Iglesias. Con la collaborazione della F.I.D.A.P.A, presentato il progetto “La Banca delle visite”

Giulia Loi

Applicare la regola semplice e solidale del “caffè sospeso” a qualcosa di più grande ed impegnativo. La “Banca delle visite” nasce con questa idea, nell’aprile del 2017, per dare la possibilità a tutti, anche alle persone meno abbienti, di potersi curare laddove le poche possibilità economiche non lo consentano. Il progetto è stato presentato sabato 9 marzo dalla F.I.D.A.P.A. – sezione Iglesias – che, presso la Biblioteca comunale di Iglesias e con il patrocinio del Comune, ha voluto dare visibilità a un’iniziativa che “può aiutare veramente tante persone” ha detto la presidentessa F.I.D.A.P.A. Antonella Pusceddu, presentando le due relatrici.

L’idea nasce da una collaborazione tra ScegliereSalute e Fondazione Basis, ed è stata illustrata a Iglesias da Elisabetta La Rosa, promotore mutualistico presso Mutua MBA, che, tra gli altri, collabora alla riuscita della “Banca delle visite”, e Giuliana Schirru, socia F.I.D.A.P.A. e, insieme alla collega, ambasciatrice del progetto. In Italia è lo Stato che dovrebbe farsi carico della salute dei cittadini. Un diritto che spesso rischia di venir meno, non solo per scarse possibilità economiche, ma anche perché la sanità pubblica spesso fornisce degli appuntamenti a distanza di tanti mesi dalla data di prenotazione, creando seri problemi ogni qualvolta il male da curare abbia carattere di urgenza. In questo clima generale ben 11 milioni di italiani, nel 2017, hanno deciso di non curarsi. Una situazione che a Iglesias è molto sentita e ben nota, considerando che da tre ospedali operativi siamo passati a malapena a uno, in cui i pazienti devono aspettare mesi per una visita e i posti letto scarseggiano. La “Banca delle visite” perciò non è nient’altro che una piattaforma web – al sito https://www.bancadellevisite.it/ – che permette facilmente ai cittadini di donare una visita o del denaro che verrà utilizzato dalla Banca per poter offrire un controllo specialistico, pagando con paypal o carta di credito. Ma non solo, c’è anche una rete di filiali e sportelli che in tutta Italia informa e aiuta chi non ha dimestichezza con la tecnologia: 35 sportelli e 20 filiali, di cui 6 in Sardegna.

Importantissime poi le figure dei “Super dottori”, medici che hanno aderito al progetto e possono altresì contribuire fornendo una tariffa agevolata per le loro visite, o “restituire” il 10% del ricavato alla Banca, perché questa continui a essere finanziata e poter donare più visite possibili. Non si chiede perciò ai medici di “regalare” delle visite, ma queste verranno correttamente pagate – e potranno quindi essere direttamente fatturate alla Banca. In Italia ci sono 54 medici e 51 cliniche che hanno aderito al progetto, alcuni dei quali anche a Carbonia, con la speranza che possa partecipare anche Iglesias. Chi ha bisogno della visita non deve fare altro che iscriversi e richiedere ciò di cui ha bisogno. Verrà poi contattato da un collaboratore della Banca che provvederà a fissare l’appuntamento con un medico della città del paziente o comunque il più vicino possibile. In questo enorme progetto è fondamentale la collaborazione di associazioni cittadine, che aiutino non solo a effettuare le prenotazioni ma anche a capire chi ha realmente bisogno di tale servizio. “Ma dove vanno i miei soldi?” potrebbe chiedersi qualcuno. Nessun problema, sulla piattaforma della Banca si può visualizzare in maniera chiara quali visite sono state offerte e a quali pazienti. Non solo, ma tutti i pazienti che hanno usufruito del servizio sono invitati a lasciare un ringraziamento, che sia una testimonianza scritta o video. Queste ultime in particolare possono essere viste sulle piattaforme social della Banca delle visite. Un progetto solidale che si affianca a altre buone iniziative come la Banca del farmaco e che si spera possa diffondersi sempre di più, in Sardegna ma in generale in Italia.

Pubblicato su “Sulcis Iglesiente Oggi”, n° 10 del 9 marzo 2019

Foto di Efisio Vacca

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