Giovani e disagio, allarme a Carbonia

Adottate le prime misure di pubblica sicurezza dopo il vertice per gli ultimi gravi casi di devianza

Manolo Mureddu

Giovedì 2 maggio gli uffici della Prefettura di Cagliari hanno ospitato un importante vertice sulla sicurezza e il fenomeno delle devianze giovanili nella città di Carbonia. La riunione, chiesta con urgenza dalla Sindaca, Paola Massidda, nel mese di aprile dopo i reiterati episodi di cronaca e disagio che hanno coinvolto svariati minorenni, ha visto la partecipazione della Prefetta, Romilda Tafuri, dei massimi rappresentanti delle forze dell’ordine (finanza, polizia e carabinieri), di esponenti dell’amministrazione e dell’ufficio scolastico regionale e di alcuni componenti della consulta giovanile. Tra le finalità dell’incontro quella di analizzare i fenomeni occorsi nella città di Carbonia e di decidere quali azioni mettere in campo per contrastarli e, soprattutto, prevenirli.

In particolare nei mesi scorsi ha destato preoccupazione nel centro minerario la presenza di gruppi più o meno grandi (e variegati per genere) di giovani, sorpresi in stato di ubriachezza e spesso intenti a deturpare il bene pubblico cittadino o a importunare passanti e residenti. Così come alcuni episodi di efferata violenza consumatisi nell’indifferenza generale e senza alcun impedimento esterno. Una deriva che ha innescato, in particolare nei social con un tam tam preoccupato di post, soprattutto di genitori, una vera ondata di indignazione tra coloro che in città vorrebbero maggiore attenzione e repressione su questi fenomeni da parte delle istituzioni, ma nel contempo anche politiche tese all’aggregazione e all’educazione delle giovani generazioni sui valori positivi della cittadinanza e del civismo.

Tra i primi effetti del vertice, oltre l’impegno delle forze dell’ordine sul versante repressivo, velocemente messo in pratica con l’imponente operazione di polizia che nel fine settimana ha coinvolto 35 uomini dei carabinieri e della guardia di finanza e che ha portato all’identificazione di diversi giovani minorenni segnalati come consumatori di droga e intenti a consumare alcolici nei bar e locali del centro di Carbonia (dei quali sono stati sanzionati almeno due proprietari per aver venduto loro tali sostanze), l’annuncio della Regione di voler concretizzare in tempi rapidi la realizzazione dello “sportello famiglia” propedeutico all’individuazione di potenziali casi di disagio giovanile. Ma anche l’impegno assunto dall’amministrazione comunale di Carbonia per l’avvio di percorsi di avvicinamento e collaborazione tra istituzioni e genitori, soprattutto in ambito scolastico, rivolti all’educazione dei giovani e alla comprensione dei loro eventuali disagi.

Adesso in molti aspettano con impazienza che gli impegni sottoscritti vengano velocemente attuati, anche con la realizzazione dei sistemi di videosorveglianza recentemente promessi in alcune zone sensibili di Carbonia, onde evitare di vedere nuovamente aree cittadine, come la piazza Berlinguer, letteralmente deturpate e preda del degrado, soprattutto la domenica mattina in conseguenza degli eccessi della movida del sabato sera.

Ma su una cosa tutti concordano: ciò che manca davvero ai giovani è la presenza di spazi reali di partecipazione alla vita pubblica e sociale adatti alle loro esigenze. In una società dove tali spazi, dall’associazionismo, alla politica, allo svago, sono andati man mano restringendosi, non ci si dovrebbe meravigliare, infatti, della disaggregazione sociale e dell’inseguimento di falsi miti da parte dei più giovani.

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