
Premio per la scrittrice carlofortina Lorenza Garbarino al concorso letterario “Pradzalà: una montagna da vivere” indetto dal Comune di Pragelato
di Nicolo Capriata
Ma il libro di Lorenza Garbarino non è una biografia su Jean Jacques Hauswirt, è piuttosto un libro che descrive oltre alla vita del solitario montanaro, la montagna di una volta con i suoi aspetti reconditi, con fine e delicata poesia, che solo un animo sensibile come la poetessa-scrittrice Lorenza Garbarino poteva raccontare. Non per altro, il suo breve romanzo si è aggiudicato il secondo premio del concorso letterario “Pradzalà: una montagna da vivere” indetto dal Comune di Pragelato con il patrocinio del Comune di Torino. Una giuria popolare ha esaminato una trentina di libri vagliando quelli a suo giudizio migliori, per poi passarli ad una giuria ristretta e più qualificata. Ma il fatto, che ha dello straordinario, e come la sensibilità di Lorenza Garbarino, abituata a vivere circondata dai flussi marini, sia riuscita a penetrare, ad immedesimarsi in un mondo tanto distante dal suo vissuto: la montagna. “Lo stile della Garbarino – si legge nella motivazione del premio – è dolcezza, è poesia, è eleganza. Con l’autrice abbiamo riscoperto la vita della montagna che appartiene anche a noi e che frequentiamo”. Naturalmente, il libro edito dalla Fusta e che si avvale delle illustrazioni di Oriana Bassani, va a ruba. Come fioccano all’autrice tanti inviti di presentazione, soprattutto nei paesi alpini e in Svizzera. Purtroppo il coronavirus, “bestia” infinitamente piccola quanto infinitamente devastante, impedisce l’organizzazione di questi incontri culturali. Ma tutto, è stato detto, verrà rinviato (speriamo quanto prima) quando la “bestia” sarà domata. E poi anche tante recensioni sui quotidiani (La Repubblica, il Corriere della Sera ecc.). Ma che dice Lorenza Garbarino di tutto questo successo? Che tra l’altro non è il primo, il precedente romanzo “Sui passi di Melania” aveva ricevuto numerosi consensi. Sicuramente tutto quanto è uno sprono a continuare a scrivere. “Ma soprattutto – ci ha detto – mi ha dato la spinta a conoscere e far conoscere di più la storia di Hauswirt”, il solitario montagnolo, inventore dell’arte della carta ritagliata.