Sulcis Iglesiente Oggi

L’impegno dei vescovi sardi per la tutela dei minori

foto-Siciliani-Gennari-SIR

Chiesa. Nelle diocesi della Sardegna sono stati istituiti tre centri d’ascolto e servizi per la prevenzione dei casi di abuso

di Mario Girau

Tre centri d’ascolto (al nord, al centro e al sud dell’Isola), 8 servizi (uno per diocesi) per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili, corsi di aggiornamento, incontri di informazione con responsabili ed educatori (sacerdoti e laici) di gruppi giovanili, referenti locali e consulenti tecnici – in prevalenza donne – per dare corpo e sostanza anche in Sardegna alla lotta di papa Francesco contro gli abusi sessuali nella Chiesa. Appena un mese dopo l’istituzione del Servizio nazionale per la tutela dei minori, nel marzo 2019, la Conferenza episcopale sarda ha nominato padre Roberto Carboni, vescovo di Ales-Terralba, psicologo, esperto di problemi educativi, delegato e referente di analogo servizio a livello regionale. I vescovi, a loro volta, hanno individuato un incaricato locale. È nato così il sistema messo a punto dalla Chiesa sarda per attuare la direttiva papale che dispone di “ascoltare, tutelare, proteggere e curare i minori abusati e sfruttati” e fare prevenzione.
Dal 2000 a oggi su questa emergenza devastante per i minori, gli ultimi tre papi hanno pubblicato 45 tra esortazioni apostoliche in forma di “motu proprio” e discorsi, introdotto 10 modifiche nelle “Normae gravioribus delictis”, un convegno di tre giorni ( 21-24 febbraio 2019) su “La protezione dei minori nella Chiesa”. Nel 2020 il Vaticano con un dettagliato “manuale di istruzioni” (164 paragrafi) ha predisposto per i vescovi di tutto il mondo particolareggiate indicazioni operative per trattare i casi di abuso sessuale sui minori raccomandando tra l’altro di non “cestinare” le denunce anonime o quelle emerse sui social network. Due altri vincolante “consigli”: non spostare un prete sospetto di parrocchia in parrocchia e inoltrare le denunce alle autorità civili “ogni qualvolta ritenga che ciò sia indispensabile per tutelare la persona offesa o altri minori dal pericolo di ulteriori atti delittuosi”.
“Ogni notizia di abuso subito da un minore, o da un adulto vulnerabile, presente o passato – dice don Michele Fadda, docente di psicologia nella Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna e coordinatore del servizio regionale di tutela – è motivo di sofferenza e interroga tutta la comunità cristiana sull’impegno al quale è chiamata, perché fatti del genere non si ripetano e perché le vittime si sentano accolte, ascoltate e accompagnate con responsabilità e impegno, in totale trasparenza e con sincero desiderio di ristabilire la giustizia”.
Le strutture regionali e diocesane operano sostanzialmente su due fronti: ascolto e accoglienza delle vittime, informazione e prevenzione. “Si deve rimettere al centro l’attenzione ai minori e alle persone vulnerabili che – dice don Fadda – sono state vittime di qualsiasi tipo di abuso nella Chiesa. Quindi ascolto qualificato, attento e rispettoso, per offrire sostegno e supporto per l’accesso a tutte le risorse utili all’accompagnamento della persona e il ristabilimento della giustizia, in collaborazione con gli enti e le autorità pubbliche in un clima di totale trasparenza”. Dopo l’interruzione imposta dal Covid, sono ripresi i corsi di formazione – regionali e locali, anche a carattere associativo e parrocchiale – rivolti alle comunità ecclesiali. “Si vuole sensibilizzare tutta la comunità, ed in particolare gli operatori pastorali (catechisti, animatori, responsabili, clero…) sul tema degli abusi, al fine di creare ambienti ecclesiali sicuri per i minori e le persone vulnerabili. Tutta la comunità deve essere coinvolta in questo impegno, non solo il clero”.

CENTRI DI ASCOLTO

SERVIZI PER LA TUTELA DEI MINORI E DELLE PERSONE VULNERABILI:

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Pubblicato su “Sulcis Iglesiente Oggi”, numero 18 del 21 maggio 2023

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