Azione Cattolica. La visita della Presidenza Nazionale in Sardegna
Missionaria e popolare, chiamati alla politica… con la P maiuscola!
di Giovanna Fancello
Delegata Regionale AC

Dopo il saluto di mons. Ignazio Sanna, arcivescovo di Oristano, che ha sottolineato l’importanza di un incontro sinodale su un tema così attuale e l’introduzione della Delegata Regionale Giovanna Fancello, che ha invitato i presenti a cogliere l’opportunità dell’incontro per poter declinare le proposte dell’associazione in chiave locale, e che ha ringraziato i relatori per la disponibilità a partecipare al convegno, il confronto è entrato nel vivo.
Il Presidente Nazionale Matteo Truffelli ha spiegato che il Papa con l’esortazione fatta a braccio il 30 aprile, “… mettetevi in politica ma per favore nella grande politica la Politica quella con la P maiuscola, […] attraverso anche la politica educativa e la partecipazione al dibattito culturale” ha voluto ricordare ai soci dell’Azione Cattolica che non si deve mai perdere di vista la prioritaria vocazione cristiana: essere con generosità testimoni autentici del Vangelo nel mondo e per il mondo sapendo gettare “il seme buono del Vangelo”. Ha inoltre sottolineato che in associazione l’impegno a formare buoni politici si coniuga con la sfida educativa che porta a formare “buoni cittadini”, capaci di vivere il Vangelo nella quotidianità negli ambienti di vita che ognuno è chiamato ad abitare. In chiusura ha evidenziato che formare coscienze significa fare politica con la P maiuscola rigenerando il tessuto di una società, con orientamenti nuovi fondati sul valore della persona e sui diritti dei cittadini che sempre dovranno avere a cuore il bene comune.
Significativo è stato il contributo di Giovanni Bachelet, che ha sollecitato tutti ad un impegno educativo a misura di persona per formare coscienze mature capaci di fare scelte autenticamente cristiane senza compromessi. Le sue sollecitazioni si incarnano nel solco tracciato dal suo papà Vittorio, già presidente nazionale dell’AC, che spese la sua vita nella formazione delle coscienze, prima di essere ucciso nel 1980 dalle Brigate rosse dopo una lezione all’Università romana de La Sapienza.
Formare coscienze chiama in causa una responsabilità che si nutre di corresponsabilità. Tanti gli interrogativi, le riflessioni le proposte emerse. I presidenti delle dieci diocesi della Sardegna hanno esposto i punti di forza ma anche di debolezza che l’associazione affronta. Criticità e punti di forza analizzati sia da un punto di vista unitario, che di settore e di articolazione. Tutti concordi nel ribadire che l’Azione Cattolica deve continuare ad essere missionaria e popolare, capace di prendersi cura delle persone, di incarnarsi nella vita del popolo di Dio, nutrendosi del territorio, della sua bellezza e delle sue tradizioni. Sempre in ascolto e al servizio dei bisogni di tutti, soprattutto degli ultimi, andando verso le periferie del mondo per testimoniare la bellezza della fede e la gioia dell’annuncio del Vangelo.