mercoledì si sono recati sul luogo per sopralluogo il commissario straordinario della Provincia del Sud Sardegna Mario Mossa e il subcommissario per il Sulcis Ignazio Tolu che hanno assicurato al sindaco di Santadi Massimo Impera l’impegno per il ripristino di una viabilità alternativa sia per la ricostruzione del ponte.
Disagi a Sant’Antioco. L’ultima bufera che ha flagellato nei giorni scorsi il Sud Sardegna provocando danni e disagi non ha risparmiato, anche se con meno veemenza, l’isola di Sant’Antioco. “La furia del maltempo dell’ultimo fine settimana ha lasciato, purtroppo, anche a Sant’Antioco, come ovunque, una serie di danni su cui gli Uffici Comunali sono al lavoro – ha detto il sindaco Ignazio Locci – L’obiettivo è riportare le zone colpite alla piena funzionalità, secondo un ordine di priorità attualmente in fase di valutazione. In una notte è caduta la quantità di acqua che solitamente cade in tutto il mese di novembre: una misura impressionante, che ha messo a dura prova i corsi d’acqua presenti nel Comune”. “I danni, a oggi, principalmente nell’extraurbano, sono consistenti – conclude Locci – non siamo “in ginocchio”, ma alcune strade sono state interrotte dalla furia dell’acqua, come l’arteria che conduce all’ex semaforo di Capo Sperone, o quella di Su Demaniu, o ancora sa Scrocchitta, ma si segnalano problemi anche in altre strade di penetrazione agraria e non solo. In ragione dei danni causati dalle forti piogge e a garanzia della sicurezza e l’incolumità pubblica, è stato disposto che il ponticello sul rio in “Loc. Santa Isandara” è percorribile solo da pedoni e biciclette. Il transito di ogni altro veicolo è vietato. Il transito nella Strada Comunale per Cala Sapone – Cala Lunga, in loc. “Cala Lunga”, è vietato per i veicoli di qualsiasi genere, dall’intersezione per la spiaggia di Cala Lunga fino al rio che segna il limite del territorio comunale”.

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Pubblicato su “Sulcis Iglesiente Oggi”, numero 18 del 22 maggio 2022

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