“Come se vedessero l’invisibile”

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Nella parrocchia della Madonna della Neve a Villamassargia la Veglia Diocesana di preghiera per le vocazioni

Francesco Mannu

…La chiamata di Dio non è un’ingerenza nella nostra libertà ma l’offerta di entrare in un progetto di vita, in una promessa di bene e felicità, non siate sordi a tale chiamata (Papa Francesco).
Sabato 11 maggio, in occasione della 56a Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, il Centro Diocesano Vocazioni, ha vissuto insieme alla comunità diocesana la veglia di preghiera presso la parrocchia Madonna della Neve in Villamassargia, dove il parroco don Antonello Manunza e la sua comunità hanno accolto con disponibilità e attenzione all’ascolto, l’equipe e le persone convenute.
La veglia ha avuto come obiettivo quello di aiutare le persone a utilizzare lo sguardo in tutte le sue potenzialità. Innanzitutto a guardare noi stessi, il nostro inizio, la nostra conoscenza di Dio. Poi guardare il nostro vissuto quotidiano, cercare di leggere oltre le banalità che spesso ci caratterizzano. E infine, a guardare con gli occhi di Dio, come se vedessero l’invisibile, per provare a dare i colori dello spirito alla vita che siamo chiamati a progettare e vivere con tutto noi stessi.
La preghiera per le vocazioni ha sempre sapore del Vangelo, risponde al comando di Gesù che invita a pregare il padrone della messe perché mandi buoni operai (Lc 10,2). Come se vedessero l’invisibile, significa portare davanti agli occhi i volti di tante vocazioni, è la preghiera di intercessione, capace di introdurre in quella immensa rete di relazioni che formano il corpo di Cristo. È la possibilità di gridare al Padre ciò che davvero sta a cuore. È acquistare lo sguardo vocazionale di Gesù, capace di vedere nel deserto la messe che già biondeggia.
Aiutati dalla figura di Geremia, ognuno ha ripercorso la propria storia vocazionale, partendo dalle origini, riassaporando la parola che ha suscitato il primo incontro con il Signore e che ancora oggi sta alla base del proprio cammino. Infine si è potuto accogliere l’invito di guardare oltre l’invisibile con gli occhi di Dio cercando i segni della sua presenza perché bastano le cose più semplici come prova per compiere la nostra missione. Al termine ci si è affidati al Signore con la preghiera per la 56a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, che riportiamo perché possa continuare la preghiera per le vocazioni, in tutta la nostra comunità diocesana: “Gesù buono, tu vedi in noi il germinare misterioso del buon seme che hai gettato nella nostra vita e il grano che cresce insieme alla zizzania: donaci di essere terra fertile e spighe feconde per portare il frutto da Te sperato. Tu vedi in noi il lievito silente da impastare nella massa del mondo e l’acqua semplice che diventa vino nuovo: donaci di essere fermento vivo ed efficace per gonfiare di Te l’umanità del nostro tempo e di poter gustare quel sapore buono ed allegro della comunione e del reciproco dono di sé. Tu vedi in noi il tesoro nascosto per il quale hai rinunciato a tutti i tuoi averi e la perla di grande valore che hai comprato a prezzo del tuo sangue: donaci di desiderare e cercare la santità come ricchezza inestimabile per la nostra vita. Signore Gesù, guarisci il nostro sguardo perché nella realtà, che già ci chiama ad essere tuoi discepoli, possiamo vedere l’Invisibile: illumina i nostri occhi affinché tutti riconosciamo e scegliamo la bellezza della nostra vocazione. Amen”.

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