“Il Primo Re”, la fondazione di Roma in uno straordinario film tra storia e leggenda

IL PRIMO RE

Il genere mitologico era uno dei filoni principali della nostra cinematografia, un omnibus nel quale confluiva sia il cinema d’autore che quello popolare, con i suoi eroi dal fisico scolpito che sollevavano enormi macigni di cartone. Ironia a parte, il cosiddetto peplum aveva raggiunto livelli di eccellenza, che gli permettevano di affrontare sullo stesso terreno le grandi produzioni hollywoodiane, grazie ai bellissimi set di Cinecittà, ai registi dotati di grande inventiva ed al lavoro superlativo di tecnici e stuntmen.
Dopo anni di oblio, il genere storico-mitologico italiano torna nelle sale con “Il Primo Re”, il film diretto dal regista Matteo Rovere e dedicato alla fondazione della città di Roma, con il mito di Romolo e Remo. Un vero e proprio kolossal, che guarda ai classici del genere, reinterpretandoli però con un occhio all’epica di “Braveheart” e alle cupe saghe nordiche di “Valhalla Rising”.
Rovere si conferma come una delle più belle sorprese degli ultimi anni, capace di dare nuova linfa ad un cinema italiano prigioniero da anni dei soliti schemi e dei soliti cliché. Lo fa cercando una strada personalissima ed originale, con un film che trasporta lo spettatore in un mondo nebbioso, arcaico e fuori dal tempo, nel quale è palpabile la presenza di una spiritualità ancestrale e primitiva. Fango e polvere, in una campagna laziale diventata il teatro della lotta per la sopravvivenza di due fratelli, braccati dai guerrieri nemici ed in balia della furia degli elementi. Il tutto raccontato con l’utilizzo di un latino delle origini, così diverso dalla lingua di Cicerone e più simile ai suoni gutturali delle tribù primitive.
Proprio la scelta di utilizzare i sottotitoli, arricchisce il film di un’aura mitica e misteriosa, lontana da qualsiasi intento commerciale, ma capace di diversificare il film di Rovere da qualsiasi opera italiana precedente. Di grande impatto anche le interpretazioni, come quella di Alessandro Borghi, tutta basata sul linguaggio del corpo, ed in grado di trasmettere il carisma di un personaggio mitico, sospeso tra la storia e la leggenda.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: