“The Founder”, un film scomodo sulla nascita dei “McDonald’s”

601a0876a7fc8302027c134431703b5018490938

Ci sono pellicole che riescono ad essere più efficaci di un saggio e di un documentario, nel raccontare i legami, spesso distorti, che intercorrono tra il grande capitalismo e la società americana. John Lee Hancock, regista specializzato in opere biografiche, con “The Founder”, riesce nel difficile compito di raccontare i retroscena della nascita di un impero economico come quello della catena “McDonald’s”, regina dei fast food e multinazionale diffusa in tutto il mondo.
“The Founder”, ambientato nell’America degli anni ‘50, racconta l’incontro di Ray Kroc, venditore di frullatori, con i fratelli Mac e Dick McDonald, proprietari di una piccola ma fiorente rivendita di hamburger.
Nel giro di poco tempo, Kroc riuscì a capire l’immenso potenziale che si nascondeva nell’attività dei due fratelli, sia da un punto di vista strettamente imprenditoriale nel campo della ristorazione, che da uno legato alla possibile espansione del marchio in altri settori dell’economia.
Una figura di imprenditore per certi versi innovativa e persino geniale, dietro cui però si nascondono grandi zone d’ombre, collegate ad un affarismo senza scrupoli, che si intrecciava con la corruzione ed il malaffare. Quella che era una fiorente attività a conduzione familiare, nelle mani di Ray Kroc divenne un’immensa macchina da soldi che riusciva ad ottenere margini di guadagno enormi attraverso il lavoro sottopagato, l’utilizzo di ingredienti scadenti e speculazioni edilizie intrecciate alla malavita e alla politica.
Michael Keaton, come sempre bravissimo e lanciato in una nuova carriera di attore al servizio di pellicole impegnate, presta il volto ad un capitalista senza scrupoli, che non arretra davanti a niente e nessuno, arrivando al punto di sottrarre ai fratelli McDonald l’attività, appropriandosi persino del loro nome e del celebre logo. Il regista alterna in maniera sapiente il registro drammatico con alcuni tocchi di grottesco, capaci di sottolineare in modo ancora più evidente le degenerazioni di un sistema che ha fatto della spregiudicatezza la sua bandiera.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: