Dopo la polemica sull’arrivo dei turisti lombardi nell’Isola, il SSEO ha realizzato uno studio sul numero dei pernottamenti in Sardegna
di Annalisa Atzei
All’indomani della riapertura dei confini e della riconquistata mobilità interregionale libera da autocertificazioni e passaporti sanitari, in molti si saranno chiesti quali siano realmente i flussi di turisti in uscita dalla Lombardia vesto il resto del Paese. Per soddisfare questa curiosità, l’osservatorio statistico del SSEO (Sardinian Socio-Economic Observatory) ha realizzato uno studio sui dati relativi alla Sardegna rispetto alla presenza dei turisti lombardi nell’Isola.
Confrontando i dati della scorsa stagione estiva con quelli dell’anno precedente, il 2019 ha fatto segnare un nuovo record di presenze con quasi 2 milioni di notti spese dai turisti lombardi nelle strutture ricettive della Sardegna, pari al 5,7% in più nell’ultimo biennio. La Lombardia si conferma così la seconda area generatrice di turismo nei confronti della Sardegna, seconda soltanto alla Germania con 2.250 milioni di presenze. In media – si legge nell’analisi del SSEO – ciascun turista lombardo registra un valore nel rapporto tra notti per presenza che supera le 6,2 giornate (in questo caso tedeschi si fermano a 4,9). Per quanto riguarda la stagionalità, le visite dei turisti lombardi si concentrano nei tre mesi estivi (giugno, luglio e agosto) con oltre l’82% dei pernottamenti: il picco nel 2019 è stato toccato ad agosto con 768 mila notti trascorse da cittadini lombardi in Sardegna (il 40% del totale).
Il SSEO ha successivamente pubblicato anche una elaborazione sui dati relativi alle presenze dei sardi in Lombardia. Mentre però la Regione Sardegna ha pubblicato i dati con gli aggiornamenti al 2019, tali dati non sono purtroppo disponibili per la Lombardia, per cui si è reso necessario utilizzare i dati ISTAT relativi al 2018. Dal confronto è emerso come in proporzione alla popolazione residente, ogni mille abitanti la Lombardia genera 182 notti spese in Sardegna, contro le 157 notti spese in Lombardia dalla Sardegna. Una differenza esigua pari, per il 2018, al 15% in più per la Lombardia. Un’ultima evidenza riguarda le motivazioni dei pernottamenti che, per entrambe le regioni non devono necessariamente riguardare il turismo, ma possono anche essere lavorative, di cura e di qualsiasi altro genere. Ma mentre le presenze lombarde in Sardegna, come abbiamo visto, interessano principalmente i mesi estivi, quelle dei sardi in Lombardia si distribuiscono nell’arco di tutti i dodici mesi dell’anno.